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IMA apre le porte al fondo BC Partners per crescere ancora

La scelta di Alberto Vacchi per raggiungere un nuovo step di crescita nella storia del gruppo IMA di Bologna passa dal delisting da Borsa Italiana, dopo 25 anni e dall’ingresso tra gli azionisti della controllante Sofima del fondo BC Partners

di Stefano Catellani 

IMA è un “campione nazionale”, un’eccellenza italiana capace di vincere sui mercati di tutto il mondo in un settore, quello delle macchine automatiche per il packaging e il confezionamento, che impone massicci e costanti investimenti in ricerca e sviluppo.

Investimenti che uniti alla campagna acquisizioni portata avanti con tenacia e visione nell’arco di 15 anni hanno visto il prezzo delle azioni di IMA salire da 3 euro a quasi 68 euro (il prezzo dell’opa, incluso il dividendo,  è giusto 68 euro per azione), dal 1995 al 2020.

Ora c’è il delisting, conseguente all’ingresso del fondo Bc Partners, ma la porta della Borsa, nell’arco di qualche anno, si potrebbe riaprire.

“In questa fase i nostri piani industriali presuppongono tempi diversi da quelli che le verifiche trimestrali che la quotazione impone -spiega Alberto Vacchi – e per questo usciamo dal Listino di Milano, ma siamo ben consci della straordinaria accelerazione che la quotazione ha garantito a IMA in questi 25 anni”

§§ GUARDA IL VIDEO messaggio di Alberto Vacchi agli azionisti IMA 

Andamento in Borsa azioni Ima tra luglio e settembre

Gli stessi 25 anni che hanno visto Alberto Vacchi “al timone” come presidente e amministratore delegato di IMA.

Tecnicamente la macchina della trasformazione in società non  quotata è già partita. Il cda di Ima, presieduto da Alberto Vacchi, ha preso atto delle dimissioni della maggioranza degli amministratori, sospensivamente condizionate al closing dell’operazione per l’ingresso di Bc partners nel capitale della controllante Sofima, annunciata in data 28 luglio 2020. Il gruppo specifica che le dimissioni sono state rassegnate in conformità alle previsioni dell’accordo di investimento e compravendita e determineranno la decadenza dell’intero organo amministrativo alla data del closing. Sono quindi stati dati al presidente i poteri per convocare l’assemblea ordinaria (probabilmente entro il prossimo ottobre) che nominerà il nuovo Cda.

Nel dettaglio, BC Partners rileverà il 20% di Sofima (Società Finanziaria Macchine Automatiche Ima), cassaforte della famiglia Vacchi che detiene il 51,6% del capitale e il 67% dei diritti di voto di IMA. Nell’operazione, che si dovrebbe chiudere entro novembre, BC Partners è assistita da White & Case, PwC, Facchini Rossi Michelutti e Tremonti, Romagnoli, Piccardi e Associati, mentre Sofima è supportata da Poggi&Associati e Nctm.

BC Partners avrà una significativa rappresentanza e diritti di governance in Ima epotrebbe aumentare la sua quota in Sofima fino al 45% circa, mentre gli attuali azionisti terranno il 55% del capitale. L’operazione si basa su un equity value di Ima di 2,93 miliardi di euro e sarà finanziata da JP Morgan, Bnp Paribas, Unicredit Corporate & Investment Banking, Mediobanca – Banca di Credito Finanziario e Morgan Stanley.

Il fondoBC Partners – ha commentato Alberto Vacchi –potrebbe essere un compagno di viaggio ponte come avvenne negli anni ’90 con un altro fondo di investimenti prima della quotazione in Borsa di Ima del 1995″.

Inevitabili per un’operazione di alto profilo come quella impostata da IMA e BC Partners, le indiscrezioni

Una vedrebbe all’orizzonte un’alleanza strategica tra IMA e la bolognese Coesia (Isabella Seragnoli), l’altra vedrebbe Alberto Vacchi candidarsi a sindaco di Bologna.

Entrambe “le visioni” sono appunto rumors e non hanno trovato nessun tipo di conferma, anzi lo scenario disegnato da Alberto Vacchi in più di una dichiarazione a commento dell’operazione: ” esclude categoricamente la volontà della famiglia Vacchi di vendere IMA e anche nel riassetto societario ci sarà solo un remix di quote (con Alberto che ha già deciso di aumentare le sue) ma tutti i membri della famiglia Vacchi rimarranno “investiti in IMA” compreso Gianluca Vacchi che molti rumors volevano in uscita. Anche questo scenario non si verificherà“.

“Gianluca Vacchi crede in IMA e nelle sue potenzialità” ha tagliato corto Alberto Vacchi.

Con questa mossa, quindi, saranno possibili operazioni che prima non lo erano, come ad esempio fusioni fra aziende, con la prerogativa che la famiglia Vacchi manterrà il controllo e rimarrà Alberto Vacchi come rappresentante della famiglia alla direzione operativa di IMA.

I conti di IMA

Fondata nel 1961, IMA conta circa 6.200 dipendenti, di cui 2.400 all’estero. Si avvale di 45 stabilimenti in Italia, Germania, Svizzera, Regno, Usa, India, Malesia, Cina e Argentina. E’ quotata alla Borsa di Milano dal 1995 e nel segmento Star dal 2001.

Il Gruppo IMA ha chiuso il primo semestre 2020 con ricavi consolidati pari a 636,4 milioni di euro rispetto ai 694,1 milioni al 30 giugno 2019. Il margine operativo lordo (EBITDA) ante oneri non ricorrenti è risultato pari a 78,2 milioni di euro (92,3 milioni al 30 giugno 2019), il margine operativo lordo (EBITDA) a 76,5 milioni di euro (90,1 milioni al 30 giugno 2019) e l’utile operativo (EBIT) a 29,9 milioni di euro (55,8 milioni al 30 giugno 2019). L’utile prima delle imposte è risultato pari a 21,3 milioni di euro (46,5 milioni al 30 giugno 2019) e l’utile del periodo a 14,8 milioni di euro (32,4 milioni al 30 giugno 2019). Il portafoglio ordini consolidato ha raggiunto 914,7 milioni di euro rispetto ai 985,5 milioni al 30 giugno 2019. Nel primo semestre 2020 gli ordini acquisiti ammontano a 642 milioni di euro, in diminuzione dell’11,7% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. La flessione dei risultati è determinata dall’impatto economico-finanziario dell’emergenza Covid-19.

Sulla base delle attuali condizioni e del corrente portafoglio, il management IMA  conferma la previsione per l’esercizio 2020 annunciata il 12 maggio scorso. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, il Consiglio di Amministrazione ritiene che il Gruppo possa raggiungere un risultato non significativamente inferiore rispetto all’esercizio precedente che possiamo quantificare in una riduzione in termini di EBITDA non superiore al 10%.Per il 2021 sono previsti ricavi di 1.570-1.758 milioni, un ebitda di 254-312 milioni. Nel 2022 sono attesi ricavi per 1.659-1.818 milioni e un ebitda di 293-348 milioni.

I risultati del primo semestre -ha detto Alberto Vacchi durante la conference call con gli analisti finanziari – riflettono l’impatto economico-finanziario generato dall’emergenza Covid-19. Stimiamo che tale impatto sarà progressivamente compensato nel secondo semestre, sia per la natura non ciclica del prodotto offerto e per la nota flessibilità produttiva, sia per i settori in cui opera il Gruppo (alimentare e farmaceutico). Il forte impegno nella digitalizzazione (IMA Digital) ci ha consentito di potenziare e rendere accessibile l’intera gamma di prodotti digitali creati dal Gruppo per rispondere alle esigenze dei nostri clienti in tutto il mondo, facilitando le operazioni in remoto. Pochi giorni fa abbiamo annunciato un accordo con BC Partners per un investimento in SOFIMA per iniziare una fase di sviluppo del Gruppo basata sull’innovazione e sono personalmente molto soddisfatto di poter lavorare insieme ad un gruppo di grande esperienza industriale con l’obiettivo di accelerare l’espansione globale di IMA in settori strategici”.

Alberto Vacchi, presidente di Ima, ha commentato: “L’operazione rappresenta un grande risultato per la società e i suoi collaboratori che potranno beneficiare in maniera estensiva dall’avere BC Partners come importante azionista, per iniziare una fase di sviluppo di IMA tutta basata sull’innovazione. Nel processo di ricerca del miglior partner possibile per Sofima e IMa, è stato importante trovare una controparte che permettesse a IMA di rimanere indipendente, garantendo continuità al management e ai collaboratori, e di accelerare la strategia di crescita come global consolidator nel settore dei macchinari per packaging. Sono personalmente molto soddisfatto di poter lavorare, in questo nuovo grande progetto, insieme a BC Partners con l’obiettivo di accelerare l’espansione globale di IMA in settori strategici e in parte nuovi per noi. Ritengo utile per IMA iniziare una nuova fase partendo da una posizione di forza e con una progettazione tutta orientata al digitale e a soddisfare domande di nuova generazione”.

La prossima tappa dopo il delisting? Una maxi operazione in USA

L’America è il mercato dove IMA può esprimere al meglio le sue potenzialità zialità di crescita in tutti i settori dove opera.

Stefano Ferraresi, partner di BC Partners, ha aggiunto: “Ima è un ottimo esempio di azienda italiana che ha raggiunto una posizione di leadership globale grazie al suo know-how ingegneristico, investimenti in ricerca e alla forza della filiera produttiva locale su cui può far affidamento. Il business di Ima possiede tutte le caratteristiche che BC Partners ricerca nei propri investimenti: leadership di settore, forte management team e molteplici leve per la creazione di valore. Siamo onorati di essere stati scelti come partner dagli azionisti di Sofima ed entusiasti di poter supportare Alberto Vacchi e la sua eccellente squadra di manager nella continua espansione del gruppo, sia organica, sia attraverso acquisizioni”.

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