Con il Covid nasce @Maskerit, start up di San Mauro Pascoli, figlia del lockdown

@Maskerit

In Romagna dall’esperienza di tre aziende del settore calzaturiero è nata @Maskerit una produzione innovativa di mascherine in leoprene anti Covid

 di Sabrina Campanella

Sono tre le aziende romagnole a cui un giorno è venuto in mente, in pieno lockdown, di produrre, insieme, mascherine chirurgiche anti-Covid mettendo a frutto ognuno la propria esperienza nel settore calzaturiero d’alta qualità. Ed è grazie alla loro storia imprenditoriale, che il designer Daniele Gasperini, il tacchificio Cbr Tacstile e il ricamificio Scarpellini di San Mauro Pascoli (Fc) hanno messo a punto una mascherina senza precedenti sul mercato.

@Maskerit, figlia del lockdown 

Come e quando è nata l’idea?Sono varie le motivazioni che ci hanno convinto a metterci in gioco a seguito del Covid – spiegano i fondatori di @Maskerit – Senz’altro innanzitutto una ragione economica, ovvero la necessità di inventarsi un’opportunità differente in risposta alle preoccupanti conseguenze del lockdown, ma non solo. Con questo progetto abbiamo voluto dare un contributo concreto a supporto dell’emergenza sanitaria in atto”.

Gli ideatori

Le caratteristiche uniche delle mascherine made in Romagna

Seppur dietro le quinte, le tre aziende riunitesi nel progetto lavorano da sempre per i grandi marchi della moda. Premessa, questa, che chiarisce subito l’idea di creare delle mascherine protettive con caratteristiche estetiche senza precedenti in tempo di Covid. A fare innanzitutto la differenza è un design quasi sartoriale, oltre ad una progettazione innovativa e minimale esaltata da una colorazione decisa ed esclusiva. Un mix di elementi originali che rende la @Mskerit non solo immediatamente riconoscibile, ma anche facilmente brandizzabile.

@Maskerit, mascherina in leoprene

Anche il materiale con cui la @Maskerit è realizzata è unico, il laprene. Questo particolare tessuto non tessuto certificato, solitamente utilizzato in ambito medicale, si è rilevato perfetto in quanto atossico, anallergico, con caratteristiche filtranti e morbido al tatto. Una volta individuata la materia prima ideale, primo step il progetto, poi il prototipo realizzato con una stampante 3D e infine l’avvio della produzione delle mascherine, ottimizzando gli strumenti e i macchinari già presenti all’interno delle tre aziende fondatrici della start up. E’ nata così @Maskerit, lavabile, sterilizzabile (in acqua calda o al microonde), e dotata all’interno di un filtro doppio, monouso e facilmente sostituibile, che garantisce una traspirabilità ottimale a chi la indossa. La sicurezza è assicurata dalla possibilità di sostituire il filtro quotidianamente, pur riutilizzando la stessa mascherina, fattore che contribuisce quindi ridurre l’impatto sull’ambiente. Pur se prodotta in tre misure, @Makerit è anche regolabile.

Il Covid non si arresta e @Maskerit nemmeno

In circa due mesi dal lancio sul mercato di @Maskerit sono state vendute tramite il sito internet e le principali piattaforme di e-commerce oltre 2mila mascherine. E’ attiva anche la vendita diretta presso la Scarpellini S.r.l (in via Leopoldo Tosi, a San Mauro Pascoli). Tuttavia, i tre fondatori pensano già in grande e, da bravi terzisti quali erano fino a pochi mesi fa e quali parallelamente continuano a essere, intendono aumentare presto i volumi proponendosi come terzisti di mascherine “L’interesse da parte di grandi gruppi c’è, pur se per ora non possiamo ancora sbilanciarci – commentano i fondatoriPossiamo però già annunciare che le forniremo, ad esempio, alla squadra femminile di calcio del Cesena. Le nostre mascherine saranno indossate dalle giocatrici come dallo staff tecnico in ogni uscita ufficiale durante il prossimo campionato. Poi, tante altre opportunità già all’orizzonte alle porte di quello che, purtroppo, si preannuncia un altro inverno difficile”.

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