Home > Primo piano > Innovazione d’impresa: il caso virtuoso di Hypebiotechnologies

Innovazione d’impresa: il caso virtuoso di Hypebiotechnologies

fondatori Hyper

Prima alla finale di Start Cup Emilia Romagna l’ incubatore di innovazione d’impresa, l’idea di Hypebiotechnologies: produrre farmaci biotech a costi inferiori preservando i profili di efficacia e sicurezza rimangano già stabiliti e approvati. Ora  la prova della finale nazionale a Verona

di Sabrina Campanella

E’ lo sviluppo di un modello innovativo per produrre farmaci biotech, riducendone sensibilmente i costi, ad essersi aggiudicato il premio di 7mila euro alla finale bolognese (Opificio Golinelli) in ottobre. Ora, Hypebiotechnologies, insieme a Tomapaint e Agma, rispettivamente secondi e terzi classificati all’edizione 2018, sono pronti a partecipare alla sedicesima edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione.

Francesco Alabino
Intervista a Francesco Alabino, biotecnologo

Ad affrontare il pitch a Verona, sarà Francesco Alabino, fondatore di Hypebiotechnologies “Ingegnerizzare le cellule in modo che possano produrre esse stese alcune proteine e anticorpi, presenti in numerosi farmaci antitumorali e altamente prescritti ai malati di artrite rematoide, come soluzione alternativa ai farmaci di sintesi chimica che hanno costi molto alti per le aziende farmaceutiche” spiega il giovanissimo biotecnologo. E prosegue “Non si tratta di sviluppare nuovi farmaci, ma un modello innovativo di produzione”.

Modello innovativo di produzione: cosa cambierebbe 

il team di Hypebiotechnologies
Il team di Hypebiotechnologies

Questo modello consentirebbe di abbassare anche il costo finale dei farmaci o solo quello di produzione? “Sono tante le voci di costo che concorrono nella produzione di un farmaco, in particolare se biotecnologici. In cima alla lista ci sono quelli di sviluppo e ricerca, quindi non è possibile prevederlo. Senz’altro, però Il modello potrebbe essere applicato anche sul settore diagnostico e su quello della ricerca scientifica, sia su larga che su piccola scala, dalla grande industria al piccolo laboratorio”. Per portare il progetto dalla carta al laboratorio e poi arrivare sul mercato, quali i costi? “Si tratta di un processo piuttosto complesso composto di varie fasi e molto dispendioso.  Per tradurre in business un’attività di laboratorio abbiamo calcolato oltre 30 mila euro di costi, includendo anche quelli di domanda di deposito di brevetto  nazionale”. Il modello d’innovazione è frutto degli studi di Francesco Alabiso per la sua tesi della triennale in biotecnologia, conseguita presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna.

Innovazione d’impresa protagonista a Verona 

logo destinazione di impresaIl Premio Nazionale per l’Innovazione 2018 è in programma il 29 e 30 novembre a Verona. “Destinazione Impresa 4.0” è il titolo della due giorni. La business plan competition, la più importante d’Italia, è promossa dall’Associazione Italiana degli Incubatori Universitari – PNICube, organizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Verona con la partnership della Camera di commercio di Verona, e sarà ospitata dalla più grande fiera italiana dedicata a lavoro, orientamento e formazione, Job&Orienta. Tra gli obiettivi, stimolare i partecipanti ad avvicinarsi al mondo dell’innovazione, delle startup e, più in generale, all’Università e ai possibili sbocchi lavorativi che consentano di applicare professionalmente sul campo le competenze acquisite. 

Dalla redazione di Econerre un grande in bocca al lupo a tutti i finalisti!