Iconsulting: le persone sono il motore del cambiamento

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Cristina Cricca di Iconsulting spiega che “In un ambito incentrato su sviluppo tecnologico e analisi dei dati, le persone sono il vero valore aggiunto”. La formazione continua è elemento chiave per stare al passo con i cambiamenti

di Giorgia Chicarella

Cristina Cricca, alle spalle oltre 20 anni di esperienza nell’area Recruiting di McKinsey, dal 2021 è entrata nel team di Iconsulting in qualità di People Operations Director. Laureata in Lettere Classiche con una specializzazione in greco antico all’Università Statale di Milano, ha avviato la sua carriera nel 1996 in Andersen Consulting, ora Accenture, seguendo sin da subito la sua passione per il mondo People.
Durante la sua ventennale esperienza in McKinsey, si è occupata anche di orientamento professionale, coaching e mentoring sia all’interno dell’azienda che in collaborazione con i più importanti atenei nazionali e associazioni no profit. Dal 2015 è stata promotrice e sostenitrice della valorizzazione della Diversity & Inclusion all’interno di McKinsey, realizzando iniziative oggi modello per l’azienda a livello globale.

Iconsulting orientata al futuro con forze giovani

Il suo ingresso in Iconsulting, data driven transformation company, con sede a Bologna, Milano, Roma e Londra, rimarca la vision dell’azienda, fortemente orientata al futuro a cominciare dalle persone che vivono questa realtà: 300 dipendenti, con un’età media di 31 anni, e una percentuale femminile pari al 30% sulla popolazione aziendale.

Il mio obiettivo – spiega Cristina Criccaè operare per creare un ambiente di lavoro ancora più performante, equo e inclusivo. Al contempo, intendiamo valorizzare ulteriormente il talento, le capacità e le esperienze di tutte le persone che ogni giorno vivono questa realtà italiana profondamente innovativa. Iconsulting è infatti specializzata in design e delivery di soluzioni, metodologie, algoritmi e tecnologie capaci di trasformare e potenziare le aziende clienti valorizzando il principale e più abbondante asset del mercato odierno: i dati”.

Quali i principali obiettivi di un’impresa di successo welfare aziendale?

La soddisfazione e la felicità dei propri collaboratori non dipendono solo da aspetti finanziari, benefit e servizi aggiuntivi, che seppur importanti non esauriscono l’ecosistema dell’ambiente di lavoro. Bisogna tener in considerazione anche e soprattutto le iniziative volte a mettere al centro dell’organizzazione aziendale l’individuo, e quindi il benessere della persona inserita all’interno di una collettività. Ecco perché quando si parla di welfare e wellbeing, il passaggio fondamentale è comprendere quali siano le effettive esigenze di ogni professionista dell’impresa, ascoltare attivamente i propri dipendenti attuando comportamenti e azioni che consentano loro di stare bene. In ogni azienda di successo sono le persone a fare la differenza: i risultati si raggiungono se le risorse sono parte di una realtà nella quale si riconoscono, ne condividono valori e purpose. Così è possibile lavorare insieme per un obiettivo comune”.

E’ un obiettivo comune che va oltre il business.
Sono convinta che ogni generazione debba operare per lasciare a quella successiva un mondo migliore, oggi più che mai è una priorità. Anche le imprese svolgono un ruolo strategico proprio dal punto di vista dello sviluppo e della crescita sostenibile. L’attenzione a queste tematiche deve essere prestata in primis da realtà come la nostra che opera nel campo dell’IT, tra digitale e dati, i motori della trasformazione radicale che stiamo vivendo con effetti importanti sull’economia e sulla società. Per questo motivo, l’obiettivo di sviluppo sostenibile è strettamente connesso alla nostra value proposition. Iconsulting si è da sempre impegnata a mettere in atto una serie di azioni volte a creare valore all’interno e all’esterno della nostra realtà, con interventi mirati che possano avere un impatto positivo sulla comunità e sul territorio. Non è un caso che le nuove generazioni quando valutano una proposta di lavoro tengano in forte considerazione anche come un’azienda si pone nei confronti dell’ecosistema in cui viviamo: dal rispetto dell’ambiente all’innovazione sostenibile che genera benessere per il singolo e la collettività, dal tema della diversity a quello dell’inclusione sociale”.

In questo scenario, qual è il ruolo della Direzione Risorse Umane?

Oggi, molto di più di prima, il dipartimento HR è un partner strategico del top management: insieme devono collaborare per lo sviluppo e la valorizzazione delle risorse umane. Un aspetto quest’ultimo valido soprattutto nell’ambito della consulenza dove sono proprio le persone a fare la differenza. Il concetto di gioco di squadra e di partecipazione attiva per il raggiungimento di uno scopo comune è trasversale a tutti i dipartimenti aziendali. Ognuno mette in campo abilità, competenze, idee, ed è grazie alla loro connessione che si disegna il futuro”.

In un mondo dove dati e tecnologia sono decisivi, le persone sono il più grande fattore di cambiamento, perché?

conversazione in azienda
Siamo noi a produrre il cambiamento, le tecnologie sono solo strumenti al nostro servizio. Sebbene queste ultime siano fondamentali perché ci supportano sia nel lavoro sia nella nostra quotidianità, non sostituiranno mai il vero valore della persona che ne determina utilizzi e scopi. Il progresso non si può arrestare, va gestito in modo intelligente. È un processo che deve sempre essere accompagnato da una rilevante trasformazione culturale, che richiede skill come flessibilità, velocità, analisi, razionalizzazione ma anche creatività. Il ruolo delle Risorse Umane è proprio di ascoltare e di comprendere le differenti esigenze degli individui per accompagnarli lungo questo percorso di crescita all’interno dell’azienda”.

Quanto sono importanti oggi i concetti di Reskilling e Upskilling?
La formazione continua è un elemento chiave che ci consente di stare al passo con i cambiamenti, oggi sempre più veloci. Il nostro obiettivo è essere promotori di questa trasformazione, accompagnando i clienti verso la scelta della miglior soluzione possibile rispetto alle proprie esigenze. Proprio per tale ragione dobbiamo promuovere l’aggiornamento delle nostre competenze. La collaborazione tra i diversi dipartimenti è fondamentale per predisporre percorsi di formazione ad alto valore aggiunto, in particolare quando i destinatari sono i profili tecnici”.

Come declinate questi principi in Iconsulting?

Lavoriamo in stretta sinergia con i colleghi del Delivery Department, ovvero i responsabili dei diversi progetti, poiché per loro viene definita una formazione più verticale. Questi professionisti devono infatti essere costantemente aggiornati su tutti gli strumenti e tool all’avanguardia presenti a livello non solo nazionale ma anche globale per rispondere alle diverse e nuove esigenze del mercato. Tuttavia, in società come la nostra – specializzata nel campo IT – le Risorse Umane devono anche elaborare percorsi per la formazione trasversale. Management, comunicazione, relazione con il cliente e lavoro di gruppo: queste le competenze che consentono a tutti i dipendenti di avere una visione ampia e strategica oltre alla capacità di comunicare in modo chiaro e effettivo”.

Formazione verticale e orizzontale, dunque sono complementari.

Devono essere parallelamente promosse. Credo inoltre che il dialogo tra figure senior e junior sia fondamentale. Un elemento che viene tenuto in considerazione nella creazione dei team, specialmente nella consulenza, dove profili con più esperienza affiancano le nuove risorse, fornendo loro la possibilità di arricchirsi vicendevolmente. È grazie a tali relazioni che si possono creare delle realtà innovative e di successo. Questo, però, è un periodo storico particolare in cui il remote working ha limitato le interazioni di persona, ma è stata la tecnologia, ancora una volta, a permetterci di rimanere connessi e di interagire nonostante la distanza”. 

Perché Diversity & Inclusion sono vincenti?
La diversità è un altro elemento strategico. Alcuni studi dimostrano che quando all’interno dei team di lavoro ci sono persone di genere diversi, con esperienze, età, orientamenti differenti, le performance aziendali crescono fino al 20% in più rispetto alle realtà dove sono presenti gruppi di lavoro più omogenei. Le Risorse Umane anche in questo caso giocano un ruolo determinante per sviluppare un ambiente concretamente inclusivo e meritocratico. Un tema di primaria importanza perché quando una persona si sente libera di poter esprimere sé stessa si riflette anche all’interno del clima aziendale che diventa collaborativo e trasparente. È dunque tutto l’ambiente di lavoro a trarne beneficio arrivando a influenzare non solo i risultati aziendali, ma anche il benessere delle persone”.

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