Annovi Reverberi: soluzioni ad hoc per agricoltura, industria e cleaning

quartier generale di Annovi Reverberi

 

Leader mondiale nella produzione e vendita di pompe ad uso agricolo e industriale e per le idropulitrici, Annovi Reverberi è presente nei cinque Continenti, sui mercati di oltre cento Paesi. Trend in costante crescita: chiuso il 2019 a 207 milioni di euro(+22%)

di Matteo Gelmini

Nel cuore dell’Emilia produttiva, tra Modena e Reggio, c’è una realtà imprenditoriale che in oltre sessant’anni di attività ha saputo ritagliarsi una posizione di leadership mondiale nel proprio settore. Annovi Reverberi, presente oggi nei cinque continenti, con ramificazioni sui singoli mercati locali nazionali di oltre cento Paesi, è una delle realtà di punta per la produzione e vendita di pompe a uso agricolo e industriale e per le idropulitrici (su tutte, quelle a marchio «AR Blue Clean»), senza contare aspiratori, pompe «garden & immersione» e soprattutto una vasta scelta di accessori personalizzati.

Annovi Reverberi è un gruppo che ha saputo crescere pur mantenendo una configurazione proprietaria “famigliare” e rimanendo, nel suo nucleo essenziale, fortemente legato al territorio di provenienza e d’appartenenza. La conferma arriva da Federica Reverberi, nipote del patron Corrado, il quale nel 1958, assieme a Umberto Annovi, fondò la società che sarebbe divenuta poi la moderna e competitiva “Corporate” di oggi.

Federica Reverberi (nipote del fondatore): in “AR” è Business Development Manager

Assieme a diversi altri componenti della sua famiglia (alla terza generazione), Federica raccoglie e porta avanti l’eredità dei due storici soci, rivitalizzando così l’esperienza personale del nonno, scomparso nel 2019. 

Ripercorriamo così le tappe che hanno delineato, nel corso del tempo, l’identità di un Gruppo le cui iniziali «AR» del logo identificano con immediatezza sui prodotti un marchio riconoscibile pressoché ovunque.

Annovi Reverberi: intervista alla giovane manager Federica 

AR” si può dire sia ancora adesso un’azienda al 100% a conduzione famigliare – spiega Federica, non ancora trentenne, all’attivo già due Master in Science of Marketing Management, un percorso di studi diviso tra l’università Bocconi di Milano e Los Angeles – La guidano mio padre e mio zio, e nel frattempo siamo subentrati, me compresa, in 5 tra fratelli e cugini, negli ultimi anni”.

Suo nonno iniziò come disegnatore tecnico alle «Officine Reggiane».
“Esattamente. Siamo a Reggio Emilia, nel dopoguerra. Fu un periodo pionieristico, di entusiasmo, foriero di idee e progetti “ispirati”. Da quella fucina uscirono vari tecnici che poi sono diventati bravi imprenditori. Fu una vera scuola di vita. Le difficoltà certo non mancarono, ma il motto che lo guidava sempre e che ci ripeteva era: Fa’ un passo indietro, tranquillizzati e poi guarda un chilometro avanti. E di strada ne ha fatta”.

Sono i figli e i nipoti di Corrado Reverberi a guidare oggi il gruppo «AR»

Nelle sue vene scorre dunque sangue reggiano.
“Il nonno era di Reggio Emilia, mio padre stesso è nato lì. Si sono trasferiti a Modena successivamente, dove poi nacque mio zio. Quella di Corrado con Umberto Annovi nacque come amicizia e poi sfociò nella creazione di quest’avventura imprenditoriale, nel momento in cui decisero di mettersi in società. Ci sono ancora oggi legami concreti con Reggio Emilia: lì ha sede infatti la «XForm Srl», società del nostro Gruppo che si occupa di engineering, soprattutto per la parte di progettazione dei prodotti del settore Cleaning. «XForm» segue anche i marchi cosiddetti “in licensing”, tra cui Black&Decker, Michelin, Bosch e altri. Sempre a Reggio opera «Proxima Srl», altra collegata, che si occupa di distribuzione”.

Il vostro fulcro decisionale e produttivo risiede invece nel Modenese.
“Il nonno Corrado e Umberto fecero partire da qui il primo importante progetto, una pompa da agricoltura che chiamarono “Urania”; quindi, nel tempo, svilupparono prima la parte Agricoltura, avviando precocemente anche l’export: non va dimenticato che parliamo degli anni ’60, perciò fu un passo coraggioso. In seguito, negli anni ’70, fecero partire e decollare la Divisione Industria, avviando una produzione di pompe a pistoni”.

Il «Progetto N°01» risale al 1959 ed era una pompa a membrana per l’impiego nei campi.
“Ancora adesso le sue “eredi” vengono utilizzate per il diserbo e i trattamenti fitosanitari, sia in bassa che in alta pressione, specie in viticoltura. Ci sono poi motopompe che realizziamo a uso più “hobbistico”, ma pur sempre di qualità professionale: non sono adatte ovviamente per macchinari di grandi dimensioni, ma comunque idonee per carriole, piccoli trainati e simili”.

Per quanto riguarda invece le pompe ad alta pressione? 
“Si tratta di quelle a elevate prestazioni, che dagli anni Settanta produciamo per utilizzi in svariati frangenti, tra cui processi industriali, impieghi in contesti «municipality», procedure antincendio, industria alimentare, settore «car-wash», pulizia tubazioni tramite «water jetting», sanificazione tramite tecnologia di nebulizzazione «misting» e altro ancora”.

Negli anni ’80, la decisione di sviluppare e lanciare sul mercato una serie di idropulitrici.

“Altra scelta rivelatasi lungimirante, anche se il boom vero e proprio avvenne circa un decennio più tardi: solo negli anni Novanta infatti si poterono raccogliere abbondantemente i frutti di quella “semina”. Il contestuale ampliamento dello stabilimento di Bomporto, opportunamente attrezzato allo scopo, costituì poi l’infrastruttura operativa ideale per fornire quella spinta anche sul mercato americano che consacrò definitivamente la centralità dell’export per l’azienda.

A proposito di mercato estero, nel 1989 fu fondata ARNA («Annovi Reverberi North America»), a Minneapolis.
“Oggi l’export rappresenta l’80% del nostro fatturato. Notevole l’intuzione di investire verso l’estero guardando ai mercati internazionali. La filiale negli Stati Uniti, di riflesso, ci permise di aumentare le vendite in tutto il Paese, tanto per l’agricoltura con le pompe a membrana, quanto per le pompe a pistoni a uso industriale, infine per le idropulitrici stesse. Il mercato americano è oggi uno dei principali dove esportiamo. Inoltre stiamo aumentando la presenza in Asia”.

Quasi in contemporanea all’approdo negli USA, facevate il vostro ingresso anche in Cina, aprendo uno stabilimento a Shanghai.
“Le idropulitrici d’alta gamma, ovvero per impieghi professionale, ancora oggi vengono assemblate a Bomporto, a dieci chilometri da Modena, mentre in Cina facciamo produrre quelle con target di utenza “do-it-yourself”, ossia per il “fai-da-te”. Questi modelli, montando al loro interno pompe di qualità e tecnologia non assimilabili — per ovvie ragioni — a quelle dei mezzi di fascia superiore, arrivano sul nostro mercato a prezzi più ridotti. Ma se consideriamo la funzione comprensibilmente più limitata che devono svolgere, quella più quotidiana e legata a lavoretti “casalinghi”, garantiscono comunque prestazioni più che soddisfacenti. Ci tengo a sottolineare che la qualità resta “italiana”: tutti i test qualitativi vengono svolti nella nostra filiale di Shanghai, che è 100% italiana, sia come proprietà che come management; la guida infatti un emiliano trapiantato in Cina, e lo stesso responsabile qualità è emiliano doc”.

Il trend di crescita nell’ultimo decennio è stato costante: dai 125 milioni di fatturato consolidato del 2011 agli oltre 200 del 2018.

“Vero. Abbiamo chiuso anche il 2019 a 207 milioni di euro. Equivale a un +22. E nonostante le difficoltà generali legate al Covid, persino il 2020 si chiude con un segno positivo: già a metà ottobre eravamo a pareggio con l’anno precedente. Inoltre la crescita che sino a un certo punto era solamente un auspicio, si è verificata concretamente. Siamo molto soddisfatti. Comunque sia, per non farci trovare impreparati a un eventuale prolungamento di questa “situazione”, incrementeremo certamente lo smart working, laddove possibile e praticabile”.

Dopo un 2020 complicato per l’economia, cosa si profila all’orizzonte?
“Durante il lockdown in primavera siamo stati costretti a chiudere per due settimane: poteva andare peggio, certo, ma anche questo momentaneo e forzato stop ha pesato, si è fatto sentire. Tuttavia possiamo ritenerci ugualmente fortunati, in quanto la domanda relativa ai nostri prodotti — essendo questi legati a lavaggio, sanificazione, igienizzazione — non si è bloccata. Le stesse pompe industriali che produciamo sono richieste da costruttori che le utilizzano per impianti di disinfezione su larga scala”.

L’idropulitrice DHS 2 in1 washer&sprayer di Annovi-Reverberi, dotata di nebulizzatore

Il Gruppo Annovi Reverberi ha diverse consociate. Come si completa una veloce panoramica?
“Le persone complessivamente impiegate in «AR», tra Italia, America e Cina, sono più di 600. Credo meriti una menzione particolare, oltre all’headquarters di Modena, la sede di Bomporto, punto di riferimento per la Divisione Cleaning e, dal 2016, anche Centro logistico. A Memphis abbiamo «Ace Pumps», specializzata nella produzione di pompe a centrifuga a uso agricolo e industriale. Sempre a Bomporto si trova «Ravel Srl», che produce motori elettrici. A Novara, «ValvolMeccanica Srl» realizza accessori quali lance e altre tipologie di oggetti professionali sempre per impiego agricolo”.

“Twin Flow” (brevetto AR), la prima idropulitricie con doppia pompa e doppio motore

Qualche numero, ora, relativamente alle tre distinte Divisioni (Agricoltura, Industria, Cleaning).
“In merito ai clienti attivi, ne contiamo più di 2.000 per l’Agricoltura, oltre 2.500 per l’Industria e più di 3.500 sul Cleaning. Quanto alle vendite, mediamente in un anno superiamo i 70mila pezzi di prodotti per l’Agricoltura e il milione e mezzo riguardo alle pompe a pistoni per l’Industria. Oltrepassiamo il milione anche nel comparto Cleaning, tra aspiratori, «water pumps» ossia pompe da giardino a uso non professionale e «sprayers». I tre rispettivi cataloghi offrono una gamma molto completa quanto ad articoli e constano ciascuno di svariate decine di codici”.

Il vostro vero punto di forza è la cosiddetta “customizzazione”.

“Personalizzare è una delle nostre parole d’ordine, uno dei valori fondamentali che ci contraddistingue. Soprattutto, uno degli elementi che ci ha differenziato fin da subito dalla concorrenza, consentendoci di raggiungere determinati numeri. Ai cataloghi “generali” si affianca tutta una consistente parte di produzione — per la quale abbiamo specificamente allestito un’ala apposita a Modena — che si occupa di “personalizzazione prodotto”. In concreto, questo significa che i codici consultabili a depliant sono in realtà solo una minima parte della produzione Annovi Reverberi: molti di più sono i prodotti creati ad hoc secondo le specifiche esigenze del cliente”.

Tutta una serie di optional e accessori che si affianca al listino prodotti.
“Completa e arricchisce ulteriormente l’ampia gamma a disposizione. L’80% del nostro fatturato è costruito sulla “customizzazione”. In alcuni casi parliamo di personalizzazioni minime, in altri — per esempio nel comparto Cleaning — le sempre maggiori richieste ci hanno condotto sulla strada del «licensing», una soluzione che consente personalizzazioni complete, al 100%, a livello di prodotto e di brand”.

Diamo uno sguardo alla vostra rete commerciale.
“All’estero vendiamo più spesso per via diretta, rapportandoci principalmente ai “costruttori”, anche se — soprattutto su determinati mercati e relativi Paesi — abbiamo in zona disponibilità e presenza di agenti. In Italia vantiamo invece una forza vendita molto più capillare, rivolta anzitutto ai rivenditori: per capirci, tutte le ferramenta e i negozi di attrezzi e macchinari agricoli, i cui rapporti gestiamo tramite rete di agenti. Un’altra parte, invece, la gestiamo direttamente “da sede”: mi riferisco alle nostre relazioni con i “costruttori”, per i quali produciamo i componenti dei macchinari che montano ad esempio i nostri vari tipi e modelli di pompe”.

Aspetto comunicazione. Oggi è centrale la capacità di far passare nel modo più efficace ciò che si rappresenta, quel che si ha da offrire e proporre. Come siete attrezzati in tal senso?
“È diventato fondamentale anche per noi riuscire a comunicare. Sempre meno questo avviene attraverso i canali “tradizionali”, ma sempre più spesso online. Se teniamo conto che la pandemia ha portato all’annullamento di tutte le grandi Fiere nazionali e internazionali di settore alle quali partecipavamo, il web si è rivelato doppiamente importante. Occorreva farsi “trovare pronti”. Accanto al sito del Gruppo, potenziare la nostra presenza tramite i social, parlando il loro linguaggio, è stato determinante. Ma forse la chiave di volta più efficace e vincente è stata quella di creare showreel video mirati per i clienti”.

Avete puntato sull’immagine, in particolare quella “in movimento”.
“Penso ai video che illustrano nuovi prodotti in uscita, concepiti in modalità interattiva, per coinvolgere il cliente. Ancora, a quelli relativi ai vari lavori d’adeguamento e ampliamento che stiamo realizzando: video sul quartiere generale che sta sorgendo a Modena, sui nuovi centro di Ricerca e Sviluppo e «Machining Center». Abbiamo acquistato un impianto per lavorazioni meccaniche di precisione, che svolgiamo internamente. Un mondo di novità che sta prendendo vita, di cui vogliamo rendere partecipe appieno la clientela e i molti partner e collaboratori, a più vario titolo”.

Tornando alle forze vendita: quanto hanno inciso, le sfide emergenti, sulle modalità di vendita più “tradizionali” con cui, specialmente in passato, l’azienda si rapportava al mercato?
“Direi che si è reso necessario svilupparci in un’ottica di «omnicanalità». La rete trade, quella classica, è ancora attiva, e rappresenta certamente un tassello imprescindibile, a cui siamo orgogliosamente legati. Al tempo stesso, però, l’online è molto cresciuto, soprattutto nel Cleaning (per le idropulitrici in particolare). Amazon, per fare un nome su tutti, è diventato per noi un cliente molto importante”.

Investimenti significativi, progetti importanti e grossi cambiamenti.
“I lavori che stiamo realizzando ci permetteranno di ricavare ulteriori spazi interni per creare un’intera area da adibire alla formazione, sia interna che esterna. E’ l’«AR Lab», un laboratorio che ospiterà, a Bomporto, non solo corsi e aggiornamenti definiamoli “ordinari”, ma anche focus-group mirati di specializzazione, pensati per tecnici, forze-vendita, neoassunti. Senza dimenticare il collegamento con il mondo della Scuola e dell’Università”.

Le novità sono pensate anche nell’ottica del “costruttore” o del cliente  finale?
“Certamente: si è pensato a loro almeno tanto quanto lo si è fatto per i nostri dipendenti, collaboratori e futuri assunti. Sempre più frequentemente, il cliente ci chiede di poter avere accesso a informazioni chiare, pronte all’uso, “cucite” su misura per sé. Dunque, anche per andare incontro a questa esigenza abbiamo voluto dar vita all’«AR Lab». L’altra parte di stabilimento di Bomporto non adibita a questo uso resterà invece a disposizione per la logistica e la produzione di idropulitrici professionali”.

Nel complesso, una riorganizzazione imponente, che apre prospettive e scenari importanti.
“Gli stessi uffici sono interessati da questa rifunzionalizzazione: tutti quelli attualmente stanziati a Bomporto verranno spostati nell’headquarters di Modena centro, dove vanno nascendo i nuovi spazi, facendo quindi posto all’«AR Lab». Non si tratta perciò solamente di un restyling stilistico, è molto di più. Da ultimo, nella sede centrale di Modena manterremo la produzione di Agricoltura e Industria, oltre a far nascere un’area Ricerca e Sviluppo e una nuova Sala Test. Si prepara un periodo avvincente, di sfide entusiasmanti e di grandi cambiamenti”.

L’arte in Annovi Reverberi: “Cavallo con Sfera” (di Mimmo Paladino)

Per scoprire di più sul gruppo Annovi Reverberi GUARDA il video di presentazione istituzionale

 

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