La Via Emilia “quotabile” in Borsa: la carica delle 101

Borsaitaliana

Analisi di IR TOP e di Fabio Arpe sulle potenzialità delle PMI sulla Via Emilia

di Stefano Catellani

Quante sono realmente le aziende industriali emiliano-romagnole con le carte in regola per puntare nell’arco di un paio d’anni alla quotazione in Borsa?

A dare la risposta sono due studi condotti da Fabio Arpe sulle potenziali matricole da valorizzare e da IR Top che sotto la guida di Anna Lambiase mette in campo un osservatorio focalizzato sul segmento AIM Italia che continua, anche con le quotazioni 2018, a essere un target interessante per le società emergenti che hanno radici lungo la Via Emilia.

Secondo le analisi ultime analisi di Arpe Group è pronta dall’Emilia-Romagna la “carica delle 101”.

Sono cioè più di cento le società con i parametri adatti per la quotazione diretta oppure per una business combination con una SPAC (special purpose acquisition company) come è avvenuto in diversi casi nel corso del 2018.

La boutique specializzata in consulenza strategica aziendale per le PMI fondata nel 2012 dal banchiere d’affari Fabio Arpe ha condotto un approfondito check-up che va dal fatturato (fra 20 e 60 milioni), alla redditività (ebitda del 15%) valutando anche al trend in crescita e i ratio più utilizzati per misurare la struttura finanziaria delle imprese.

Via Emilia quotate, la mappa per provincia: 19 aziende a Bologna, 28 a Modena, 16 a Parma, 12 a Reggio Emilia, 9 a Piacenza, 6 a Ravenna, 6 a Rimini, 3 a Forlì-Cesena e 2 a Ferrara.

L’analisi esclude i gruppi medio grandi che hanno già avviato o stanno avviando processi di quotazione in Borsa.

I settori più rappresentati sono la meccanica di precisione, le macchine automatiche, l’automotive, gomma e materie plastiche, alimentare e tessile.

Fabio ArpeLe imprese selezionate lungo la Via Emilia – commenta Fabio Arpepotrebbero avere oggi le migliori chance di quotarsi con successo, raccogliendo sul mercato preziose risorse. Costituiscono uno straordinario patrimonio di eccellenze che se opportunamente sostenuto potrebbe nutrire obiettivi di internazionalizzazione”.

Per il banchiere d’affari milanese il momento è particolarmente propizio: “La costituzione del segmento AIM dove i costi di quotazione sono compatibili con fatturati dai 10-20 milioni in su, e le recenti evoluzioni, anche in termini di agevolazioni fiscali, che lo hanno riguardato, rappresentano un’occasione, senza precedenti, per le PMI italiane. La creazione di strumenti come PIR e SPAC, stanno riversando sul mercato AIM una grande offerta di liquidità dinamica e consapevole, con volumi di scambi giornalieri ormai rilevanti”.

Fondamentale, per lo sbarco sul mercato borsistico milanese AIM, è un solido progetto di crescita espressione di un piano industriale credibile e di appeal per gli investitori istituzionali.

Via Emilia: la pipeline di matricole c’è e ci sono i risultati positivi delle società già quotate.

La conferma arriva dallo studio condotto da IR Top Consulting, Partner Equity Markets di Borsa Italiana – LSE Group, leader in Italia nella consulenza direzionale per i Capital Markets (quotazione in Borsa e Corporate Finance) e le Investor Relations.

la dottoressa Anna LambiaseAnna Lambiase, amministratore delegato di IR Top, ha illustrato i risultati dell’Osservatorio AIM Italia sull’Emilia-Romagna chiarendo che: “la Via Emilia, da Rimini a Piacenza, è una regione caratterizzata da società con modelli di business industriali (62%), con dimensioni e marginalità superiori rispetto alla media del mercato AIM e performance positive in termini di ricavi. Dalle evidenze dell’Osservatorio AIM Italia emerge che l’Emilia-Romagna si colloca al secondo posto per giro d’affari (1,1 miliardi di euro), per capitalizzazione di mercato (1,9 miliardi di euro, pari al 24%) e in termini di capitali raccolti in IPO (331 milioni di euro), dopo la Lombardia”.

L’azienda AIM Italia emiliana è prevalentemente attiva nel settore industriale (62%), presenta una crescita media dei ricavi nel 2017 pari al più 10% (+12% la media del mercato) e una marginalità (18%) superiore alla media AIM (13,6%).

L’AIM, con una raccolta complessiva dal 2009 di oltre 4 miliardi di euro rappresenta per l’Italia un mercato azionario di grande sostegno alla crescita delle PMI.

Vimi Fasteners di Reggio Emilia, attiva nel settore della meccanica di precisione, è la più recente società dell’Emilia-Romagna a quotarsi sul mercato AIM, con 12 milioni di capitali raccolti e ha registrato una domanda complessiva pari a 2,6 volte il quantitativo dell’offerta globale. L’IPO su AIM Italia è una opzione che vale considerare, soprattutto per le PMI che intendono investire nella propria crescita senza perdere il controllo dell’azienda: la quotazione costituisce un’opportunità di grande visibilità con significativi ritorni.

Da quest’anno, inoltre, l’accesso delle imprese al mercato dei capitali risulta agevolato: gli incentivi alla quotazione delle PMI, introdotti dalla Legge di Bilancio 2018 tagliano del 50% i costi di IPO nella modalità di credito d’imposta per le operazioni sostenute fino al 2020”.

Al momento della chiusura dell’Osservatorio IR Top, le aziende quotate su AIM Italia dell’Emilia-Romagna erano 13 con una quota pari al 12% del mercato, al secondo posto per numero di società dopo la Lombardia (52%) e prima del Lazio (10%). In ordine di quotazione più recente: Vimi Fasteners, CFT, nata dalla Business Combination con la SPAC Glenalta, Cellularline che deriva dalla Business Combination con la SPAC Crescita, Fervi; Illa, SITI B&T Group, Energica Motor Company tutte quante del settore industria, Bio-On (chimica), PLT Energia (energia ed energie rinnovabili), Expert System e Prismi (tecnologia), Poligrafici Printing (media), Rosetti Marino (ancora industria).

Forse il numero salirà ancora entro al fine del 2018.

Evidenziano ricavi complessivi pari a 1,1 miliardi di euro (23% su AIM), al secondo posto dopo la Lombardia (2,0 miliardi di euro), una capitalizzazione pari a 1,9 miliardi di euro (24% del mercato) e una raccolta complessiva in IPO (equity) di 331 milioni di euro (10% del mercato), di cui 19,8 milioni nel 2018.

L’azienda AIM Italia emiliana è caratterizzata da ricavi medi pari a 81,9 milioni di euro1 (+10% rispetto al 2016), un EBITDA pari a 10,8 milioni di euro e una marginalità pari al 18%. La capitalizzazione di mercato media per l’Emilia-Romagna è pari a 147 milioni di euro, con un valore superiore alla media su AIM Italia, la raccolta è pari a 9,43 milioni di euro (7,8 milioni di euro il valore mediano).

Le società quotate dell’Emilia-Romagna impiegano oltre 3.200 risorse (252 in media), quindi +6% rispetto al 2016.

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