Le opportunità del crowdfunding

Verso una “finanza del territorio” con studio europeo che esplora le opportunità del crowdfunding civico. L’utilizzo del nuovo strumento per finanziare l’economia reale. Iniziativa il 13 settembre a Reggio Emilia

Come indirizzare il risparmio privato verso l’economia reale? Una domanda chiave, che impone risposte inedite. Una delle quali fa riferimento al crowdfunding, modalità già ampiamente sfruttata nell’ambito del no profit, della creatività artistica “fai da te”, a volte in progetti di carattere sociale di più ampio respiro o nella ricerca scientifica. Una risposta, tuttavia, ancora non abbastanza conosciuta (o meglio, sfruttata nella pratica) in Italia, per iniziative a beneficio delle imprese vere e proprie.

Il crowdfunding civico, un quadro europeo

Sono 104 progetti di interesse pubblico finanziati in Europa con le donazioni di privati cittadini sulle piattaforme di crowdfunding. È quanto emerge dalla 3a edizione di CrowdCamp, la conferenza internazionale sulle tematiche del crowdfunding quest’anno dedicata al tema del crowfundig civico.

L’iniziativa, organizzata dall’European Crowdfunding Network in collaborazione con Aster, si è svolta alla fine dello scorso giugno e ha messo sotto la lente, fra le altre cose, i vantaggi di un’azione combinata tra crowdfunding privato e azioni di sistema realizzate tramite i fondi strutturali dell’Unione Europea.

Triggering participation” è il titolo del rapporto presentato durante questa edizione del Camp, realizzato a cura del gruppo di lavoro europeo CF4ESIF.

Crowdfunding e innovazione sociale

Marina Silverii direttore Aster

Il crowdfunding e i meccanismi di match-funding – spiega Marina Silverii, direttore di Aster – possono generare pratiche virtuose in cui l’innovazione tecnologica e finanziaria incontra l’innovazione sociale. Un buon equilibrio tra finanziamento pubblico e privato è un modo non solo per alimentare le iniziative di sviluppo regionale, ma anche un canale attraverso il quale consentire una maggiore partecipazione e impegno da parte di un’ampia gamma di stakeholder, a partire dai cittadini”.

Qualche esempio. Lo studio ha evidenziato, fra le altre cose, che il tasso di successo delle campagne di raccolta fondi a sostegno di progetti per lo sviluppo sociale ed economico del territorio aumenta dal 60% al 90% quando si utilizza la tecnica del match-funding, che combina le risorse dei privati, raccolte tramite il crowdfunding, con i fondi pubblici (come fondi strutturali e di investimento europei). Non è, quindi, un caso che le iniziative di crowdfunding civico si siano moltiplicate e rafforzate negli ultimi tre anni in varie regioni e città europee.

Il crowdfunding civico a casa nostra

Tra le diverse modalità che il pubblico ha per supportare iniziative civiche che sfruttano le dinamiche del crowdfunding, la Regione Emilia-Romagna ha dotato startup, laboratori di ricerca, imprese ed enti pubblici, di uno strumento di orientamento e primo accompagnamento per chi vuole intraprendere una campagna di crowdfunding, il servizio Kick-ER, gestito da Aster.

Grazie a questo servizio – spiega la responsabile Martina Loditra il 2016 e il 2017 Aster ha supportato 9 startup per avviare campagne di crowdfunding reward-based che hanno permesso di raccogliere oltre 147mila euro e ha favorito l’organizzazione di 48 incontri one-on-one. In questi mesi stiamo approfondendo anche il tema dell’equity crowdfunding per fornire ai nostri interlocutori linee di indirizzo anche su questa tipologia di finanziamento”.

Il gruppo di studio europeo ha analizzato anche il caso dell’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori di Meldola (IRST) che, con il sostegno di Kick-ER, ha avviato sulla piattaforma Idea Ginger una campagna per raccogliere 25mila euro a sostegno del progetto TRACe, per lo studio delle cellule tumorali circolanti (CTC).

Il crowdfunding d’impresa, il caso Reggio Emilia

Consapevole delle potenzialità dello strumento, ancora sottoutilizzato nel panorama italiano, Cna Reggio Emilia ha lanciato un’iniziativa, in collaborazione con lo studio Baldi&partners, per diffondere tra le imprese del territorio questo canale di finanziamento “collaborativo”, pensandolo come complementare ai tradizionali – ma non sempre accessibili ed a misura d’impresa – canali di credito del sistema bancario.

Il meccanismo funziona in sostanza come una sorta di “azionariato diffuso”: l’impresa delibera un aumento di capitale sociale ma, anziché cercare un nuovo socio o partner, presenta su www.investi-re.it oppure su www.aiuta.re.it – portali autorizzati e controllati dalla Consob – una descrizione della propria attività, un business plan, l’obiettivo finanziario cui aspira e il termine entro il quale si propone di raggiungerlo.

È il privato cittadino, a questo punto – ma anche un’altra impresa o istituzione – che, messo nelle condizioni di valutarlo, decide se dare o meno il proprio sostegno a quel particolare progetto imprenditoriale, nella maggior parte dei casi legato al proprio territorio. Sono meno di una ventina in Italia, spiega Cna Reggio Emilia, le piattaforme autorizzate a gestire questo tipo di iniziative, e Reggio si propone di fare da apripista in materia.

Le garanzie

Tema non banale, perché se è vero che il risparmio privato si indirizza ancora prioritariamente al canale bancario nonostante tassi d’interesse risibili, l’esigenza di garanzie minimali a tutela del capitale investito si fanno, proprio di questi tempi, dirimenti per facilitare singole decisioni d’investimento, specialmente da parte dei risparmiatori privati.

Per l’iniziativa reggiana, la garanzia principale si chiama “commissione tecnica”, costituita dal partner Baldi, studio di avvocati-commercialisti con una reputazione consolidata sul territorio, che seleziona a monte i progetti meritevoli di accedere allo strumento. Un secondo incentivo è invece di carattere fiscale, con un’agevolazione del 30% sull’Imposta sul reddito, se pure limitata per il momento al finanziamento crowd di start up innovative.

Carlo Baldi, commercialista studio Baldi&Partners

Siamo consapevoli – commenta Carlo Baldi, presidente della Baldi&Partners Reggio – che il crowdfunding implica anzitutto un cambio di mentalità, sia per le imprese sia per gli investitori”. Per questo, se da una parte vi è l’ impegno da parte di Cna di promuovere l’iniziativa tra i propri associati, “dall’altra, lo studio fornirà alle aziende un servizio di assistenza a 360 gradi, partendo comunque dal presupposto che le iniziative sinora realizzate su piccola scala anche in Italia si sono dimostrate estremamente positive”.

Gli obiettivi del modello

Secondo lo studio europeo, il crowdfunding rappresenta un modello da seguire anzitutto per le amministrazioni pubbliche: per la sua flessibilità intrinseca – che gioca a favore dell’efficienza nell’allocazione dei fondi – e per la sua capacità di stimolare nei cittadini il senso di appartenenza al territorio ed alla comunità di cui fanno parte.

Più avanti di noi, in Europa, vi sono da questo punto di vista Spagna, Germania e Olanda, Paesi dell’Unione in cui la pratica del crowdfunding (nella sua declinazione più efficiente e sinergica del match-funding) è oggi più diffusa. Italia e Belgio – dove singoli progetti pilota sono stati avviati in corso d’anno – dovrebbero produrre risultati già dal 2019.

In generale, tra i principali ostacoli allo sviluppo del crowdfunding il Report indica la scarsa conoscenza dello strumento che, nel caso delle amministrazioni pubbliche, si assomma ad una certa rigidità nell’implementazione di schemi innovativi nella gestione delle pratiche di finanziamento.

LINK

Il Rapporto “ Triggering participation”  sul sito European Crowdfunding Network

 

Thomas Foschini 

Crowdfunding: se ne è parlato alla Polveriera 

Giovedì 13 settembre  a Reggio Emilia si è svolto “Il crowdfunding: la via della solidarietà“, un evento per diffondere e promuovere la cultura del crowdfunding per il terzo
settore. L’iniziativa è stata organizzata da Ginger ed Emil Banca per presentare le potenzialità del crowdfunding e raccontare come sviluppare una campagna di raccolta fondi efficace.
La comunità di Reggio Emilia infatti sta supportando in modo crescente i progetti di crowdfunding del territorio: dal 2014 ad oggi sono già dieci le campagne nate nella
provincia di Reggio Emilia e concluse con successo su Ideaginger.it, la piattaforma di raccolta fondi dedicata all’Emilia-Romagna di Ginger, di cui cinque nel solo 2018. Tali progetti, di
natura sociale, culturale e sportiva, hanno finora raccolto complessivamente oltre 82.000 euro, grazie al coinvolgimento di più di 1.300 donatori.
Un’occasione per approfondire il crowdfunding come strumento di raccolta fondi e coinvolgimento della comunità, promuovendone la cultura in un territorio, come quello di Reggio Emilia, che i dati dimostrano sempre più attento e aperto alla sharing economy.