Frutta tagliata e pronta: Sesto Senso raddoppia

Taglio del nastro per Fresco Senso, lo stabilimento di Agribologna dedicato alla frutta e alla verdura ‘pronta da mangiare’: l’impianto produce un fatturato superiore ai 220 milioni di euro (2017), in crescita del 10%, conta 140 soci agricoltori con 3.100 ettari di superfici coltivate, 220 dipendenti e 2.500 clienti nei canali della grande distribuzione organizzata, della ristorazione e del retail tradizionale. Aperto nel 2009, Fresco Senso e’ da oggi ancora piu’ all’avanguardia: la nuova superficie di 4.000 metri quadrati e’ dotata di tecnologie all’avanguardia, che consentono l’intero ciclo di lavorazione industrializzato, a partire da sanificazione, sbucciatura e taglio della materia prima per arrivare al confezionamento, con controllo manuale, e alla consegna nei supermercati e nei rispotaranti della frutta in cubetti pronti da mangiare in vaschetta (a secco, per il consumatore finale o in liquido osmotico, per le confezioni da 3 chili dedicate ai catering). Lo stabilimento e’ completamente coibentato, per garantire una temperatura costante (dai -2 ai +6 gradi) e preservare la qualita’ del prodotto fresco. L’ampliamento di 1.600 metri quadrati di superfice mira a raddoppiare la capacita’ produttiva, per arrivare ai 30.000 chili di prodotto al giorno e ai 40.000 quintali di prodotto all’anno, grazie anche al raddoppio dei punti di carico e scarico nello stabilimento. All’inaugurazione erano presenti Lauro Guidi, presidente del consorzio Agribologna, Simona Caselli, assessore regionale all’Agricoltura e Claudio Pezzoli, sindaco di San Pietro in Casale. “Siamo particolarmente orgogliosi di questo nuovo investimento da tre milioni di euro. Questo stabilimento e’ davvero unico, nel panorama nazionale, per dimensioni e tecnologia”, afferma Guidi.  “Stiamo brevettando anche un nuovo impianto di pesatura automatica, con l’Universita’ di Padova. Ogni giorno lavoriamo oltre 40.000 chili di frutta fresca, per arrivare a 18.000 chili di frutta pronta al consumo, l’equivalente di 90.000 vaschette. Con il nuovo impianto, la linea di confezionamento che installeremo nei prossimi mesi e le assunzioni in programma, da 70 a 100 addetti, di cui il 70% donne, arriveremo a 30.000 chili di frutta pronta ogni giorno”, spiega il numero uno del consorzio. I prototipi dei macchinari sono ideati e sviluppati ad hoc, in stretta partnership con gli operatori del settore, sulla base delle caratteristiche proprie di ogni linea di prodotto e gamma di frutta e verdura. Sono quattro le nuove linee di produzione gia’ operative, tra le quali un macchinario per lo sgrappolamento dell’uva e una nuova area dedicata alla produzione del Bio, separata dal trattamento del prodotto convenzionale e completamente dedicata alla lavorazione delle referenze biologiche disponibili a seconda della stagione. “C’e’ un interesse altissimo sull’ortofrutta, crescono le vendite dopo un calo dei consumi e in un luogo come questo, dove si lavora sulla quarta gamma, cresce il valore perche’ cresce il servizio”, sottolinea Caselli. “Questo gruppo ha dimostrato grande capacita’ di visione e lungimiranza”, riconosce Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna. “L’agroalimentare e’ uno dei pilastri fondamentali della cooperazione nel nostro territorio. Qui si produce l’11% dell’ortofrutta nazionale: negli ultimi tre anni il settore agricolo ha creato 15.000 posti di lavoro”, ricorda Giovanni Monti, presidente di Legacoop Emilia-Romagna. (Vor/ Dire

Fonte agenzia DIRE  

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