Emilia-Romagna in Borsa: 2020 senza slancio, 2021 senza rete

emilia-romagna in borsa

Bilancio più scuro che chiaro per l’Emilia-Romagna in Borsa. Forte volatilità per le oltre 50 società quotate. I top e i flop del 2020, le prospettive 2021

di Stefano Catellani

L’anno borsistico 2020 anche per le 55 società emiliano romagnole quotate nei vari segmenti del Listino di Milano gestito da Borsa Italiana è stato caratterizzato da una forte volatilità, alti e bassi, come sull’ottovolante. Uno scenario con molte ombre e poche luci che risultano in gran parte diretta conseguenza alla pandemia da Covid-19.

Dall’inizio dell’anno alla seduta di chiusura del 30 dicembre il mercato azionario italiano, il Listino di Piazza Affari gestito da Borsa Italiana, è passato dai record positivi registrati nelle ultime settimane tra novembre e dicembre, dopo l’annuncio dei primi vaccini disponibili, della soft Brexit e con la vittoria alle presidenziali americane di Joe Biden, ai livelli più bassi, gli stessi toccati durante la Grande Crisi Finanziaria del 2008. Il FTSE MIB ha perso nell’intero anno il circa il 7,5%. L’indice Star invece ha guadagnato il 12%. L’indice Aim Italia ha perso quasi il 10%.

Emilia-Romagna in Borsa: quindi come sono andate le quotate emiliano romagnole?

§§Guarda il VIDEO 

Detto che la bolognese Bio-On, quella del boom della bioplastica poi finito in un crack è sospesa a tempo indeterminato dal 29 ottobre 2019 e non è mai tornata nel Listino, quindi le società attive sono 54. vediamo come è andata: solo 13 le società quotate che hanno chiuso il 2020 con il valore delle azioni in aumento quindi con il segno +. Le altre, ovvero 41, sono con il segno – e quindi chiudono l’anno in flessione, in molti casi pesante.

Il podio

Sono tre al top

1) Cyberoo    RE                         + 54,61%  * da ottobre 2019

2) GVS           BO                         +53,83%   * dal 19 giugno

3) Tenax International   RE   + 51,43%   * dal 18 dicembre

I tre flop

1) Sirio                       RA                          -69,83%    * da giugno 2019             

2) BPER                      MO                         -67,53%

3) Vimi Fasteners      RE                         -60,47%

Top

1) Beghelli         BO                  +48,13%

2) Interpump     RE                 +36,44%

3) Itway               RA                 +29,87%

4) Ferrari            MO                 +27,21%

5) CFT                  PR                    +22,37%

6) Emak                RE                    +18,17%

7) Valsoia            BO                     +10,83%

Flop

1)   Monrif                    BO                   -48,40%

2)   Aeffe                        RN                   -44,93%

3)   Panaria Group       MO                   -42,90%

4)   IEG                            RN                    -40,62%

5)   IGD                            BO                     -39,60%

6)    Marzocchi Pompe  BO                     -38,95%

7)  Piquadro                   BO                   -38,21% 

     

Emilia-Romagna in Borsa: le matricole

Una rapida panoramica, quotata per quotata, permette di mettere in luce come è andata per le “new entry”.

Tenax International ha suscitato grande entusiasmo per l’ultima entrata nel segmento AIM Italia. Nella prima settimana il prezzo ha toccato un massimo a 4,04 euro il doppio rispetto all’ingresso in Borsa a 2 euro

Poi sono arrivati anche i realizzi di fine anno, una quotazione di successo.

Fabilia In pochi mesi la catena di hotel per famiglie con bambini sbarcata in Borsa su Aim Italia in agosto e in piena estate Covid ha perso oltre il 10% di valore ma rimane l’opzione di estensione all’estero e l’estate 2021 avrà il vaccino come alleato.

GVS unica quotazione sul listino MTA la bolognese GVS con i piani di sviluppo sui Dpi, i dispositivi di protezione individuale è la migliore tra le matricole.  Da giugno ha guadagnato quasi il 55% in valore e rimangono aperte nuove opzioni di sviluppo.

Raffaele Jerusalmi, amministratore delegato di Borsa Italiana, ha detto: “In un anno complesso come quello da poco concluso, il ruolo di Borsa Italiana è stato fondamentale per supportare l’economia del nostro Paese attraverso mercati efficienti, liquidi e trasparenti. Nel 2020 si sono quotate 24 società che hanno potuto così continuare a crescere e svilupparsi raccogliendo risorse attraverso il mercato dei capitali“.

Nell’arco dell’ultimo decennio sì è assistito a una crescita importante delle società quotate sui nostri mercati. Si è passati da 296 di fine 2009 a 377 a dicembre 2020. In particolar modo AIM Italia, il mercato per le Piccole e Medie Imprese ha visto crescere il numero di società, da 5 di fine 2009 a 138 nel 2020.

Nel corso del decennio – ha aggiunto Jerusalemi – abbiamo inoltre assistito a importanti evoluzioni anche di altri mercati di Borsa. Nel 2012 abbiamo avviato per esempio la distribuzione in forma diretta sul mercato MOT del BTP Italia, che ha raccolto oltre 170 miliardi di euro in 16 emissioni. La stessa modalità distributiva è stata messa a disposizione per il nuovo Titolo di Stato, il BTP Futura dedicato interamente a finanziarie le misure per arginare la crisi da Covid-19, distribuito nel 2020 con due emissioni che hanno raccolto circa 12 miliardi di euro. Una vera e propria infrastruttura strategica, quella di Borsa Italiana, a sostegno dello sviluppo e della crescita del nostro Paese .

Emilia-Romagna in Borsa, le attese 2021

Di certo il “paniere Emilia-Romagna” perde una stella di prima grandezza coma la IMA di Bologna. La famiglia Vacchi ha deciso di allearsi con il fondo di private equity BC partners quindi quindi prima ancora dei Listing attesi il numero delle quotate emiliane romagnole scenderò a 53. A Parma uscirà dal Listino Aim Italia la CFT visto che la canadese ATS ha lanciato un’OPA finalizzata proprio al delisting. Quindi togliendo anche Bio-On il numero di quotate scenderà a 52 in pochi mesi.

Il numero di potenziali IPO, di “matricole”, dalla via Emilia rimane consistente, ma ancora molte pedine sono ferme in attesa dei primi segnali di mercato, si spera positivi, del 2021 che verrà.

Sul 2021 molti analisti ipotizzano un anno a due velocità, con un primo trimestre e forse parte del secondo ancora condizionati dai lockdown e dalla Pandemia Covid 19 che saranno difficili da paragonare ai primi mesi del 2020 quando di vaccini non si poteva nemmeno provare a parlare, mentre la seconda parte del prossimo anno  dovrebbe essere in pieno recupero e ci si può anche attendere che i risparmi dovuti al calo dei consumi vengano indirizzato su investimenti azionari quindi un buon “ambiente “ per le future matricole che punteranno sulla quotazione.

In buona sostanza il 2021 non sarà un anno di crescita in senso assoluto, ma piuttosto di recupero del terreno perduto.

image_pdf