Parma Alimentare vola a Tokyo al Foodex Japan

Con 77.000 visitatori professionali, è il più importante trade show food & beverage in Asia . Parma Alimentare accompagna 4 aziende: Bonicomm, Fratelli Tanzi, Rizzoli Emanuelli e Tanara Giancarlo.  L’obiettivo della missione è stringere nuove alleanze di business con gli operatori b2b giapponesi e, più in generale, del Sud Est asiatico, puntando su territorialità, tradizione e artigianalità. 

 

Dopo Dubai, Tokyo: a pochi giorni di distanza dalla conclusione di Gulfood e dall’evento “Taste of Parma”, Parma Alimentare vola in Giappone per una nuova missione business. L’occasione è rappresentata da Foodex Japan, in calendario dal 6 al 9 marzo: si tratta del più importante appuntamento trade che il continente asiatico dedica al mondo food & wine.

A confermarlo sono i numeri: nel 2017, Foodex Japan ha visto la partecipazione di 3.280 espositori, provenienti da 77 Paesi, e di 82.400 visitatori, principalmente buyer espressione del canale foodservice, della distribuzione organizzata e di importatori.

A Tokyo, Parma Alimentare accompagna quattro aziende del territorio: Azienda Agricola Coppini Arte Olearia, Rizzoli Emanuelli, Ruliano e Tanara Giancarlo.

Nonostante il 2017 sia stato un anno record per le esportazioni del made-in-Italy alimentare, con un fatturato di 41,03 miliardi di euro, in crescita del 7%, i dati Istat sul commercio estero elaborati da Coldiretti confermano quanto sia ancora circoscritto il mercato giapponese – afferma Alessandra Foppiano, executive manager di Parma Alimentare (nella foto) – Nel caso di Parma, l’export alimentare verso il Paese del Sol Levante, nei primi nove mesi del 2017, è stato pari a 23,8 milioni di euro. Rispetto al resto dell’Italia, Parma può contare su un duplice vantaggio competitivo: la capacità di fare network e soprattutto il fatto di essere la culla di molte eccellenze, tanto da collocarsi al primo posto in Italia per impatto economico delle produzioni DOP e IGP, con un valore di 1,41 miliardi di euro“.

Il consumatore giapponese è molto sensibile all’appeal delle specialità alimentari tipiche: il legame con il territorio, il rispetto di tradizioni secolari, la natura ancora artigianale di molte produzioni sono le chiavi di volta su cui il sistema alimentare parmense può costruire il suo successo in Estremo Oriente. «Da un’attenta analisi dei dati, si può notare che i due comparti che nel 2017 fatto registrare in Giappone gli incrementi più importanti sono il lattiero caseario e quello delle carni lavorate e conservate: in entrambi i casi la crescita dell’export è stata superiore al 27% – continua Alessandra Foppiano – A fare da traino sono quindi Parmigiano Reggiano DOP e il Prosciutto di Parma DOP“.

Per quest’ultima DOP, in particolare, il 2017 è stato un anno da incorniciare: il Prosciutto di Parma è stato infatti riconosciuto dal governo del Paese del Sol Levante come Indicazione Geografica, primo e unico prodotto non giapponese a ottenere questo risultato. In Giappone, il Prosciutto di Parma è presente da oltre vent’anni: si tratta del primo mercato asiatico (e del secondo extra UE, dopo gli Stati Uniti) in termini di esportazioni.

Con la spedizione a Foodex Japan, dove ha debuttato oltre 10 anni fa e a cui partecipa con continuità, Parma Alimentare punta a consolidare e ampliare il network di contatti con gli operatori business non soltanto giapponesi.

Dobbiamo ragionare in un’ottica territoriale più ampia: a Tokyo, che possiamo considerare come porta di accesso a tutto il Sud Est Asiatico, avremo infatti la possibilità di incontrare buyer provenienti da Cina, Corea del Sud, Filippine, Indonesia, Singapore, Taiwan, Thailandia e Vietnam”  conclude Alessandra Foppiano.