Il biologico è guida in Emilia-Romagna

Secondo i dati dell’Osservatorio SINAB*, nel 2021 il numero di operatori del biologico italiani è aumentato ulteriormente fino a 86.144 (+5,4% rispetto al 2020), confermando il primo posto per il nostro Paese a livello europeo.
Nel 2021 in Emilia – Romagna** gli operatori biologici sono in totale 6.925 (tale numero colloca la regione al sesto posto per numero di operatori bio): in particolare sono circa 4800 i produttori esclusivi (incluse le aziende di acquacoltura biologica, attività per la quale la Regione riconferma la propria leadership, insieme al Veneto,) e rimane elevato il numero di preparatori (la Regione è al primo posto, con ben 1200 aziende che svolgono attività esclusiva di produzione di alimenti trasformati). Tali operatori sono quasi tutti certificati dagli Organismi di Certificazione aderenti ad Assocertbio, l’associazione degli organismi di certificazione del biologico che raggruppa 12 degli enti presenti in Italia: Abcert, Bioagricert, Bios, CCPB, Ceviq, CSQA Certificazioni, Ecogruppo Italia, Icea, QUALITALY, Sidel Italia, Suolo e salute, Valoritalia.
Assocertbio per il biologico

L’associazione ha tra i suoi principali obiettivi quello di sostenere e favorire lo sviluppo della cultura della certificazione e dell’accreditamento come servizio di interesse pubblico, per diffondere nei consumatori una maggiore consapevolezza e fiducia nella qualità e sicurezza del biologico certificato, e stimolare tutti gli attori della filiera a considerare la formazione e la certificazione come fondamentale per il futuro del comparto. In Emilia-Romagna questo impegno ha dato i suoi frutti: secondo le stime dell’Osservatorio dell’Associazione, infatti, nel 2021 gli operatori della regione certificati dai propri soci sono 6.464 (circa il 93% del totale).
Nei primi sei mesi del 2022 la crescita degli operatori bio registrata nell’anno precedente sembra continuare: in Emilia – Romagna (*) a giugno 2022 si registrano 7.229 operatori biologici (con + 304 operatori biologici rispetto al 2021, pari al +4,39%), con un numero di preparatori esclusivi che sembra rimanere costante rispetto al 2021 e un aumento del numero di produttori esclusivi. I dati tendenziali dell’Osservatorio di Assocertbio confermano tale trend con 6.746 (+4,36%) operatori biologici certificati in Emilia-Romagna dagli Enti aderenti all’associazione al 30/06/22. In rapporto al totale degli operatori biologici della Regione, la percentuale degli operatori certificati dai suddetti Organismi di Certificazione rimane elevata (circa il 93%).
Per quanto riguarda la superficie agricola utilizzabile condotta con il metodo biologico (SAU BIO), nel 2021 in Italia, sempre secondo i dati di SINAB*, sono stati raggiunti 2.186.570 ha (+4,4% rispetto al 2020). La Francia, la Spagna e l’Italia, in questo ordine, sono i tre Paesi con le superfici biologiche più ampie in termini assoluti e l’Italia come già da molti anni, conferma anche nel 2021 la maggiore incidenza percentuale sulla superficie agricola complessiva, valore aumentato al 17,4% dal 16,6% del 2020.
In particolare, per quanto riguarda le regioni, l’Emilia – Romagna** è al quinto posto per la SAU BIO. Il confronto fra i dati relativi a fine 2021 e i primi sei mesi del 2022 fanno registrare una crescita del +6,75%: si passa, infatti, da 186.139 ha del 2021 a 198.710 ha del 30/06/22. La SAU BIO relativa alle aziende agricole biologiche della Regione certificate dagli Organismi di Certificazione di Assocertbio rappresenta una porzione molto elevata rispetto al totale: 179.004 ha nel 2021 (circa il 96% del totale) e 192.485 ha nei primi sei mesi del 2022 (circa il 97% del totale).
*I dati sono riportati nel documento “Il Biologico nel 2021 e il futuro del settore – Anticipazioni “Bio in cifre 2022” (pubblicato a luglio 2022) realizzato da SINAB in collaborazione con ISMEA e il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (Mipaaf)
**Fonte: Regione Emilia-Romagna – Agribio (rielaborazione – a cura di Assocertbio – dei dati riportati nella pubblicazione “La produzione biologica in Emilia-Romagna”, di luglio 2022)






