Costruzioni frena la ripresa

Nel primo trimestre 2018 il volume d’affari delle costruzioni frena: sale appena dello 0,3 per cento. Il rallentamento è determinato dalle piccole e medie imprese, mentre si rafforza la crescitadelle grandi imprese. Si allevia ancora la contrazione della base imprenditoriale (-720 imprese, -1,1 per cento).

Il settore costruzioni continua a mostrare segnali positivi anche se si nota un rallentamento nel primo trimestre dell’anno. La conferma arriva dai risultati dell’indagine sulla congiuntura di Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna.

Costruzioni frena il volume d’affari

Il volume d’affari a prezzi correnti delle costruzioni emiliano-romagnole è infatti aumentato appena dello 0,3 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma si tratta comunque dell’ottavo trimestre in positivo, dopo il passo falso di inizio 2017. L’andamento risente della dimensione delle imprese. Le piccole imprese da 1 a 9 dipendenti invertono in negativo la tendenza (-0,9 per cento) e le medie imprese da 10 a 49 dipendenti rallentano sensibilmente (+0,4 per cento), mentre per le grandi imprese da 50 a 500 dipendenti la tendenza positiva si è rafforzata (+3,1 per cento).

il Registro delle imprese

A fine marzo, le imprese attive nelle costruzioni sono risultate 64.859. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente si sono ridotte dell’1,1 per cento (720 in meno), ma si tratta della più contenuta flessione riferita al primo trimestre dal 2011. La riduzione è risultata più ampia nei lavori di costruzione specializzati (-450 unità, -0,9 per cento), ove si concentrano le imprese minori, e più rapida per le imprese operanti nella costruzione di edifici (-260 unità, -1,6 per cento).

La diminuzione è determinata soprattutto dalle ditte individuali (1.008 unità, -2,2 per cento), quindi dalle società di persone (-3,5 per cento, -239 unità). Queste risentono negativamente dell’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata, che determina l’aumento delle società di capitali (+4,4 per cento, 561 unità), con un ritmo mai toccato dal 2010. Anche i consorzi e le cooperative sono risultate in rapida flessione (-2,9 per cento).

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