Via Emilia e Covid 19: i dati dell’Osservatorio di Confindustria Emilia

immagine osservatorio Covid19

Il presidente Valter Caiumi in video conferenza fa il punto sulla situazione tra Via Emilia e Covid 19

di Stefano Catellani

“La ripresa delle attività industriali in Emilia non dovrà essere “a tutti i costi”. Si ripartirà “se sarà possibile“ e dovranno riaprire le aziende “che lo meritano” quelle che si sono strutturate per combattere in modo efficace e concreto i rischi. Dovranno ripartire tutte le imprese e non solo in base al codice Ateco, alla tipologia produttiva. “Al momento per molti imprenditori non c’è domanda quindi si può partire anche con il 5% che può arrivare al 20 o più solo su alcuni settori”.

Così il presidente di Confindustria Emilia Valter Caiumi ha spiegato in videoconferenza i primi dati raccolti tramite questionario periodico inviato alle imprese associate in merito all’impatto del virus, l’applicazione delle misure di sicurezza e i principali indicatori di business.

Via Emilia e Covid 19: una percentuale contenuta

Sono 151 le imprese che hanno denunciato casi sospetti per un totale di 538 periodi di quarantena avviati su un totale di 52.000 addetti.

Il censimento dei casi effettivi di contagio ha rilevato 123 casi in 69 imprese che equivalgono a una incidenza dello 0,2% sul totale dipendenti.

I dati nel mese di marzo sono stati raccolti su un campione di 850 aziende pari al 25 % delle associate a Confindustria Emilia: 52.000 dipendenti e 18 miliardi di fatturato

“Pochissime aziende – ha sottolineato Caiumi – aveva la forza lavoro al 100% ma c’è un dato molto chiaro: il numero delle imprese che hanno adottato il telelavoro, lo smartworking, è arrivato al 35%.

Il 48% delle imprese ha scelto o potuto scegliere lo smartworking per almeno il 50% dei propri collaboratori. E’ un segnale positivo.

Sarà necessario potenziare la logistica perché quasi il 66% prevede ritardi negli approvvigionamenti. E questo è un problema.

Il vero rischio?

Secondo Caiumi sarebbe la deregulation con le Regioni in ordine sparso.

I dati economici

Il 70% delle imprese rileva un decremento del portafoglio ordini, che si distribuisce piuttosto omogeneamente tra una riduzione del 15%, del 30% e del 50% con punte dell’assenza totale di ordini per un 5% del campione.

Anche dal punto di vista degli incassi, le aziende associate denunciano in maggioranza un deterioramento: il 64% denuncia richieste o fatti concludenti di posticipo delle scadenze che si distribuisce prevalentemente tra i 30 e i 60 giorni.

Dati che dovranno essere “tenuti sotto controllo” ha concluso Caiumi.

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