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Il futuro negli investimenti in sanità, green industry, big data

Stefano Bonaccini

A R2B onAir, scenari e traiettorie del futuro dell’economia nel Live Talk di un’ora tra Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna e Paolo Gentiloni, Commissario Europeo per l’Economia, moderatore Alberto Orioli, vice direttore de Il Sole24 Ore

Paolo Gentiloni, Commissario europeo per l’Economia

di Veronica De Capoa

Emergenza sanitaria, fondi europei, prospettive nazionali e regionali sono stati i principali argomenti del webinar “Fuori dall’emergenza sanitaria: una nuova Europa” che si è svolto all’edizione tutta on line di R2B.

Dall’UE, decisioni senza precedenti

L’Europa deve essere pronta ad una seconda ondata della pandemia anche se non è detto che arrivi. Occorre in ogni caso monitoraggio e coordinamento tra Paesi e nel Paese così come è opportuno mettere a segno quello che l’UE negli ultimi tre mesi ha fatto e sta facendo, ha rimarcato Paolo Gentiloni nel corso del suo intervento iniziale: dalla sospensione del patto di stabilità, al pacchetto di prestiti, senza dimenticare i due interventi della BCE. Decisioni senza precedenti sulle quali si è aperto un dibattito ma “nessuno ha sbattuto la porta”, ha sottolineato il Commissario Europeo.
Non si tratta di piani di aggiustamento economico sotto altro nome, di piani di salvataggio come quelli per Grecia, Portogallo e Spagna, sono piani che partono dalle priorità di ciascun Paese, coordinati con la Commissione. Non hanno come obiettivo principale la riduzione del deficit e del debito, ma certamente – ha concluso Gentiloni – i Paesi che hanno un debito molto alto devono porsi il problema nei prossimi anni di evitare che aumenti ancora di più“.

Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna

Il SSN ha retto, ma servono investimenti

Sul ruolo dell’Europa, e in particolare sul MES, è intervenuto anche il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, affermando che “30 miliardi per la sanità pubblica consentirebbero di fare investimenti straordinari”. Il SSN ha retto alla pandemia ma è emerso che occorre investire di più nella sanità pubblica, fino a ieri considerata un costo.
D’altra parte, ha aggiunto Bonaccini, bisogna “guardare con fiducia al futuro stando attenti però a non cadere nell’idea che sia già finito tutto. Bisogna fare attenzione. Solo quando ci sarà il vaccino avremo ucciso definitivamente il virus”, ed è anche per questo che occorre essere preparati. Il Governatore ha quindi parlato della recente inaugurazione dei 145 posti letto di Terapia Intensiva dislocati in diversi ospedali regionali. Investimenti quindi, ma anche lotta agli sprechi e NO alla centralizzazione della sanità. “Se qualcuno venisse da Roma qui a spiegare agli emiliano-romagnoli che la sanità in futuro sarà gestita tutta da Roma, non troverà l’opposizione di Bonaccini, troverà gli emiliano-romagnoli che si schiereranno contro una proposta che sarebbe assolutamente insensata”, ha specificato il Governatore.

Medicina del territorio e cure a domicilio

E tornando agli investimenti, Bonaccini ha fatto riferimento al potenziamento della medicina territoriale, che in Emilia-Romagna si è concretizzato con la diffusione delle Case della Salute, e alla prossima realizzazione dei tre nuovi ospedali di Cesena, Carpi e Piacenza, ma occorre andare avanti: “L’Italia ha il 4% di cure a domicilio. La media Ocse è del 6%. Il governo attuale ha fatto investimenti per alcuni miliardi di euro e porterà l’Italia ad avere quasi il 7% di cure domiciliari. È troppo poco: bisogna arrivare, come in alcuni Paesi, ad almeno il 10%. Un mix tra ospedali, presidi territoriali e investimenti sulla cura delle persone a casa: questa è la sanità del futuro e noi dobbiamo andare in questa direzione”, ha affermato il presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni.

Ecologia, ambiente e big data

Bonaccini ha poi parlato dei tre pilastri del suo mandato – internazionalizzazione della manifattura, cultura e saperi, turismo – e della necessità di “una cabina di regia nazionale che immagini di investire in particolare sul tema dell’ecologia e dell’ambiente perché sarà la green industry che potrà fare davvero la differenza in termini di investimenti e anche di recupero di posti di lavoro“. Non sono mancati nell’intervento del Governatore riferimenti all’importanza dei Big Data chiamando in causa il Tecnopolo che sorgerà a Bologna e che ospiterà uno dei Data Center più potenti al mondo, il Centro Europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine.
Circa il 70% dei nostri figli e nipoti faranno lavori che oggi non esistono. La politica si deve mettere al servizio della ricerca affinché ogni posto di lavoro che scompare venga sostituito da un nuovo lavoro. Bisogna abbandonare la logica – ha concluso Bonaccini – del si stava meglio quando si stava peggio”.

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