Saca, il futuro è nella mobilità green

Nuovi investimenti della cooperativa bolognese Saca per rendere la flotta più sostenibile. Il presidente Passini: “Il modello emiliano-romagnolo ha confermato la sua validità”

Il futuro della mobilità? Sarà inevitabilmente green”. Ne è convinto Alessio Passini, presidente di Saca, cooperativa bolognese con quasi 50 anni di storia, punto di riferimento nel trasporto persone in tutta l’Emilia-Romagna (e non solo) con i suoi 160 soci e 280 dipendenti. “Il processo di transizione ecologica del sistema trasporti ormai è inesorabile – spiega Passini -. Dopo quella che potremmo definire una sorta di riscoperta spasmodica dei mezzi privati vissuta durante l’emergenza Covid per rispettare i distanziamenti e contrastare la diffusione del virus, si tornerà sempre di più ai servizi di trasporto come autobus, treni, metropolitane, ncc, car e bike sharing fino ai monopattini”. Ma ad una condizione, come puntualizza Passini. “Che questi servizi siano efficienti, semplici, persino attraenti per gli utenti ai quali chiediamo un vero e proprio cambiamento culturale nella concezione della mobilità”.

pullman metano SACA

Saca: più digitale nei trasporti

Il ricorso a tali servizi di trasporto più semplici da fruire, così da disincentivare i cittadini all’uso del mezzo privato (che inquina di più), passa inevitabilmente da un processo di digitalizzazione. Devono bastare pochi click per trovare il proprio percorso, chiaro e definito. Senza troppi intoppi e ritardi. “La sfida principale in questo senso – continua Passini – è quella di non lasciare indietro nessuno, garantendo a tutti (anche alle fasce di popolazione meno avvezze agli strumenti digitali) l’accesso ai servizi digitali di trasporto”. Un esempio arriva proprio dall’Emilia-Romagna, dove è stata avviata dalla Regione con la società Tper l’esperienza di Roger, l’app che unisce le informazioni sul trasporto pubblico locale su gomma e quello su ferro, ed è destinata a prevedere in futuro anche car sharing, taxi e noleggio con conducente. “Questa applicazione – spiega Passini – suggerisce all’utente i migliori percorsi per muoversi da un posto all’altro, facendo dialogare tra loro i diversi servizi disponibili. Dobbiamo arrivare al punto che quando una persona ha bisogno di spostarsi, per prima cosa consulta l’app che gli consiglia i mezzi da utilizzare. E ricorre al mezzo privato solo come extrema ratio”.

logistica Saca

Avanti con il modello emiliano-romagnolo

Se c’è un elemento rilevante emerso nel settore trasporti in questi ultimi 15 mesi di convivenza con il virus, è l’efficacia del modello emiliano-romagnolo fondato sulla collaborazione pubblico-privato, sulla partnership tra Regione e Amministrazioni locali e imprese pubbliche da un lato, e imprese private dall’altro, perlopiù organizzate in consorzi. Un modello che il Caipet (Comitato associazioni imprese private trasporto persone Emilia-Romagna) ha più volte rivendicato, sottolineando l’importanza di collaborare assiduamente con le Istituzioni. “In altre regioni si sono registrate lentezze a livello burocratico e amministrativo che in Emilia-Romagna non ci sono state, noi non ci siamo fatti trovare impreparati alla riapertura delle scuole” puntualizza Passini, che con Saca è presente anche fuori dai confini regionali e quindi sa bene di cosa parla. “Qui in Emilia-Romagna – aggiunge – ci sono contratti già in essere tra pubblico e imprese private, contratti che davanti agli effetti dell’emergenza sanitaria soprattutto nel trasporto scolastico, abbiamo dovuto solamente ampliare per mettere a disposizione nuovi autobus così da garantire il servizio anche con la capienza al 50%. Spero che questo abbia fatto comprendere a tutti come il rapporto con le imprese private sia un requisito fondamentale per la qualità del servizio. Per settembre prossimo, in Emilia-Romagna ci faremo trovare pronti con gli autobus aggiuntivi già a disposizione, anche se speriamo che alcuni di questi possano essere impiegati per i turisti, sarebbe un segnale che anche quel pezzo di economia è ripartito, in particolare per il turismo congressuale e fieristico”.

pulmann saca

Saca investe nella mobilità green

Con i nuovi 10 autobus entrati in funzione nelle linee extraurbane di Bologna a partire dal marzo scorso, Saca ha di recente raddoppiato il suo impegno per una mobilità green rispettosa del territorio, portando a 20 i mezzi a metano (quindi a ridotto impatto ambientale) messi a disposizione per i servizi di Trasporto pubblico locale dell’Emilia-Romagna. “Ora il 90% della nostra flotta è costituito da mezzi (autobus, furgoni, auto) con le motorizzazioni più evolute e meno inquinanti: a metano, elettrici, ibridi o Euro 6, mentre un altro 7% da Euro 5 e soltanto un 3% di categoria inferiore – aggiunge il presidente Alessio Passini – a dimostrazione del grande impegno profuso dalla nostra cooperativa per ridurre l’impatto ambientale del trasporto persone. Abbiamo investito importanti risorse per ammodernare i mezzi e ampliare l’impianto fotovoltaico installato nello stabilimento di Castel Maggiore così da coprire al 100% il nostro fabbisogno energetico. Siamo infatti convinti che gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU per la salvaguardia del Pianeta debbano trovare riscontro anche nell’impegno da parte delle imprese che hanno a cuore le proprie comunità di riferimento. Come operatori nel settore trasporto persone, abbiamo grande responsabilità in termini ambientali e sociali e ci sentiamo chiamati a contribuire al benessere del nostro territorio”.

E non è finita: perché a partire dal prossimo anno scolastico, Saca metterà a disposizione degli studenti uno scuolabus elettrico, capace di azzerare le emissioni di CO2 rispetto ad un mezzo tradizionale. “Sarà tra i primi in Italia e in Emilia-Romagna a svolgere regolare trasporto pubblico di studenti – aggiunge Passini – si tratta di un segnale molto importante per bambini e ragazzi, ai quali dimostriamo che è possibile custodire e tutelare l’ambiente che ci circonda partendo dalle azioni che svolgiamo ogni giorno, come quella di recarsi a scuola”.

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