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Manifattura additiva. Il futuro della ricerca industriale

il seminario sulla manifattura addittiva a reggio emilia

Di manifattura additiva si è parlato alla Camera di Commercio di Reggio Emilia con il Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia

di Matteo Ruozzi

Le tecniche di manifattura additiva (additive manufacturing) consistono in una serie di processi di lavorazione che, prescindendo dalla complessità costruttiva dell’oggetto, lo riproducono con tecniche additive, partendo da una sua definizione matematica specificata su un CAD tridimensionale ed utilizzando processi rapidi, flessibili e altamente automatizzi.

E l’esempio più conosciuto è sicuramente la manifattura additiva realizzata attraverso l’utilizzo di una stampante 3D.

Una stampante 3D
Una stampante 3D

Stampante che utilizza materiali a memoria di forma; materiali come plastica o resina che consentono ad esempio di ottenere parti finali e attrezzature ottimizzate, riducendo gli scarti, i tempi e i costi della lavorazione.

Manifattura additiva. Ma come funziona?

In sintesi la manifattura additiva funziona così: viene predisposto un modello digitale, successivamente elaborato con appositi software per essere poi realizzato, strato dopo strato, attraverso appositi macchinari.

Così il macchinario depone ad esempio la polvere o scioglie una resina per realizzare la forma voluta.

Ci sono alcune tecnologie per la manifattura additiva che si differenziano tra di loro sostanzialmente per il modo in cui sono realizzati gli strati.

Alcune tipologie di tecnologie additive usano materiali che si fondono o si ammorbidiscono col calore per produrre gli strati mentre altre depongono materiali liquidi che poi successivamente vengo fatti indurire utilizzando vari procedimenti.

Le tipologie di tecnologie additive
Le tipologie di tecnologie additive

Molteplici sono i vantaggi che l’utilizzo della manifattura additiva può portare in tutti i settori, in particolar modo nel settore manifatturiero.

E di questo si è parlato alla Camera di Commercio di Reggio Emilia nel corso del seminarioAdditive Manufacturing: presente e futuro della ricerca industriale”, organizzato con la collaborazione del Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria di Unimore.

Durante il seminario il professor Orazi del DISMI ne ha tratteggiato gli aspetti principali, partendo dai vantaggi che ne possono trarre le PMI.

Quali i vantaggi per le PMI?

“Il più evidente è sicuramente la riduzione dei tempi, tramite l’eliminazione delle lavorazioni intermedie”, ha sottolineato il prof. Orazi, “grazie al passaggio diretto dal disegno digitale alla realizzazione del prodotto o comunque del suo prototipo”.

Anche da un punto di vista di costi, la possibilità dell’utilizzo delle tecniche e dei macchinari di manifattura additiva permette la produzione di piccoli quantitativi di pezzi, circostanza molto utile che consente un notevole risparmio di costi e può essere utilizzata in prototipazione, realizzazioni di pre-serie, produzione di ricambi, pezzi on demand.

Esempi di utilizzo

Durante i lavori sono stati poi illustrati diversi esempi pratici di utilizzo di manifattura additiva.

Utilizzando la tecnologia PolyJet ad esempio, è possibile ottenere lavorazioni con resina fotopolimetrica, che permette di realizzare gli oggetti più svariati.

Esempi di oggetti realizzati con la manifattura additiva
Esempi di oggetti realizzati con la manifattura additiva

I campi di utilizzo sono molteplici, come la realizzazione attraverso il processo additivo di oggetti in grandi formati, oppure la riprogettazione di componenti aereonautici.

Utilizzo delle manifattura additiva per oggetti di grande formato
Utilizzo delle manifattura additiva per oggetti di grande formato

Interessanti prospettive sono date anche dalla realizzazione di oggetti in campo biomedicale e di medicina rigenerativa.

Additive manufactoring utilizzato in ambito medico
Additive manufactoring utilizzato in ambito medico

Al termine della giornata sono stati sottolineati i trend futuri della manifattura additiva.

La chiave sarà la sostenibilità del processo. Produttività, automazione e controllo dovranno intersecarsi per portare ad un miglioramento continuo delle tecniche di realizzazione degli oggetti.

Oggetti realizzati con questi procedimenti che saranno sempre più complessi e con un grado di interdisciplinarità pressoché completo.

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