Bonfiglioli, motoriduttori sempre più efficienti e green

sonia bonfiglioli

Dopo il premio come imprenditore del  2018 di Ernest&Young, Sonia Bonfiglioli ha inaugurato a Forlì uno stabilimento all’avanguardia in fatto di elettromobilità

di Giorgio Costa

E’ uno dei fiori all’occhiello dell’industria emiliano-romagnola che guarda anche alla sostenibilità. La Bonfiglioli produce riduttori per motori elettrici, con applicazioni in vari settori, dall’eolico al movimento terra, e lavora con grandi multinazionali come GE e Toyota.  Ha stabilimenti in tutto il mondo e conta 3.700 dipendenti, di cui 1.300 in Italia, 600 tra Bologna,  Modena e Forlì. Il fatturato ha superato, nel 2017, gli 800 milioni di euro e per il triennio 2017-2019 è stato previsto un piano di investimenti da 145 milioni, per ampliare gli stabilimenti e riqualificare il personale.  E da ultimo, a dicembre scorso, sul fronte dell’elettromobilità, Bonfiglioli ha inaugurato uno stabilimento ultra-tecnologico per le produzioni che puntano al futuro, vale a dire quelle che guardano al mondo dell’elettromobilità. Per questo ha ampliato il suo stabilimento di Villa Selva dotato di tecnologie all’avanguardia che verranno dedicate al mercato dell’elettromobilità, la tecnologia del futuro attenta alla sostenibilità.

Di fatto si produrranno 25mila pezzi l’anno, componenti di trasmissione di potenza destinati a mezzi d’opera che rinunciano alla propulsione dei carburanti fossili, partendo da quelli da impiegare nel settore della logistica. “Non possiamo fare finta che non stiamo consumando energia in un mondo che cresce e che non esista un il riscaldamento globale”, spiega Sonia Bonfiglioli, presidente del gruppo. Ecco quindi la necessità di sviluppare una mobilità – specialmente in ambito industriale, delle costruzioni e della logistica – che sia compatibile dal punto di vista ambientale.

Sonia Bonfiglioli nella sede di Banca Intesa a Bologna, nell’ultima iniziativa dedicata al Vietnam, dove l’azienda bolognese da 10 anni ha uno stabilimento nella provincia del Bihn Duong, area dove opera il desk Vietnam Italia Emilia-Romagna di Unioncamere regionale

Bonfiglioli: imprenditore dell’anno

Peraltro, Sonia Bonfiglioli a novembre 2018 è stata insignita imprenditrice dell’anno da Ernst&Young – dopo che nel 2015 il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’aveva nominata Cavaliere del lavoro – la prima donna ad aggiudicarsi un riconoscimento giunto alla ventiduesima edizione e riservato a capitani d’impresa italiani alla guida di aziende con un fatturato di almeno 25 milioni di euro, che abbiano saputo creare valore, con spirito innovativo e visione strategica.

Bolognese, ingegnere meccanico, Sonia Bonfiglioli è stata capace, come si legge nella motivazione del premio, di “portare, con determinazione e tenacia, il gruppo, fondato dal padre nel 1956, ad affermarsi come una realtà mondiale fra le più importanti del settore“. Con un fatturato di oltre 800 milioni di euro il Gruppo Bonfiglioli è diventato leader mondiale dell’automazione industriale e l’80% dei prodotti trova un utilizzo fuori dai confini nazionali. Da ultimo l’azienda, pur avendo importanti siti produttivi all’estero e procedendo anche con decisone sulla strada delle acquisizioni di significativi player stranieri, ha investito 60 milioni (all’interno di un piano triennale sul 4.0 da 145 milioni) per “Evo” ( Evo sta per Evolution, perché questo progetto segna il passaggio del nostro gruppo a una nuova fase totalmente digitalizzata e riorganizzata in logica Industry 4.0 il progetto di fabbrica digitale bolognese che sarà  il più grande stabilimento in Italia di motoriduttori, totalmente digitalizzato e lean, con una capacità produttiva di oltre un milione di pezzi l’anno. Oltre ad essere anche la scuola pilota nel Paese di retraining 4.0 tecnico e culturale (in partnership con Regione Emilia-Romagna, sindacati e Fondazione Aldini Valeriani.

Bonfiglioli nel mondo: il Vietnam

Bonfiglioli è in Vietnam nella provincia di Binh Duong dal 2008, “partimmo dopo aver fatto un confronto tecnologico tra quelle che potevano essere ospitare una prima produzione di prodotti elettromeccanici. Siamo state tra le prime aziende ad andare in Vietnam, esperienza estremamente positiva, abbiamo avuto un ottimo supporto dal nostro partner che è Becamex 
IDC Corp., l’agenzia di sviluppo della Provincia che ci ha favorito in tutte le attività, come la costituzione di una società, per avere i permessi. La cultura vietnamita è molto positiva: si lavora bene, il management sta crescendo, quando siamo andati dieci anni fa era un Paese che si stava aprendo sia alla produzione che all’internazionalizzazione. Ora possiamo potenziare il nostro investimento, perché riteniamo il Paese una grande porta sull’Asia e sul mercato Asean in particolare”.