Marr: 15 anni in Borsa

Il gruppo Marr controllato dalla famiglia Cremonini di Modena guarda al post Covid 19 per disegnare il futuro delle forniture al mondo della ristorazione

di Stefano Catellani

La data del 15° compleanno, il 22 giugno, ha visto il gruppo Marr di Rimini al lavoro, come sempre, per garantire, nonostante il complesso scenario post lockdown da Covid 19, e fornire bar ristoranti e alberghi di tutto quel che serve per rendere eccellente l’area food.

La giornata però era comunque speciale.

Nel giugno 2005 Marr era ancora piccola, anche se le prospettive di sviluppo, acquisizione, in Italia e all’estero, apparivano più che evidenti.

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In 15 anni Marr ha raddoppiato la sua market share

Il positivo andamento della performance operativa di MARR dalla quotazione, si è riflesso sull’andamento del titolo che è passato dai 6,6 euro dell’IPO a circa 20 euro a fine 2019 con un rendimento totale effettivo arricchito da significativi dividendi (circa il 4% annuo di dividend yield) a fronte di un mercato (FTSE MIB) che nello stesso periodo ha registrato una flessione del 27%.

I risultati di questi 15 anni, sottolineano l’a.d. Francesco Ospitali e il presidente Ugo Ravanelli, che alla data della quotazione rivestiva il ruolo di amministratore delegato della società, sono stati ottenuti attraverso un impegno costante e determinato da parte di tutta l’organizzazione, donne e uomini, della società; una risorsa che, attraverso la propria competenza e specializzazione, è in grado di garantire la continuità della performance e della crescita.

Il particolare momento storico attuale che, a causa della pandemia ha significativamente colpito le attività della ristorazione e del turismo, trova Marr preparata a rispondere alle esigenze del proprio mercato di riferimento, come ha sempre fatto dalla sua nascita oltre 45 anni fa e come ha dimostrato di saper fare negli ultimi 15 anni.

Il 2020 sarà certamente un anno difficile, con riflessi sull’andamento del titolo, ma i risultati che la società emiliano romagnola sta registrando nelle ultime settimane sono confortanti e confermano il graduale trend di riallineamento. I positivi risultati conseguiti anche nel recente passato sono una conferma della capacità di Marr di superare le difficoltà e questo anniversario è certamente uno stimolo per continuare a migliorare anche attraverso nuovi paradigmi che vedono centrali la digitalizzazione e la sostenibilità.

Ugo Ravanelli e Francesco Ospitali, presidente e a.d. Marr

Attraverso un’organizzazione composta di oltre 850 addetti commerciali, il gruppo Marr serve oltre 45.000 clienti (principalmente ristoranti, hotel, pizzerie, villaggi turistici, mense aziendali), con un’offerta che include oltre 15.000 prodotti alimentari, tra cui pesce, carne, alimentari vari, ortofrutta.

La società riminese opera su tutto il territorio nazionale attraverso una rete logistico-distributiva costituita da 35 centri di distribuzione, 5 cash&carry, 4 agenti con deposito e si avvale di oltre 750 automezzi.

Marr ha realizzato nel 2019 ricavi totali consolidati per 1.695,8 milioni di euro, un ebitda consolidato di 128,5 milioni ed un utile di gruppo di 66,6 milioni. Il peso della pandemia da Covid 19, come prevedibile, si sente.

Marr ha chiuso il primo semestre dell’anno con ricavi in flessione

Dopo un inizio d’anno molto positivo, i consumi legati alla ristorazione ed al turismo si sono quasi completamente bloccati per oltre tre mesi, ma con positivi segnali di ripresa nei mesi estivi.

Il primo semestre 2020, dopo un lungo periodo di blocco delle attività nell’ambito della ristorazione extradomestica, si chiude con il mese di giugno caratterizzato da un positivo recupero della domanda. Anche il mese di luglio conferma il progressivo ritorno alla normalità.

Le vendite dei canali di riferimento (Street Market e National Account) rendono evidente lo stato di salute del mercato. A fronte di un primo semestre in cui si è registrata una flessione media dei ricavi vicina al 50% rispetto al pari periodo dell’anno precedente, gli ultimi singoli tre mesi hanno presentato un trend degno di essere approfondito. In particolare, la flessione in maggio è stata del 75%, in giugno del 46% ed in luglio del “solo” 28%. Si tratta di un trend che tiene conto sia delle riaperture di alberghi e ristoranti, ma anche della capacità di MARR di continuare a sovraperformare il mercato.

Ad oggi, oltre l’85% dei clienti di Marr, quindi ben oltre i livelli nazionali riportati da fonti recenti, ha ripreso in modo sostenuto la propria attività con consumi vicini al 90% del proprio singolo storico. Questi dati, riferiti all’intero territorio nazionale, presentano alcune disomogeneità sia a livello territoriale (ad oggi continua ad essere migliore e più significativa la ripresa nelle località montane e balneari rispetto a quella, più lenta e sofferta, nelle città d’arte a causa della diversa provenienza dei turisti rispetto al passato) che a livello di segmento. Infatti si rileva una più alta riapertura nell’ambito dei Clienti Ristoranti (circa il 90%) rispetto ai Clienti Alberghi (oltre il 75%) con analoga disomogeneità anche nei consumi rispetto allo storico.

Il risultato, provvisorio gestionale, dei ricavi totali del mese di luglio si posiziona a oltre 135 milioni (73% del pari periodo 2019).

La famiglia modenese Cremonini al vertice del gruppo che controlla la Marr

La semestrale

I ricavi totali del primo semestre sono stati pari a 447,1 milioni e rispetto ai 793,0 milioni del 2019. Conseguentemente l’Ebitda del primo semestre è stato di 0,5 milioni e, in rapporto ai 56,3 milioni del 2019, ha risentito della riduzione dei ricavi e della marginalità che in parte è stata mitigata dagli interventi sui costi fissi operativi, attuati senza far venire meno la vicinanza al cliente e senza pregiudicare le opportunità di riapertura delle attività del foodservice. Tra le misure implementate, quelle che hanno interessato parte del personale hanno riguardato l’attento impiego dei vari strumenti giuslavoristici disponibili con conseguente contenimento del costo del lavoro. Il risultato netto di periodo è stato di -14,0 milioni (con un EPS di -0,21 euro) e si confronta con i 27,8 milioni del primo semestre 2019.

Ma c’è di più. Integrazione di SìFrutta

La nuova linea di prodotti appositamente predisposta per favorire le attività di food delivery e take-away è stata accompagnata da una risposta molto positiva da parte del mercato della ristorazione; analoga positività è rilevata nell’area dei prodotti freschi quali ittici ed ortofrutticoli con la concretizzazione, in ambito di questi ultimi, dei benefici derivanti dalla acquisizione ed integrazione di SìFrutta.

L’operazione completata in marzo. Marr ha acquistato il 60% delle azioni di SìFrutta S.r.l. dalle società Sì Frutta S.r.l. e Vitali e Bagnoli Multiservice S.r.l. ad un prezzo complessivo di 0, 8 milioni. SìFrutta può puntare a crescere perché si è specializzata nel rifornire alberghi, ristoranti, mense e il catering degli eventi con frutta e verdura locale, esotica, IV gamma, erbe aromatiche e fiori eduli.

Nonostante la situazione d’incertezza l’azienda ha fiducia e apre una nuova sede a Rimini che affianca quella storica di Cervia di SìFrutta aperta da vent’anni.

A fine aprile l’assemblea degli azionisti aveva approvato il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2019 e deliberato di sospendere la distribuzione dei dividendi 2019 e di accantonare a riserva straordinaria l’utile dell’esercizio.

Tutto questo porta il management Marr a confermare che lo scenario già ipotizzato: una ripresa dal terzo trimestre, e quindi nel periodo più importante per le attività turistiche nel nostro Paese, il rafforzamento della ripresa dei consumi con la possibilità di ravvicinare ulteriormente i risultati di periodo a quelli caratteristici degli anni precedenti. Analogamente è lecito attendersi il progressivo riallineamento con i valori storici già dalla prima parte del 2021, con la piena possibilità di comparazione già nella seconda parte del prossimo anno.

Tutti gli elementi a nostra disposizione confermano infatti che non vi sono ostacoli strutturali alla possibilità che i consumi alimentari extradomestici tornino a rappresentare nel medio periodo un terzo dei consumi alimentari totali in Italia.

I segnali più recenti confermano inoltre che il mercato delle forniture è pronto ad accettare una selezione a beneficio delle realtà più strutturate e favorendo l’ulteriore naturale consolidamento anche attraverso attività di aggregazione; opportunità che Marr intende cogliere pienamente.

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