Il corretto battito del cuore lo misura J.E.M. Tech

Con una innovativa tecnologia di imaging cardiaco, J.E.M. Tech, start up creata dai dottorandi delle Università di Parma e Verona, ha vinto il premio speciale EIT Health InnoStars. Grazie a questo riconoscimento, potrà partecipare al primo bootcamp degli InnoStars Awards 2021, un programma di incubazione d’impresa internazionale

di Rossella Pressi

“Oggi pensiamo di mandare l’uomo su Marte ma, sempre oggi, quando un uomo esce dalla sala operatoria dopo un intervento, non sa con certezza se il suo cuore batte nella maniera giusta perché durante un’operazione così definita “a cuore aperto”, non ci sono tecniche di imaging che forniscano parametri quantitativi della sua funzionalità meccanica”. Chi parla è Giacomo Rozzi, ceo di J.E.M. Tech, la start up delle Università di Parma e Verona,  che con una innovativa tecnologia di imaging cardiaco, ha vinto il premio speciale EIT Health InnoStars (la KIC-Salute dell’European Institute of Technology and Innovation, il più grande consorzio europeo a favore dell’innovazione e dell’educazione) al PNI 2020 a Bologna. 

Ma qual è, per un cuore, il modo giusto di battere? Questo si è chiesto il team di J.E.M. Tech.

La tecnologia di J.E.M. Tech

Quello che noi diciamo oggi – spiega Giacomo Rozziè che un cuore “batte bene” se ha una buona “funzionalità cinetica”. Ma non esistono unità di misura oggettive che dicano quanto il cuore batta bene, se dopo l’intervento batte meglio di prima o se a lungo termine, quel battito, può creare dei problemi”. Ecco il punto di partenza che ha portato il team composto anche da Francesco Paolo Lo Muzio (R&D Chief), Enrico La Rosa (CFO), Francesco Barresi (CTO), Francesco Fontana (CMO) e Mattia Fontana (Software developer), a studiare una innovativa tecnologia di imaging cardiaco per la valutazione della funzionalità meccanica del cuore in sala operatoria.

Il render del prototipo ed il prototipo sono realizzati da Imold S.R.L

Nella pratica – spiega ancora Rozzi –, quello che facciamo è registrare con una telecamera 3D che si chiama Videocardiografo (VCG) posta sopra al cuore del paziente, il battito dell’organo, con l’obiettivo di creare un modello possa servire da termine di paragone per tutte le misurazioni future. Al momento lavoriamo all’interno della sala operatoria dell’ospedale Borgotrento di Verona ma il progetto è di poter essere anche altrove perché, ovviamente, più misurazioni riusciamo a fare, più l’unità di misura o di confronto, che riusciremo a mettere a punto, sarà vicina alla realtà e utile”.

Grazie al premio, prospettiva europea

J.E.M. Tech, fondata da dottorandi delle università di Parma e Verona, avrà la possibilità di partecipare al primo bootcamp degli InnoStars Awards 2021, un programma di incubazione d’impresa dedicato ai team provenienti da Italia, Portogallo, Polonia e Ungheria.

Il futuro

Al momento, le possibilità cliniche di questa tecnologia vanno dal confronto con il preoperatorio al confronto di cuori operati con cuori sani ma il team guarda al futuro. Ancora Rozzi: “Le patologie cardiovascolari sono oggi una delle principali cause di mortalità e si prevede che in futuro siano sempre di più le persone che avranno bisogno di cuori sani. Una richiesta che sarà, con tutta probabilità, superiore alla disponibilità di organi. Tra 10/15 anni grazie alle stampanti 3D potremo forse avere cuori creati con cellule cardiache e la nostra tecnologia, per allora, potrà essere in grado di “certificare la funzionalità meccanica cardiaca” degli organi stampati per garantirne l’affidabilità. Questo è l’orizzonte nel quale ci stiamo muovendo”. 

Il team di Jem Tech. Da sinistra: Francesco Paolo Lo Muzio (R&D Chief), Enrico La Rosa (CFO), Francesco Barresi (CTO), Giacomo Rozzi (CEO), Francesco Fontana (CMO), Mattia Fontana (Software developer).
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