Bankitalia vede la ripresa dell’Emilia-Romagna, ma anche incertezze

sede banca italia bologna

 

L’aggiornamento congiunturale evidenzia la ripresa dell’Emilia-Romagna. La crescita dovrebbe proseguire fino all’inzio del 2022: restano incognite sull’andamento della pandemia e la penuria di materie prime

Nel primo semestre dell’anno è migliorato nettamente il quadro dell’economia in Emilia-Romagna. Lo conferma la Banca d’Italia nel suo ultimo sondaggio congiunturale, anticipando che anche le aspettative per i mesi finali dell’anno e gli inizi del 2022 appaiono “favorevoli”, sostenute dalle prospettive della domanda e dall’attuazione del Pnrr. I rischi al ribasso, considera Bankitalia, sono legati soprattutto al permanere delle tensioni nell’approvvigionamento di materie prime e di input intermedi, e inoltre, tuttora, “rimangono inoltre rilevanti le incertezze relative agli sviluppi della pandemia”.

La ripresa dell’Emilia-Romagna è a buon punto.

Nella primavera 2021, nell’ambito di un trend che è proseguito anche in estate, è stata quasi del tutto recuperata la flessione del 2020, dovuta all’emergenza sanitaria, anche se non manca qualche eccezione (moda). L’indicatore trimestrale dell’economia regionale (Iter), elaborato dalla Banca d’Italia e il cui andamento è in linea con la dinamica del PIL, mostra un lieve aumento tendenziale nel primo trimestre (0,6%) ma soprattutto una crescita robusta nei mesi primaverili (20,5%), favorita “dall’accelerazione della campagna di vaccinazione e dal graduale allentamento delle restrizioni”, per un aumento che alla fine risulta leggermente superiore a quello medio nazionale. In tutto questo è calato il ricorso alla Cig e ai fondi di solidarietà: l’occupazione è scesa nel primo trimestre per poi risalire nel secondo, pur rimanendo inferiore ai livelli del 2019. Nel settore privato non agricolo le posizioni dipendenti create sono state quasi solo a tempo determinato, mentre al calare delle restrizioni anti-Covid si avverte una ripresa dei consumi delle famiglie.

banca italia export e fatturato

Il settore industriale, come spiegano Maurizio Rocca, direttore della sede di Bologna della Banca d’Italia, e Marco Gallo, a capo della divisione Analisi e Ricerca Economica Territoriale, in Emilia-Romagna è cresciuto con “una dinamica positiva che ha interessato tutti i comparti e tutte le classi dimensionali di impresa”. I dati di Unioncamere Emilia-Romagna segnalano un aumento della produzione, in grado dunque di recuperare rispetto all’impatto della pandemia. Il trend prosegue anche nel periodo estivo: guardando ai primi nove mesi dell’anno, il fatturato è infatti aumentato per il 75% delle imprese intervistate, mentre si è ridotto per una quota inferiore al 10%. Tirano anche gli investimenti: quasi il 50% degli intervistati ha confermato “la crescita” programmata all’inizio di quest’anno, mentre un 30% ha invece rivisto al rialzo i piani d’accumulo inizialmente formulati. La manifattura viene sostenuta sia dalla domanda interna sia da quella estera: nel primo semestre le esportazioni sono aumentate del 24,4%, con vendite che hanno superato di 6,6 punti quelle dello stesso periodo del 2019.

La ripresa e i settori economici

Il recupero ha riguardato tutti i comparti con la sola eccezione, precisa Bankitalia, del sistema moda.  Le costruzioni stanno meglio: nel primo semestre il fatturato è aumentato del 6,2%, e anche in questo caso nei mesi primaverili sono stati recuperati i livelli di un paio d’anni fa. Del resto, a fine settembre erano stati avviati in regione 3.500 interventi legati al Superbonus per un totale di 618 milioni di euro, pari all’8% del totale nazionale. I servizi, più colpiti dalle restrizioni, si sono risvegliati a loro volta in primavera, al calare delle misure anti-Covid. Nel commercio il valore delle vendite al dettaglio, aumentato del 5% nei primi sei mesi, ha recuperato quasi integralmente i livelli del 2019 nel secondo trimestre.

banca italia settori

Le presenze turistiche nei primi otto mesi dell’anno, aumentate di oltre un terzo rispetto al 2020, sono rimaste inferiori ai livelli precedenti alla pandemia di piu` di un quarto. Pure nel comparto dei trasporti stradali e marittimi di merci l’attività si è riportata sui livelli del 2019, mentre invece, nota Bankitalia, non è ancora decollato il traffico aereo. Ancora sui sondaggi, il 79% delle imprese intervistate dalla Banca d’Italia nel report regionale prevede di chiudere l’esercizio 2021 in utile, per un valore superiore 25 punti rispetto a quello dello scorso anno e più alto di quello del 2019.

mercato lavoro

La liquidità del settore produttivo, già su livelli storicamente elevati, è di nuovo aumentata grazie all’autofinanziamento.

I prestiti bancari sono cresciuti del 2,9%, in forte rallentamento rispetto alla fine del 2020 per via della “minore domanda di finanziamenti assistiti dalle garanzie statali”, ricorda Bankitalia. La ripresa dei consumi e l’aumento delle compravendite di immobili hanno favorito in questo quadro un’accelerazione dei prestiti alle famiglie, sia nella componente del credito al consumo (4% a giugno 2021, contro lo 0,8 a dicembre 2020) sia in quella dei mutui per l’acquisto di abitazioni (5,2 e 2,9%, rispettivamente, negli stessi periodi). La propensione al risparmio è rimasta alta in Emilia-Romagna. (Lud/ Dire) 

FONTE 

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