Covid-19 – Mascherine protettive: quali tipi e quali utilizzi

Dalla Camera di commercio della Romagna un documento per orientarsi nella scelta e nell’utilizzo delle mascherine protettive per il contenimento della diffusione del Covid-19

di Eleonora Zaccheroni

Dallo scorso 4 maggio, su tutto il territorio nazionale è obbligatorio l’utilizzo di protezioni delle vie respiratorie, le cosiddette mascherine protettive.

Questi dispositivi devono essere utilizzati nei luoghi confinati aperti al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto.

Devono, comunque, essere utilizzate in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza.

La misura di prevenzione è disposta dal Dpcm 26 aprile 2020, per contrastare la diffusione del virus Covid-19.

Sono esonerati dall’obbligo solo i bambini al di sotto dei sei anni e le persone con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina e coloro che interagiscono con loro.

Le mascherine protettive, però, non sono tutte uguali, anche se nell’uso quotidiano il termine, spesso, viene utilizzato senza fare attenzione alle diverse tipologie di prodotto che sono prese in considerazione dalla normativa.

Come orientarsi in un mare di mascherine

L'immagine, arricchita con elementi grafici, rappresenta un fondo marino blu scuro con tante mascherine protettive che nuotano come pesci

La materia è piuttosto intricata e la Camera di commercio della Romagna, per fornire indicazioni utili a comprendere meglio quali sono le caratteristiche, formali ed esteriori, e gli utilizzi corretti, ha predisposto il documento “Coronavirus – come orientarsi in un fiume di mascherine“.

Il documento si basa sulla “Guida per lo sdoganamento delle mascherine” realizzata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, strumento tecnico, ma di facile lettura e utile per tutti per orientarsi nel fiume di mascherine che sta arrivando nel Paese.

Comunemente, con il termine mascherine protettive si fa riferimento a tre dispositivi di tipo diverso: Dispositivi Medici (o “mascherine chirurgiche”), Dispositivi di Protezione Individuale o DPI (FFP1, FFP2 e FFP3) e Mascherine generiche.

Il documento descrive i vari presidi, le loro caratteristiche specifiche e fornisce indicazioni circa l’utilizzo previsto per ciascuno di essi.

Mascherine chirurgiche

La foto è ambientata in una sala operatoria, sullo sfondo, sfocati alcuni medici, visti di spalle, sono attorno al tavolo operatorio, Una donna è in primo piano. Tutti indossano presidi protettivi e mascherine protettive.

Le mascherine protettive, cosiddette chirurgiche sono dispositivi medici (DM) e come tali devono essere conformi alla norma armonizzata EN 14683, che ne definisce i requisiti di performance e alla norma EN 10993 che ne definisce i requisiti di biocompatibilità.

Le mascherine chirurgiche si distinguono a loro volta in tre tipi:

Le Tipo I sono destinate ai pazienti (no COVID-19 positivi) e a tutte le altre persone per ridurre il rischio di diffusione del contagio in situazioni epidemiche o pandemiche (capacità di filtrazione batterica superiore al 92%).

Le Tipo II e IIR, invece,sono destinate agli operatori sanitari (capacità di filtrazione batterica superiore al 98% e capacità di resistenza agli schizzi per i dispositivi contrassegnati con la “R”) Le mascherine chirurgiche possono essere prodotte sia con procedura ordinaria, come avveniva prima dell’emergenza da COVID-19 (e in questo caso sono dotate di marcatura CE), sia con procedura in deroga alle vigenti disposizioni, gestita dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), fino al termine dello stato di emergenza, (come previsto dall’art. 15 del Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito dalla Legge 24 aprile 2020, n. 27).

DPI – Dispositivi di Protezione Individuale

Alcune mascherine protettive di tipo DPI - dispositivi di protezione individuale

I DPI, Dispositivi di Protezione Individuale (FFP2 e FFP3) si utilizzano in determinati ambienti di lavoro o in determinate situazioni sanitarie.

Devono essere conformi alla norma europea armonizzata UNI EN 149:2009 e, se prodotti con procedura ordinaria, recano la marcatura CE.

Anche per le mascherine FFP2 e FFP3 è tuttavia prevista la possibilità per i produttori, gli importatori e coloro che le immettono in commercio di avvalersi della procedura in deroga, prevista dal DL 18/2020, gestita in questo caso dall’INAIL.

Mascherine generiche

Mascherine protettive generiche: in primo piano un giovane con naso e bocca coperti da una mascherina a fondo nero con piccoli quadrati bianchi

Le mascherine protettive generiche (o filtranti) possono essere usate a scopo precauzionale da tutte le persone presenti sul territorio nazionale, a cui è comunque richiesto di rispettare le disposizioni in tema di distanziamento sociale e le altre regole precauzionali introdotte in ragione dell’emergenza Covid-19.

Queste mascherine protettive sono prodotte in deroga alle vigenti disposizioni sull’immissione in commercio e non sono soggette ad alcuna valutazione dell’INAIL o dell’Istituto Superiore di Sanità.

Non possono, però, essere utilizzate né dai lavoratori per i quali è prescritto l’uso di specifici DPI, né dagli operatori sanitari durante il servizio.

Le mascherine generiche non recano la marcatura CE, mentre le confezioni devono indicare espressamente che non si tratta di un Dispositivo Medico (DM) o Dispositivo di Protezione Individuale (DPI).

Inoltre, deve essere fornita l’avvertenza che non garantiscono in alcun modo la protezione delle vie respiratorie di chi le indossa e che non sono utilizzabili quando sia prescritto l’uso di DM o DPI.

Questa tipologia di mascherine protettive possono essere utilizzante, per esempio, quando sia ritenuta comunque utile la copertura di naso e bocca a fini igienico ambientali e per uso della collettività.

I produttori devono garantire che le mascherine non arrechino danni o determinino rischi aggiuntivi per gli utilizzatori secondo la destinazione d’uso prevista dai produttori.

Il documento completo è pubblicato e scaricabile sul sito della Camera di Commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, www.romagna.camcom.it, alla pagina dedicata a “Mascherine: quali tipi e quali utilizzi” (area Regolazione del Mercato/Vigilanza dei prodotti).

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