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L’andamento dell’economia bolognese tra luglio e settembre 2020

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Un timido miglioramento per l’economia bolognese nel terzo trimestre. Tutti gli indicatori congiunturali del settore manifatturiero pur restando in area negativa sembrano però indicare un rallentamento della caduta. L’analisi della Camera di commercio di  Bologna
Nel terzo trimestre del 2020 l’andamento congiunturale dell’economia bolognese, che a fine giugno aveva toccato il picco negativo, sembra in timido miglioramento: tutti i principali indicatori congiunturali del settore manifatturiero, vicini al -20% a metà anno, pur restando in territorio negativo sembrano dimezzare l’intensità della flessione: dieci punti percentuali di miglioramento per produzione e fatturato, rispettivamente -9,5% e -8,0% rispetto al terzo trimestre del 2019 (erano -19,1% e -18,3% a fine giugno), calano del -6,7% (rispetto al  -15,7% di tre mesi fa) le vendite all’estero, in flessione del -7,4% gli ordinativi, con una domanda estera che si ferma al -4,7% (-16,2% in complesso e -11,3% la domanda estera nel giugno scorso).

Economia bolognese: settori 

 
Auto in fabbricaAncora in calo la metalmeccanica, che allinea però la tendenza negativa all’andamento del manifatturiero in complesso. Produzione e fatturato perdono tra l’8% e il 10%, 8,5% in meno per il mercato estero, il calo degli ordinativi si ferma al -7%.
 
Fa meglio il comparto del packaging, la cui flessione non va oltre il -4,4% della produzione; meno profonda la flessione di fatturato (-2,2%) ed ordinativi (-2,8% complessivo e -1,1% la domanda estera). Leggero segnale di fiducia dalle esportazioni, +3,1% rispetto al settembre 2019.
 
Ridotta a quasi un terzo la frenata delle costruzioni: -5,6% il volume d’affari, a fronte del -14,4% registrato tra aprile e giugno.
Nel comparto dell’artigianato, flessione che resta a due cifre per produzione, fatturato e ordinativi (-12,6%, -11,1% e -10,4% rispettivamente). Meno intenso invece il rallentamento sui mercati esteri (-5,4% per il fatturato e -6,3% per la domanda estera).
 
Risultati positivi, anche se poco al di sopra dello zero, per la cooperazione: +0,8% la produzione, +0,3% il fatturato e +0,2% gli ordini, le esportazioni ottengono un +6,0%, accompagnato dal +1,9% della domanda estera.
 
Resta in flessione l’alimentare: cali tra il -7% e il -8% per produzione, fatturato e ordinativi; -1,7% le esportazioni, -3,0% la domanda estera.
 
Ridotta ad oltre un terzo anche la flessione del volume d’affari nei servizi, con un -7,7% nei tre mesi, a fronte del -25,7% di fine giugno.
 
Flessione diminuita di oltre dieci punti percentuali per le vendite del commercio al dettaglio (-2,7% complessivo, era -13,2% tre mesi fa): -5,8% il comparto alimentare, -3,1% il non alimentare. Tiene la grande distribuzione (+1,0%). Rallentamento di poco superiore al -3% per il commercio all’ingrosso (ma -7% l’ingrosso dei prodotti alimentari).
 
Ancora importante la flessione delle attività turistiche in complesso, che perdono un quinto del volume d’affari (-19,3%, ma era -54% a fine giugno): vicino al -37% il calo del volume d’affari delle strutture ricettive, -13,5% quello della ristorazione (era -52% tre mesi fa), ridotto ad un terzo quello delle agenzie di viaggio (-69%).
 

I primi nove mesi dell’anno confermano il rallentamento dell’economia bolognese.

Nel settore manifatturiero, -13% rispetto ai primi nove mesi del 2019 per produzione e fatturato, frenato dal calo del -10,6% delle vendite all’estero, in negativo anche gli ordinativi (-11,7% in complesso, -8,5% la domanda estera). In calo il settore edile, con un -10,6% del volume d’affari. Perso il 16% del fatturato nei servizi: -8,4% per il commercio al dettaglio, dove tiene solo la grande distribuzione (+6,6%), crolla il settore turistico (-35,5% in complesso), con evidenti difficoltà per strutture ricettive (-48,3%) e ristorazione (-31,6%).
 
Quadro congiunturale
 
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