Rejoint e Mind Composites nel futuro con la stampa 3D

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Due bolognesi tra le vincitrici del bando europeo riservato a progetti sulla stampa 3D. Sistemi protesici e automotive i due settori interessati

di Rosella Pressi

Le bolognesi REJOINT e Mind Composites sono entrate nel gruppo delle 10 imprese vincitrici di un bando europeo lanciato sulla piattaforma 3D PAN EU con l’obiettivo di valorizzare progetti industriali basati sulla stampa 3D

3D PAN EU è uno strumento europeo di matchmaking nato per collegare domanda e offerta nel campo della stampa 3D che in tempo di Covid-19, dopo aver riscontrato tra le aziende e le organizzazioni problemi nell’approvvigionamento di parti o componenti specifici, ha messo a disposizione la propria piattaforma per mettere in contatto, da un lato i soggetti con capacità produttive nel campo della stampa 3D aperte alla collaborazione con terze parti, e dall’altro istituti sanitari, aziende manifatturiere o qualsiasi altra impresa o organizzazione che necessiti di un prodotto o servizio basato sulla stampa 3D.

Il consorzio del progetto 3D PAN EU è composto da Brainport Development, IDEA Consult, ART-ER (società consortile dell’Emilia-Romagna che ha l’obiettivo di favorire la crescita sostenibile della regione attraverso lo sviluppo dell’innovazione e della conoscenza, l’attrattività e l’internazionalizzazione del sistema territoriale), CIVITTA e Asterion Europe ed è reso possibile grazie ai finanziamenti della Commissione europea.

Quasi un anno fa, la piattaforma ha ospitato un bando, promosso dai partner, che aveva l’obiettivo di trovare 10 imprese per testare e convalidare una serie di progetti dimostrativi industriali basati sulla stampa 3D. Al bando hanno partecipato imprese di tutta Europa e tra i dieci vincitori ci sono cinque italiani, di cui due bolognesi, Rejoint e Mind Composites, che riceveranno ognuno un contributo di 40mila euro.

Stampa 3D – REJOINT, la start up

REJOINT, giovane startup bolognese che si occupa di sistemi protesici personalizzati per ginocchio, nasce nel 2015 da manager che lavoravano nel settore dei “medical device”ortopedici. “I pazienti protesizzati di ginocchio – spiega Gian Guido Riva, fondatore e ceo – sono quelli che sempre più spesso evidenziano insoddisfazione e dolore causati principalmente da missmatch dimensionale tra dispositivo impiantato realizzato in limitate configurazioni dimensionali e anatomia del singolo paziente. La nostra soluzione “su misura” per il paziente è la risposta per una nuova classe di pazienti, sempre più esigenti e desiderosi di riacquisire standard di qualità di vita più che soddisfacenti.

Oggi REJOINT è la prima azienda al mondo ad aver validato avanzate tecnologie produttive additive per la produzione di dispositivi di protesizzazione di ginocchio e sviluppato sofisticati algoritmi di intelligenza artificiale per il più corretto pre-operative planning, la progettazione dell’intervento. L’azienda segue inoltre la riabilitazione del paziente attraverso dedicati dispositivi sensorizzati indossabili che mettono in costante comunicazione il paziente e il chirurgo.

La loro idea vincente ha conquistato, negli anni, finanziamenti e bandi per più di 11 milioni di euro e in un futuro che si spera (per tutte le persone che potranno averne bisogno) il più possibile vicino, le protesi di REJOINT – che Riva, definisce “l’azienda ortopedica oggi più innovativa al mondo” – potranno essere a disposizione non solo della sanità privata ma anche degli ospedali pubblici.
Intanto, l’azienda utilizzerà i finanziamenti del bando vinto per ottimizzare lo sviluppo e la realizzazione di un piatto tibiale con incorporata una struttura trabecolare che ne incrementi l’integrazione ossea.

Stampa 3D – Mind Composites

Da tutt’altro settore, principalmente quello dell’automotive, proviene invece Mind Composites, azienda bolognese con sede a Zola Predosa, che ha grande esperienza nei materiali compositi e che collabora anche con il CIRI MAM, il Centro Interdipartimentale per la Ricerca Industriale dell’Università di Bologna che opera nei settori della Meccanica Avanzata e dei Materiali. Innovare è la nostra natura – spiega l’a.d. Francesco Varrasi –. Nel nostro settore uno degli aspetti più complessi da gestire sono le giunzioni tra elementi metallici e materiali compositi cioè realizzati in carbonio, perché non potendoli saldare ci si deve affidare a perché ci si deve affidare a degli incollaggi. La stampa 3D consente di disegnare giunti in free form così da poter realizzare prodotti maggiormente accurati e affidabili che rispondono alle più alte esigenze del mercato e dei nostri clienti. Il progetto 3DP Hysus che ha consentito a Mind di vincere il bando, si focalizza infatti sulla stampa 3D Ibrida per realizzare delle giunture metallo/composito più efficaci e leggere, con applicazioni nei braccetti delle sospensioni di vetture sportive. Il progetto prevede la presenza di UniBo e 3D METAL Srl, tra i facility centers.

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