La rivincita dell’e-commerce

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Il lockdown come effetto del Covid-19 ha intensificato le attività di e-commerce: in quattro mesi triplicati i nuovi consumatori online in Italia. I dati in Emilia-Romagna. Le strategie utili secondo CNA e Confesercenti

di Letizia Magnani

La smaterializzazione della relazione con i clienti ha investito tutte le attività di distribuzione a causa della emergenza Covid-19. Se da consegna a domicilio a e-commerce il passo è ancora lungo, sicuramente molte resistenze sono state travolte dalla necessità.

Il confinamento forzato in casa e l’isolamento sociale per lunghi mesi come effetto delle misure di emergenza per il contenimento del Coronavirus, hanno imposto a molti di riconsiderare il tema del commercio elettronico.

La tendenza agli acquisti in rete che si è affermata via via durante la quarantena, probabilmente è destinata ad aumentare anche una volta archiviata l’emergenza coronavirus.

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I dati lo confermano: secondo le stime di Netcomm (Consorzio del Commercio Digitale Italiano), realtà nata nel 2005, che riunisce circa 400 aziende, dall’inizio della crisi sanitaria, si è registrato un salto evolutivo verso il digitale di anni: le abitudini di acquisto e i comportamenti dei consumatori italiani si sono spostati a favore dell’eCommerce, che ha garantito continuità di servizio per numerose attività e per i cittadini.

Nei primi quattro mesi del 2020 si sono contati in Italia 2 milioni di nuovi consumatori online (in tutto 29 milioni), 1,3 milioni dei quali, secondo le stime di Netcomm, attribuibili all’impatto del Covid-19 e al conseguente lockdown delle imprese.

Trend della spesa 

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Sempre a livello nazionale, in questi mesi, per le vendite online, si è registrata una vera impennata in settori già considerati emergenti: pet care (+154%), cibi freschi e confezionati (+130%), prodotti per la cura della casa (+126%) e della persona (+93%) sono i settori cresciuti di più online.

Stiamo assistendo a un’evoluzione dei modelli di consumo degli italiani. A cambiare in tempi record sono state soprattutto le modalità di spedizione e di consegna. – commenta Roberto Liscia, presidente di Netcomm (foto a lato) Acquisire le competenze tecnologiche più adeguate è la chiave per accelerare o avviare il percorso verso l’eCommerce, un settore che ha dimostrato di essere non più solo un accessorio, ma un servizio fondamentale per imprese e cittadini”.

Click&Collect, possibilità di ordinare online un prodotto e di ritirarlo in negozio da parte del cliente e Proximity commerce, che permette l’integrazione tra i grandi player del commercio elettronico e i piccoli negozianti, sono i nuovi paradigmi di consumo.

valentna pontiggia parla“Nei giorni di emergenza sono state tante le domande sugli effetti e le mutazioni che ci attendono nel mondo del commercio – aggiunge Valentina Pontiggia, direttore dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano (foto a lato) – In un momento difficile il digitale per tanti ha rappresentato l’unica (e preziosa) occasione per mantenere viva una relazione con i propri consumatori. Per altri è stato motore di crescita delle vendite. Lasciata alle spalle la crisi, l’eCommerce svolgerà un ruolo indispensabile per la ripresa del commercio e dei consumi: cercheremo una nuova normalità, sicuramente più digitale”.

In questo scenario le sfide per le aziende e le PMI non sono poche, ma altrettante sono le opportunità per trasformare e innovare il proprio business. Se ne è parlato anche in un webinar, organizzato da CNA Ravenna, che ha affrontato il ruolo degli e-commerce come driver principale della crescita della propria attività e analizza quali sono i passi corretti per capitalizzare sulla gestione della emergenza e crescere sul fronte delle soluzioni digitali per il commercio.

E-commerce nel webinar di CNA Ravenna 

Apro un e-commerce o chiudo l’azienda? Non è solo il titolo del seminario, ma un interrogativo al quale molte piccole e medie imprese dovranno dare una risposta in tempi relativamente veloci.

Questo anche il punto di vista di Nevio Salimbeni, responsabile del settore per CNA Ravenna: “I numeri dell’e-commerce sono in crescita in Italia e nel mondo, ma questo non basta a una piccola impresa per capire se si tratta di una soluzione adatta alla propria esperienza aziendale: spesso si citano solo dati generali, molto grandi, che possono apparire lontani e poco utili nei singoli settori o territori. Avvicinare l’e-commerce alle imprese, invece, è importante perché questa scelta può essere una soluzione che cambia le cose e, magari, salva l’azienda dalle difficoltà, specie oggi”.

Per questo il gruppo Imprese Digitali di CNA Unione Comunicazione e terziario avanzato di Ravenna, un gruppo formato da imprese e professionisti, ha promosso il seminario, partendo dalle motivazioni che stanno dietro alla necessità di approcciare il commercio digitale: crisi dei fatturati e necessità di trovare nuove soluzioni per non fallire.

Il seminario ha messo in campo esperienze locali e buone pratiche.

L’emergenza spinge infatti tante piccole realtà a ripensarsi.  

Nevio SalimbeniNon è un percorso che si può cominciare improvvisando – sottolinea Salimbeni – la concorrenza è elevata e la difficoltà a essere visibili sono enormi. Gli investimenti da mettere in campo sono piccoli, ma non piccolissimi. Ci sono poi altri problemi e quindi dobbiamo essere al fianco delle imprese per valutare problemi e opportunità del commercio digitale. Sono tante le ragioni che spingono le imprese verso l’e-commerce, ma sempre operando una vera analisi del prodotto e dell’organizzazione”.

Le vendite on line appena prima del lockdown in Emilia-Romagna

Stando ai dati sul Commercio digitale più recenti sul territorio regionale, diffusi dall’Ufficio Studi Confesercenti Emilia Romagna a fine febbraio 2020, proprio nei giorni precedenti il lockdown come presentazione della Vª edizione de “Il Commercio al centro” (poi annullata all’ultimo minuto per l’avvio delle misure di distanziamento sociale), su un campione di negozi della regione che utilizzano l’e-commerce, il 52% delle imprese gestisce il commercio digitale solamente attraverso il proprio sito internet, mentre il 31% lo fa anche sui marketplace. Il 16% dichiara, invece, di utilizzare esclusivamente i marketplace, in particolare Ebay e Amazon.

Più della metà degli intervistati fa e-commerce da più di cinque anni (53%) e quasi la totalità (93%) è presente sui social media con la propria attività. Facebook, in primo luogo, e Instagram sono i social più utilizzati (rispettivamente dal 91% il primo e dal 45% delle aziende il secondo). L’88% promuove l’attività sul web, attraverso i social media (66%) e campagne adword e pay per click (49%).

I maggiori benefici dalla presenza sul web sono rappresentati dall’aumento del fatturato (55% delle imprese), miglioramento dell’immagine aziendale (40%), aumento della clientela (37%). Un quarto del campione riconosce al web il pregio di contribuire a fidelizzare la clientela.

I dati positivi che emergono dall’indagine sono confermati dall’aumento del numero delle imprese del commercio al dettaglio che hanno avviato anche un’attività di e-commerce come azione secondaria: dalle 2.581 imprese del 2010, si è passati alle 4.569 nel 2019, con un aumento nel periodo del 77%.

Questi dati non attenuano la contrazione del numero delle imprese nel settore del commercio al dettaglio che hanno registrato un calo di 1.163 negozi nel 2019 (-2,6% di variazione percentuale rispetto al 2018) passando da 44.757 imprese attive a 43.594. Nel 2010, le imprese attive erano 48.406.

La situazione attuale vede una domanda molto orientata al commercio digitale, e la necessità, reale, per molti piccoli e medi imprenditori, di ripensarsi.

Il commercio digitale, questa la posizione di CNA e Confesercenti, può essere una soluzione, a patto che l’identità e il prodotto siano solidi. 

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