La seconda vita del legno è linfa per l’industria

Fenomeno sempre più esteso per il legno: 2.946.374 tonnellate di imballaggi utilizzati nel territorio nazionale

Legno: vita e morte fino a pochi anni fa.  Dal bosco alla segheria, dall’industria al consumatore e poi la fine in discarica. Oggi resuscita. Il ciclo chiuso si apre e diventa circolare: mobili, sedie o cassette della frutta saltano la discarica e ritornano nel mercato dopo il passaggio in un centro di trattamento e recupero.

La seconda vita del legno

Un fenomeno sempre più esteso, parlano i numeri: 2.946.374 tonnellate di imballaggi utilizzati nel territorio nazionale e di questi ben 1.793.748 tonnellate di rifiuti in legno sono stati avviati a riciclo nel 2017, +10%. rispetto al 2016.  Ben 725.000 tonnellate sono state rigenerate e di nuovo reimmesse al consumo. E gli imballaggi? Oltre il 60% – parliamo di pallet, cassette per l’ortofrutta, casse, gabbie, bobine per cavi  – viene riciclato, riutilizzato o destinato a produrre energia. Sono i dati di Rilegno, il Consorzio nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclo degli imballaggi di legno con sede a Cesenatico. Qui, in Emilia-Romagna, dove si crea linfa vitale al riciclo nazionale: svetta al secondo posto, dopo la Lombardia, per tonnellate recuperate. Stessa piazza per gli imballaggi- Il settore degli imballaggi cresce a doppia cifra negli ultimi anni: dal 2013 è cresciuto del 10% grazie al lavoro di recupero delle 48 piattaforme regionali su 410 attive in Italia.

La vivacità dell’Emilia-Romagna non si spiega solo con gli alti numeri della raccolta o gli ottimi dati del riciclo degli imballaggi, ma per la presenza nel territorio di aziende innovative che rigenerano la materia prima – l’analisi è di Nicola Semeraro, presidente del consorzio -. Pensiamo alla vitalità del settore regionale della rigenerazione dei pallet, in Italia si superano le 721mila tonnellate recuperate equivalenti a circa 45 milioni di unità reimmesse al consumo, con dei leader nazionali. Con il legno che evita la discarica non ci si limita alla produzione di pannelli truciolari, si hanno applicazioni anche nella bioedilizia”.

Il legno nella bioedilizia

Aziende creative come Isotex Srl con stabilimento a Poviglio (Reggio Emilia), estesa su una superficie di circa 60 mila metri quadri, mentre l’area produttiva insiste su 7 mila, che il legno riciclato lo utilizza in bioedilizia. In particolare nei blocchi cassero, negli elementi per solai e nelle barriere acustiche fonoassorbenti in legno cemento, dove la componente riciclata supera il 35%. “Producendo un prodotto innovativo, altamente antisismico e con un eccezionale comfort abitativo, i blocchi cassero e solai Isotex, hanno continuato ad essere richiesti in Italia nonostante la crisi dell’edilizia degli ultimi anni – spiega Elisa Poltronieri, responsabile marketing dell’azienda, che al momento impiega circa 100 dipendenti – . Il mercato estero è sicuramente di nostro interesse, nei 32 anni di Isotex Srl, abbiamo già esportato in Francia, Germania, Spagna, Lussemburgo, Belgio, Grecia e altri”.  Riciclare paga.

ECOBLOKS, la rigenesi del  blochetto per pallet

Lo sanno bene a a Finale Emilia, nel modenese in pieno cratere sismico, dove nel 2014 ha aperto ECOBLOKS (purtroppo ha appena scritto ha subito un pesante incendio Ndr) terzo produttore in Europa di blochetti per pallet, quelli dove poggiano le assi verticali della pedana. Impressionante la crescita dei conti in soli tre anni: “Abbiamo aperto a settembre 2014 e chiuso il bilancio con 1 milione di euro. Nel 2015 abbiamo fatturato circa 11 milioni, 15 nel 2016 e verso i 19 nel 2017”. Rendiconto di Massimo Spallanzani che con il padre Alberto guida l’azienda 100% a base di legno riciclato: “Abbiamo scelto di non utilizzare legno vergine proveniente dall’abbattimento di alberi, ma legno da imballaggio e potature prodotte dal comparto agricolo: dagli interventi di manutenzione di boschi, parchi, giardini e, infine, dalla raccolta differenziata nelle varie isole ecologiche”. Un’impresa, che impiega 48 dipendenti nello stabilimento di Finale, con 100 mila tonnellate di legno trattato, dove non si butta via niente: “la corteccia sfibrata non viene lavorata, noi la utilizziamo per produrre energia termica, Usiamo tecnologie sofisticate, abbiamo investito 45 milioni di euro”.

Nel legno riciclato, la creatività 

Il legno riciclato alimenta pure la creatività dei designer come Mattia Talarico di San Giovanni in Persiceto vincitore del concorso Legnodingegno promosso da Rilegno. Il suo ‘Gemini’, un portabottiglie ricavato dalle doghe di rovere francese delle barrique, ha prevalso sui 326 progetti inviati da tutto il mondo.

…che si sposa anche all’artigianato

 Un esempio arriva da Ferrara, dalla cooperativa sociale Matteo 25, aderente a  Confcooperative, dove gli artigiani trasformano i pallet in sgabelli artistici e porta candele. Dal recupero industriale a quello artigianale, ma sempre nella linea circolare di non disperdere più preziosa materia nell’ambiente ma farla diventare materia prima seconda. Buona per nuovi oggetti, nuovi imballaggi, nuovi strumenti. 

Gian Basilio Nieddu

 

image_pdfScarica l'articolo