Tomapaint esempio di economia circolare

premiazione Tomapaint a Start Cup

Una start up modello di economia circolare. L’idea è di una bio-resina, la cutina per i barattoli destinati alla conservazione dei prodotti alimentari 

di Sabrina Campanella

Si chiama Tomapaint la start up che, grazie all’economia circolare, potrebbe fare una piccola grande rivoluzione nel settore degli imballaggi metallici per alimenti. Estrarre dalle bucce di pomodoro una bio-resina, la cutina, da utilizzare all’interno delle lattine alimentari al posto di quella attualmente utilizzata estratta dal petrolio porterebbe benefici ad ambiente e salute.

Se il futuro è già scritto nel passato: dal pomodoro al pomodoro

produzione barattoli Questa storia virtuosa, pur se decisamente all’avanguardia, comincia in realtà una decina d’anni fa. Allora, Angela Montanari era responsabile del reparto imballaggi della SSICA di Parma, ente pubblico sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari che opera al fine di promuovere il progresso scientifico, tecnico e tecnologico nel settore di riferimento. Un giorno, all’interno della biblioteca della SSICA, svolgendo un’ordinaria attività di ricerca, Angela trovò  casualmente una pubblicazione del 1942 che attirò la sua attenzione. Scoprì così che già durante l’epoca fascista proprio lì, nella Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari, erano stati avviati degli studi per produrre la vernice utilizzata all’interno degli imballaggi metallici alimentari con le bucce di pomodoro, anziché con il petrolio. Se all’epoca era una necessità, dovuta all’impossibilità temporanea d’importare quella materia prima, oggi, vale senz’altro la pena approfondire quella la stessa idea a favore di economia circolare e sostenibile.

Cutina anziché petrolio: perché.

flottazione Quali sono i principali vantaggi derivanti dall’utilizzo della cutina al posto del petrolio? Lo abbiamo chiesto alla Montanari “Innanzitutto si annullano possibili rischi per la salute a vantaggio dei consumatori. Nella vernice sintetica utilizzata ora non è da escludere l’ esposizione a tracce  di contaminanti pericolosi. L’utlizzo della cutina rappresenta una valida alternativa. Ad esempio, mi rifersico al bisfenolo A, un pericoloso interferente endocrino purtroppo presente in gran parte dei materiali utilizzati per la produzione di contenitori per alimenti e bevande, comprese lattine e barattoli di latta”. Indiscutibili anche i benefici per l’ambiente e il benessere sociale, come è proprio dell’economia circolare “Abbiamo scoperto che l’estrazione della bio-resina per la vernice dei barattoli è altresì utile alla produzione di biogas: gli scarti delle bucce di pomodoro rendono di più in termini energetici” spiega Stefano Chiesa, tecnico di impianti energetici e imprenditore agricolo e co-founder con Angela Montanari di Tomapaint.  

 

Tomapaint: prossimi step 

Proprio per l’alto contenuto innovativo del suo progetto, Tomapaint si è recentemente distinta nell’ambito di Start Cup Emilia-Romagna, business plan competition gestita e coordinata da Aster, per promuovere la ricerca industriale per lo sviluppo di un’economia circolare. Alla finale regionale dello scorso ottobre Tomapaint si è aggiudicato il secondo posto. Ora il prossimo step, in ambito nazionale, in programma il 29 e 30 novembre a Verona. Tuttavia, il progetto aveva già ricevuto preziosi finanziamenti da parte della Commissione Europea in questi dieci anni. E’ così che è stato infatti possibile, prima, mettere a punto la produzione della vernice in laboratorio e, successivamente, la realizzazione del primo impianto pilota per l’estrazione. “L’obiettivo per Tomapaint è già chiaro – come ci spiega Marco Bertolini, terza parte integrante della start-up “Abbiamo già presentato il nostro progetto sia alla GDO che a grossi produttori regionali”. Da un’analisi di mercato i tre soci fondatori hanno compreso il ruolo fondamentale che potrebbero avere le aziende che fanno conserve.

I produttori di vernici per contenitori alimentari sono pochissimi in Europa, ma se gli stakeholder virano verso la sicurezza per i consumatori e la sostenibilità per l’economia, questa bio-vernice potrebbe presto sostituire quella sintetica attualmente utilizzata. Anche in termini di costi per le industrie delle conserve il progetto risulta fattibile: sostituire la vernice derivata dal petrolio con quella estratta dagli scarti di pomodoro, inciderebbe di sei millesimi di euro su ogni barattolo.

 

 

 

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