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Fiera Bologna. Bilancio è da record, inizia l’era dei dividendi


Operazione fiera Bologna senza impatto su investimenti e dopo perdite azzerate

La Fiera di Bologna chiude il 2018 con il miglior bilancio della sua storia e, azzerate le perdite pregresse, il cda proporrà all’assemblea dei soci la distribuzione di un dividendo: un tesoretto di 1,280 milioni di euro che garantiranno, per esempio, al Comune di Bologna, primo azionista dell’expo un assegno da 188.000 euro circa. Un viatico per la Borsa? Il presidente Gianpiero Calzolari prudente. La distribuzione del dividendo è “un messaggio all’interno e all’esterno. Con i soci decideremo come sviluppare questo tema. È comunque la prova che la società è in grado di remunerare gli investimenti e fare fronte agli impegni”. In realtà, non è la prima volta che la società stacca una cedola (era già accaduto meno di dieci anni fa), ma è la prima volta che annuncia di volerlo fare in maniera strutturale. Insomma, non sarà una ‘una tantum’, ma il dividendo arriverà anche il prossimo anno. “Credo che una società, pubblica o privata che sia, debba distribuire un dividendo, certo non a discapito di nessuno. Questa operazione non avrà impatti sul piano di investimenti nè sul personale. L’anno prossimo non avremo perdite pregresse, quindi i dividendi potrebbero anche aumentare”, assicura il presidente.

La Fiera di Bologna: il 2018

La Fiera di Bologna: 2018 miglior bilancio della sua storia

Del resto, il fatturato ha raggiunto i 170,8 milioni (+35%), il margine operativo lordo si attesta a 36,5 milioni (+46,6%) e l’utile netto cresce del 22,5% a 10,9 milioni. Una performance, quella della Fiera nel 2018, migliore del previsto, con incassi che superano abbondantemente i ricavi del 2016 (quando le manifestazioni in calendario erano le stese) che ammontavano a 132,4 milioni di euro. La crescita del fatturato è stata generata grazie al contributo delle società del gruppo (per circa 15 milioni di euro) e al consolidamento di alcune acquisizioni (il gruppo GiPlanet e Healt and Beauty) che valgono altri 30 milioni di euro.

Fiera di Bologna: il fatturato all’estero

Il 25% del fatturato viene realizzato all’estero, grazie ad una trentina di eventi (per lo più legati a Cosmoprof, ma non solo) in Russia, Asia, Nord America ed Europa). Il margine operativo lordo a 35,6 milioni aumenta del 46,6% rispetto al 2017 (+71,1% sui 21,2 milioni del 2016) con un’incidenza sui ricavi del 21,3%. L’utile netto prosegue la sua progressione: dopo la perdita di 7 milioni messa a bilancio nel 2015 per ‘ripulirlo’ da tutte le pendenze negative, l’utile netto è passato dai 4,8 milioni del 2016 agli 8,9 milioni del 2017, fino ai 10,9 milioni dell’anno scorso. Bene anche la posizione finanziaria netta: l’indebitamento dell’expo a fine anno ammontava a 39,3 milioni, con ampi margine di crescita a sostegno del piano di investimenti da 138 milioni per il revamping del quartiere, per il quale la Fiera ha già chiesto un mutuo da 75 milioni. Numeri che hanno reso possibile anticipare di un paio di bilanci la distribuzione del dividendo, inizialmente programmata per il 2020. “Abbiamo fatto un salto dimensionale importante. La marginalità cresce. Anche la capogruppo fa un risultato positivo. Siamo fuori dal guado e la Fiera torna a essere un asset per lo sviluppo economico della città, che subisce qualche disagio in occasioni delle manifestazioni più grandi, ma riceve anche benefici in termini economici”, rivendica Calzolari. In arrivo, peraltro, da oggi al 2022 ci sono circa 100.000 metri quadrati in più di nuove manifestazioni. “Un segnale importante”, sottolinea il direttore generale Antonio Bruzzone. “Si tratta di fiere che si facevano altrove. Negli anni abbiamo subito numerose perdite (dal Saie2 a Lineapelle, ndr): oggi, grazie anche a un quartiere in fase di rinnovamento, siamo in una fase inversa. Ma aprire 100.000 metri quadrati di nuove iniziative è un’impresa titanica”, evidenzia il presidente. A breve inizierà la selezione delle ditte che si dovranno occupare della realizzazione del nuovo padiglione 37 (nell’ex area 48), una struttura da 25.000 metri quadrati da costruire entro il 2020 dotata di tetto apribile, ulteriore passo nel progetto di riqualificazione del polo fieristico bolognese che prevede anche il ripensamento degli ingressi di piazza Costituzione e Michelino e un nuovo padiglione a Nord della ferrovia per arrivare entro il 2024 ai 140.000 metri quadrati di superficie espositiva netta chiesti da Eima. E se sulla Borsa il presidente non si sbilancia, non chiude ad un possibile aumento di capitale. “Perché no se serve come un investimento remunerato?”, risponde Calzolari. Nel giro di pochi giorni si dovrebbe chiudere anche il tavolo sindacale sulla riorganizzazione del personale, mentre proseguono gli esodi incentivati. “La questione va affrontata in termini adeguati. Dobbiamo guardare alla Fiera di domani, non a quella di ieri. La società non sta licenziando nessuno e non vuole farlo, man mano che le cose cambiano non ripristiniamo le funzioni che vengono meno”, chiarisce il numero uno di via Michelino.
 (Vor/ Dire)

Fonte Agenzia Dire

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