Giorgio Tabellini: cinque anni alla Camera di Bologna

Si avvia al termine il mandato del presidente. La quotazione in Borsa dell’Aeroporto, che ha ancora grandi potenzialità di crescita, e la creazione di Bologna Welcome i risultati che pone al primo posto. 

di Patrizia Zini

“Ho iniziato il mandato con entusiasmo, lo termino con soddisfazione”, così Giorgio Tabellini in occasione della presentazione alla stampa dei risultati raggiunti nel corso del mandato quale presidente della Camera di commercio di Bologna.

Mandato iniziato a marzo 2013, che termina con “l’orgoglio di avere favorito il lavoro di squadra”.

La quotazione in Borsa dell’Aeroporto e la creazione di Bologna Welcome i risultati che pone al primo posto “la nascita di Bologna Welcome è stato un percorso difficile, ma è un’esperienza che ha generato un forte valore e tutta Italia ci ha copiato”. Poi c’è “l’aeroporto che è cresciuto molto e che è stato l’altro solido pilastro dello sviluppo del turismo a Bologna”.   

L’aeroporto, del quale la Camera è il principale azionista, si è quotato in Borsa a luglio 2015 e grazie all’andamento delle azioni quella di Bologna è diventata la terza Camera di commercio d’Italia con il più grande patrimonio.

Tabellini ha rivendicato la quotazione del Marconi come uno dei maggiori successi del suo mandato alla guida della Mercanzia. “Le grandi banche italiane ci sconsigliarono. Andammo in una banca londinese, che ci disse di avere già sei investitori”, ha ricordato, tornando indietro all’anno dello sbarco a Piazza Affari.

“L’Aeroporto ha ancora grandi potenzialità di crescita. Nei prossimi cinque anni vedrà 250 milioni di investimenti, lo scalo cambierà pelle”.

Un rammarico c’è  “non essere riuscito a creare un consorzio dei prodotti tipici del territorio. Ci sono stati ostacoli economici, ma anche organizzativi: i produttori di tortellini non hanno voluto regolamentare il settore e la conseguenza è che il tortellino di Bologna nel mondo non è conosciuto”.

Un mandato segnato dalla legge di riforma del sistema camerale “abbiamo passato un lungo periodo in cui l’ipotesi più probabile era quella del completo azzeramento delle entrate – ha ricordato Tabellini – mesi e mesi in cui l’obiettivo forte portato avanti del Governo era quello di rendere le Camere di commercio un’istituzione pubblica ad adesione volontaria”.

Nonostante questo “abbiamo continuato a porci obiettivi ambiziosi”. Come Fico “ce lo invidiano in tutto il mondo, sta producendo utili con grande soddisfazione degli investitori”.

Fra i risultati che Tabellini mette al primi posto anche l’intervento sui Consorzi Fidi “Vi abbiamo destinato risorse per 7.000.000 di euro, nell’ambito di un progetto mai attuato prima per obiettivi e portata dell’intervento, realizzato con il pieno coinvolgimento di tutte le realtà”.

Le Camere di commercio “sono espressione del loro territorio. Nei fatti Bologna ha dimostrato i stabilità, coerenza ed efficienza patrimoniale”.

Patrizia Zini