Contratti di lavoro a Reggio Emilia: in calo le previsioni per fine anno

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In tre mesi, 10.490 contratti di lavoro. Il 2019 chiude rallentando. Dati del sistema Excelsior analizzati dalla Camera di commercio di Reggio Emilia 

di Matteo Ruozzi

Rallenta la domanda di lavoro delle imprese reggiane negli ultimi due mesi dell’anno, ma dovrebbe riprendere, anche se in misura minore rispetto a gennaio 2019, all’inizio del 2020.

Questi, in sintesi, i risultati dell’ultima indagine Excelsior analizzati dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia.

Saranno infatti 10.490 i contratti di lavoro che le aziende reggiane dell’industria e dei servizi intendono attivare nel trimestre novembre 2019-gennaio 2020, circa 2.500 in meno rispetto allo stesso periodo di un anno fa.

opportunità di lavoro in provincia di reggio emilia

Pesano le incertezze del quadro internazionale

A pesare sulle decisioni delle imprese è la crescente incertezza del quadro internazionale, la frenata, anche al livello locale, della produzione manifatturiera, la decelerazione dell’industria tedesca oltre alla minor crescita delle principali economie asiatiche, possono sicuramente aver pesato sulle decisioni degli imprenditori reggiani.

La quota più contenuta – poco più di 2.000 entrate, pari ad un quinto dei rapporti di lavoro del trimestre – dovrebbe riguardare il mese di dicembre, mentre a gennaio 2020 i contratti previsti dovrebbero essere circa 5.500.

Fissando l’attenzione al mese corrente, le entrate previste dovrebbero essere poco più di 3.000 e dovrebbero concentrarsi, per il 61%, nel settore dei servizi, con una prevalenza dei servizi alle imprese (670 entrate), come i servizi di trasporto e logistica o quelli avanzati di supporto alle imprese; a seguire, la filiera turistica (servizi turistici, alloggio e ristorazione) con 540 ingressi, il commercio (350) e i servizi rivolti alla persona (290).

Nel settore industriale i contratti previsti saranno 1.160 e a trainare la domanda di lavoro dovrebbero essere i comparti della meccanica ed elettroniche (330 unità) seguiti dalle industrie metallurgiche (240) e da quelle della filiera alimentare-bevande (120).

Quasi due terzi dei 3.010 nuovi ingressi dovrebbe essere destinato alle imprese di piccola dimensione, ovvero fino a 49 dipendenti; nel 37% dei casi le entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 63% saranno a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita).

Le imprese continuano a non trovare profili adeguati

Permangono le difficoltà da parte delle aziende reggiane nel reperire le figure professionali richieste: il 39% delle entrate previste risulta, infatti, non facile da trovare. Operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche, operatori dell’assistenza sociale, in istituzioni o domiciliari e conduttori di mezzi di trasporto sono le professioni più difficili da reperire, con percentuali superiori al 50% se non addirittura al 60%.

le professioni più difficili da reperire nel mese

Il bollettino con le analisi e le informazioni di dettaglio è scaricabile integralmente dal sito https://excelsior.unioncamere.net/

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