Marco Granelli  alla guida di Confartigianato Imprese

Da anni presidente di Confartigianato Emilia-Romagna, Marco Granelli, parmense è chiamato al timone della Confederazione che rappresenta 700.000 artigiani. Al suo fianco i vice presidenti Eugenio Massetti (vicario), Domenico Massimino e Filippo Ribisi e il nuovo segretario generale Vincenzo Mamoli

Marco Granelli è stato eletto per acclamazione presidente nazionale di Confartigianato Imprese per il quadriennio 2020-2024 dall’Assemblea della Confederazione che rappresenta 700.000 artigiani, micro e piccole imprese.

Il nuovo presidente sarà affiancato dai vice presidenti Eugenio Massetti (vicario), Domenico MassiminoFilippo Ribisi. Nella squadra entra anche Vincenzo Mamoli che, a seguito delle dimissioni di Cesare Fumagalli, assume l’incarico di segretario generale.

Marco Granelli: chi è

Il presidente Granelli e il segretario generale Mamoli

Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è vice presidente vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia-Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza a Parma.

Marco Granelli, nell’indicare il programma di lavoro della sua presidenza, ha sottolineato: “Usciremo da questa crisi con uno sforzo eccezionale di responsabilità e coraggio da parte di tutti per ricostruire un modello di sviluppo economico e sociale che faccia leva sul valore espresso dagli artigiani e dalle piccole imprese che rappresentano il 98% delle aziende italiane. Confartigianato intensificherà l’impegno di rappresentanza e di servizio al fianco degli imprenditori. A chi guida il Paese sollecitiamo altrettanto impegno deciso e concreto nel costruire un contesto favorevole alle potenzialità imprenditoriali del nostro Paese, puntando su competenze, innovazione, sostenibilità, fattori indispensabili per irrobustire il tessuto produttivo e migliorarne la capacità competitiva”.

In questi mesi – ha detto ancora il presidente di Confartigianato – le micro e piccole imprese italiane hanno sofferto ma hanno anche dato una grande prova di reattività. Ora non possiamo vanificare i loro sforzi. Ci giochiamo il futuro: mai come quest’anno la manovra economica deve essere una legge di rilancio e non possiamo permetterci esitazioni nell’utilizzare le risorse europee per investire sui punti di forza del nostro sistema produttivo, vale a dire gli oltre 4 milioni di artigiani e piccole imprese del nostro Paese”.

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