Gruppo Sicim, protagonisti oil&gas a 40 sotto zero

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Al gruppo Sicim di Busseto (Parma) una commessa in Kazahstan del valore di oltre 240 milioni di dollari per l’impianto di Karachaganak

di Thomas Foschini

Nota alle cronache per il fatto di ospitare, a oggi, l’unica piattaforma attiva terrestre per i voli aerospaziali – da qui dopo il pensionamento dello Shuttle a stelle e strisce partono i voli Soyuz diretti alla stazione internazionale – l’ex Repubblica sovietica del Kazahstan rappresenta una meta sempre più ambita per le multinazionali occidentali dell’oil&gas. Tra queste il gruppo Sicim di Busseto (Parma), leader mondiale nella progettazione e costruzione di grandi impianti per il trattamento, il trasporto e la distribuzione di idrocarburi, che si è aggiudicata un contratto del valore di 240 milioni di dollari per l’ampliamento dell’impianto di Karachaganak, nei dintorni della città di Aksai.

Tra i protagonisti dell’oil&gas  in condizioni estreme

L’area, che si trova vicino al confine russo, è ben nota per le condizioni climatiche estreme. Non di rado, durante l’inverno, le temperature scendono fino a 40 gradi sotto lo zero. Proprio per la capacità di operare in condizioni climatiche e geofisiche difficili, Sicim si è aggiudicata il contratto denominato KPC Gas Debottlenecking (KGDBN).

Sicimimpianto in Kazhstan2Qui sorge l’impianto di Karachaganak, tra i maggiori in Kazakhstan per la produzione di condensati e gas naturale. La produzione del campo risale al periodo sovietico e, solo dopo la dissoluzione dell’URSS, l’Agip (oggi ENI), in qualità di capofila di un consorzio di imprese occidentali, ne ha riattivato lo sfruttamento. Recentemente il KPO (il consorzio tra ENI al 29,25%, British Gas al 29,25%, Chevron al 18%, Lukoil al 13,5% e l’azienda di stato KazMunayGas al 10%) ha annunciato un investimento di circa 20 miliardi di dollari per il revamping tecnologico dell’impianto, il prolungamento e il potenziamento della rete.

Dopo gli ultimi interventi – eseguiti a cavallo degli anni Duemila – l’obiettivo è ora di incrementare la produzione di condensato, che viene esportato attraverso la Russia con l’oleodotto CPC fino al Mar Nero a Novorossisk, e del gas che viene inserito nella rotte dei gasdotti russi a Orenburg.

Gruppo Sicim: riconoscimento al know how 

Terra dalle enormi opportunità, il Kazahstan premia le aziende che hanno saputo internazionalizzarsi, radicando qui la propria presenza negli anni immediatamente successivi alla costituzione del nuovo Stato. Come Sicim, attiva a queste latitudini sin dal 2000, con 4.000 dipendenti e investimenti per oltre 100 milioni di dollari tra facilities e attrezzature. Con questo background di esperienza e competenza l’azienda di Busseto punta a ricoprire un ruolo importante in una serie di progetti che saranno eseguiti sull’impianto e il gasdotto tra il 2018 e il 2023.

Per portare a termine la nuova commessa, del valore di 240 milioni di dollari, Sicim dovrebbe impiegare 26 mesi, con la messa in esercizio, già a fine 2020, delle prime opere. Già ultimato un campo abitativo, dove alloggeranno gli operai, situato a circa 6 km dalla città di Aksai e a 23 km dall’impianto KPC. È anche prevista l’installazione di un’area industriale in prossimità dell’impianto con mensa, area di parcheggio e manutenzione dei mezzi d’opera.

Per caratteristiche tecniche e imponenza, questo progetto è il più grande e complesso mai realizzato da Sicim in Kazakhstan e uno dei maggiori a livello mondiale. Un valore strategico, dunque, per il Gruppo di Busseto, che va oltre l’ammontare della commessa, con l’ambizione di costituire una base ad Aksai in pianta stabile e diventare quindi uno dei fornitori di eccellenza del KPO.

La strategia di Sicim: formare risorse locali 

Uno dei sistemi più efficaci per competere a queste latitudini, spiega la dirigenza Sicim, è quella di affiancare a un ampio know how tecnologico la capacità di formare risorse locali qualificate, puntando sull’ampliamento e la diversificazione dei servizi.

Sicim impianto in Kazhstan3Diversi i fronti operativi, oltre a quello di Aksai. Ad esempio, lo sviluppo del campo offshore al nord del Caspio, denominato Kashagan e sviluppato dal Consorzio NCOC (che comprende ENI, Exxon Mobil, Shell, Total, ConocoPhillips, Inpex e KazMunayGaz); e nel campo onshore di Tengiz, sviluppato dalla società Tengizchevroil (TCO), costituita da Chevron con Exxon Mobil, KazMunayGas e LukArco). Solo in ragione di queste commesse il fatturato nel Paese potrebbe raggiungere i 200 milioni a consuntivo 2018, con un incremento medio costante superiore al 20% negli ultimi anni.

Nel suo complesso, il gruppo Sicim ha chiuso il 2017 con un fatturato di 545 milioni di euro, con un’attenzione crescente anche al tema della sostenibilità. L’azienda italiana ha infatti ricevuto il titolo di Runner up durante la convention “2018 IPLOCA Environmental Award sponsored by Shell” per l’utilizzo di fluido idraulico biodegradabile.

Per maggiori informazioni, il sito del gruppo Sicim