Emilia-Romagna in Borsa: il 2018 tra luci e ombre

Borsaitaliana

Il bilancio dell’anno dell’Emilia-Romagna in Borsa con una analisi dei vari segmenti, con entrate e uscite 

di Stefano Catellani

Prima di qualunque analisi finanziaria, a dare la “pagella” al 2018 in Borsa per gli investitori che hanno puntato sui titoli delle società emiliano romagnole quotate a Piazza Affari sono i numeri: su 48 le società quotate nei vari segmenti di Borsa Italiana ben 38 presentano il segno meno, quindi c’è stata una perdita di valore e solo 10 evidenziano il segno più, quindi hanno fatto crescere il valore.

Quello delle società emiliano-romagnole quotate è un andamento che accomuna tutto il Listino.

Il 2018 andato in archivio ha visto infatti la volatilità tornare protagonista sui mercati azionari.

Una situazione che ha spiazzato numerosi investitori che si erano abituati a un trend lento ma costante di rialzi e la parola d’ordine, anche per il 2019, sembra destinata a rimanere “incertezza”.

Come sempre avviene nelle grandi criticità c’è chi trova grandi opportunità e infatti si sono cinque casi di successo che corrispondono a storie industriali di altissimo profilo.

MARCO ASTORRI PRESIDENTE E CEO BIO-ON
Marco Astorri

La migliore del “paniere Emilia-Romagna” è certamente (e non è la prima volta) la Bio-On di Bologna. Marco Astorri che appena i mercati finanziari lo consiglieranno porterà le azioni Bio-On dal segmento Aim Italia al Listino Principale ha visto crescere nell’anno 2018 il valore delle azioni circa del 120%. Un record con pochi paragoni possibili anche nell’intero Listino di Milano.

Merito del core business innovativo: la produzione di bioplastiche che rispettano l’ambiente e di grandi alleanze in tutte le direzioni possibili con partner di altissimo standing.

Bio- On è una “perla rara”. L’inaugurazione del polo produttivo di Bologna trasforma una start up in una vera industria e nel 2019, secondo gli analisti finanziari, è prevedibile una nuova fase di crescita.

Nella Top 5 delle migliori spicca la modenese Prismi (quotata su Aim Italia) che ha messo a segno un aumento del 70% su base annua e che con le soluzioni internet per le PMI può crescere ancora anche grazie a un piano acquisizioni che Alessandro Reggiani continua a perseguire a 360°.

Al terzo posto si piazza Nerio Alessandri con la Technogym di Cesena che cresce del 23% e continua a macinare consensi sui mercati internazionali con le sue soluzioni per il benessere. La Wellness Valley romagnola è sempre di più un punto di attrazione e nel 2019 il trend positivo sembra destinato a continuare.

Nerio Alessandri
Nerio Alessandri

Segue la Rosetti Marino di Ravenna che nel 2018 ha deciso di affiancare alle tradizionali attività nel settore dell’impiantistica e delle imbarcazioni per le piattaforme off shore dedicate all’oil & gas la produzione di yacht di lusso. Una nicchia di mercato che promette bene anche per i prossimi anni guardando all’andamento sui mercati internazionali, Cina e America in testa.

Il titolo Rosetti Marino ha incrementato il suo valore quasi del 15% su base annua.

Le eccellenze si fermano a PLT Energia di Cesena che cresce circa del 7% ma evidenzia ottime prospettive di crescita nel settore delle energie rinnovabili. Il numero uno Pierluigi Tortora punta su PLT puregreen che si propone ai clienti finali come fornitore di luce e gas, con energia 100% green prodotta da fonti rinnovabili. PLT puregreen si occupa della produzione e della vendita dell’energia prodotta, con offerte che prevedono la fornitura di elettricità 100% pulita e Made in Italy, a prezzi competitivi.

Per farlo, si affida a 10 parchi fotovoltaici, 34 parchi eolici e 2 impianti a biomasse, con una capacità installata totale di 214 MW e con una produzione di oltre 400 GWh di energia nel 2018.

I cinque titoli emiliano-romagnoli che nel 2018 hanno evidenziato andamenti pesantemente negativi nella lunga lista di segni meno che caratterizza l’analisi su base annuale corrispondono a storie industriali diverse e spesso a fasi di riorganizzazione lunghe e complesse.

E’ il caso della Itway di Ravenna che perso oltre il 70% del valore scontando un complesso programma di riorganizzazione delle attività nel settore dell’informatica avanzata per le imprese, sia in Italia che all’estero.

Andrea Farina
Andrea Farina

In settembre Gian Andrea Farina, fondatore di Itway ha deciso di lasciare il segmento Star per passare al Mta: “in considerazione dell’attuale fase di ristrutturazione aziendale”.

Analogo, anche nella consistenza della flessione, l’andamento dell’industria ceramica modenese Panaria Group che secondo gli analisti ha ancora bisogno di alcuni aggiustamenti sui piani industriali in Italia e all’estero. Emilio Mussini punta molto sul green e sulla sostenibilità prevedendo vantaggi competitivi importanti che troveranno il primo test già nel 2019.

Caso a parte è la bolognese Gima TT che ha perso oltre il 50% di valore, ma senza reali motivazioni industriali. Le tecnologie innovative per le industrie del tabacco a livello mondiale vivono una fase di cambiamento e Gima TT sarà tra i protagonisti.

Gli analisti confermano la raccomandazione “buy” ovvero comprare le azioni sulle attese di un’accelerazione degli ordini nel 2020-2021 “grazie al trend di crescente penetrazione dei prodotti di nuova generazione (vaping, HnB)”.

Sullo stesso livello è la flessione di Servizi Italia di Parma, controllata dalla Coopservice di Reggio Emilia, che operando nelle forniture per i servizi ospedalieri (lavanolo e strumenti per sale chirurgiche) ha deciso di esportare il suo know how all’estero. A livello di andamento industriale i primi 9 mesi del 2018 hanno dato segnali di stabilità ma gli scenari mondiali del settore sono in movimento e alle opportunità si abbinano i rischi. Il 2019 sarà un anno di grande importanza per le strategie di sviluppo di Servizi Italia.

Fabio Tarozzi
Fabio Tarozzi

Tra le società che hanno perso oltre il 45% su base annua c’è anche la modenese Siti B&T che è specializzata in soluzioni avanzate per l’industria ceramica. Il presidente Fabio Tarozzi ha appena annunciato l’avvio della nuova filiale in Russia e sarà l’internazionalizzazione la chiave per valutare il 2019 partendo comunque da ricavi che sono previsti in crescita già per il 2018 grazie al focus sulla Ricerca e Sviluppo che è sempre al centro del piano industriale.

Emilia-Romagna in Borsa, sei nuove quotate

Barbara Lunghi
Barbara Lunghi

Il 2018 sarà ricordato come l’anno record per l’Aim con il maggior numero di società ammesse e di capitali raccolti” commenta Barbara Lunghi, head of Mid & Small Cap Primary Markets di Borsa Italiana: “Pur in un contesto di volatilità dei mercati riusciamo a fare questi numeri.

Da inizio anno l’Aim ha perso (solo) l’8% rispetto al -15% del Ftse Mib al -27% dello Small Cap e al -17% dell’All Star.

E’ per questo che tutte le matricole emiliano-romagnole entrate in Borsa nel 2018 hanno scelto Aim Italia.

Nel 2017 le quotazioni in Borsa di società emiliano-romagnole in totale erano quattro. Nel 2018 quelle dirette sono tre, ma con altri tre ingressi attraverso le business combination con una Spac si sale a sei.

Le quotazioni dirette Aim Italia sono: Fervi (Modena) dal 27 marzo, Esautomotion (Modena) dal 6 luglio, Vimi Fasteners (Reggio Emilia) dal 2 agosto.

Le quotazioni con Business Combination (SPAC), in sensibile aumento, sono: la Cellularline (Reggio Emilia) con Crescita dal 4 giugno e il passaggio su Star è previsto nel 2019, la CFT (Parma) con Glenalta dal 30 luglio e Banca Interprovinciale (Modena) con Spaxs di Corrado Passera. La procedura è in corso e la nuova Illimity che è già operativa sarà su MTA nel 2019.

Emilia-Romagna in Borsa, quattro stop alla quotazione

Le società emiliano-romagnole che avevano avviato le procedure (IPO) per la quotazione in Borsa ma vista la situazione dei mercati finanziari hanno deciso di fermare la procedura sono quattro: Sigaro Toscano (la famiglia Maccaferri Bologna) ha fermato la procedura il 3 ottobre (era attesa su Star), la Pelliconi (Bologna) che produce tappi e chiusure per il beverage ha rinunciato il 25 ottobre, IEG (Fiera Rimini Fiera Vicenza) ha detto stop il 6 dicembre (era attesa su Star) e comunque conferma la volontà di entrare nel listino di Milano nel primo semestre 2019, mentre Liu Jo di Carpi ha deciso di spostare la quotazione al 2020 (annuncio dell’amministratore delegato Marco Marchi l’11 ottobre).

Emilia-Romagna in Borsa, è tempo di delisting?

Cresce anche il numero di delisting, ovvero le società che vengono tolte dal Listino di Milano. Mentre di fatto nel 2017 non era cambiato nulla tranne la trasformazione di Bonifiche Ferraresi (delistata) in BF spa (ora sul Listino) quest’anno sono tre le cancellazioni: Best Union Company (Bologna) è uscita dal 19 giugno, YNAP (Bologna) dal 20 giugno mentre la Modelleria Brambilla (Reggio Emilia) dal 14 maggio è stata sostituita dopo una business combination dalla lombarda Co.Stamp.

Emilia-Romagna in Borsa, chi si quoterà nel 2019?

Compatibilmente con l’andamento dei mercati finanziari e con lo scenario geo politico sono in quotazione solo due società: IEG di Rimini e ABK industrie ceramiche (Modena) con la Spac Capital For Progress, due quindi con una business combination. La bolognese Furla (Giovanna Furlanetto) pensa alla quotazione, ma non nel breve termine.

Emilia-Romagna in Borsa con ELITE, la “palestra per iniziare”

In tutto sono 43 le società emiliano-romagnole entrate in Elite, il programma di Borsa Italiana ideato con Confindustria per avvicinare le PMI al mondo della finanza d’impresa.

Luca Peyrano
Luca Peyrano

Nel 2018 i nuovi ingressi tra diretti e attraverso le business lounge oppure i desk sono complessivamente cinque: Madel (Ravenna) dall’8 ottobre, Plasticenter (Bologna) dal 21 maggio, Effer gru (Bologna) dall’11 aprile, Netidea Webranking (Reggio Emilia) e Motor

Power Company (Reggio Emilia) dall’11 aprile.

La community internazionale di Elite – conclude l’amministratore delegato Luca Peyranonel 2018 ha raggiunto la nuova boa delle 1.000 imprese da oltre 30 Paesi nel mondo”. In Italia sono a oggi 650 le società Elite, per oltre 61 miliardi di euro di ricavi e oltre 325.000 dipendenti. Le nuove 35 società italiane sono rappresentative di 16 settori e 9 regioni.

Guarda il video con highlight e  dati chiave, che fotografano i macro trend della finanza made in Emilia-Romagna 2018