Premio Fabbri per l’arte sesta edizione, la mostra

locandina premio fabbri

Italia e Cina sul podio nel Premio Fabbri per l’Arte. Si chiama “13 anni e un secolo – Fotografia”, la mostra inaugurata a Palazzo Pepoli Campogrande e curata da Nino Migliori 

Per la nuova edizione del Premio Fabbri, diciannove fotografi italiani tra i maggiori hanno puntato i loro obiettivi sull’Amarena, il mitico, centenario prodotto dell’azienda bolognese. Un marchio, quello dell’Amarena Fabbri, che nel campo del food è la goloseria che unisce generazioni e Paesi.

nino migliori e nicola fabbri
Nino Migliori e Nicola Fabbri

A riunirli per interpretare Amarena Fabbri è stato Nino Migliori, fotografo anch’egli di grande tradizione e artista a tutto tondo, che con Fabbri ha una lunga consuetudine: è stato, in gioventù, un collaboratore dell’azienda ed ha partecipato alla prima edizione del Premio Fabbri risultando tra i vincitori.

E’ la prima volta che il Premio Fabbri, assegnato con cadenza triennale, sceglie in modo specifico la fotografia. Scultura e pittura avevano fatto da padrone in tutte le precedenti edizioni. Una scelta – afferma Nicola Fabbri, amministratore delegato della Fabbri – che trova ragione nella sempre maggiore internazionalità del nostro marchio, oggi presente in più di 100 nazioni nei 5 continenti. Il linguaggio della fotografia appare oggi più “universale” di quello, pur assoluto, dell’arte. Già in questa edizione vantiamo autori di provenienza o respiro internazionale per cogliere le visioni originali, diverse, sicuramente stimolanti che vogliamo far emergere dalle sensibilità di ciascun territorio“.

Per questa edizione Nino Migliori ha selezionato esattamente 19 maestri della fotografia, proponendo accanto a interpreti di lunga fama, altri più giovani, di sicura qualità e livello.

Premio Fabbri per l’arte: i vincitori. Fotografia, linguaggio internazionale

Paola Binante e Alessia De Montis, due grandi fotografe, bolognesi d’adozione, e Rui Wu, classe 1991, che vive e lavora tra la nativa Cina e l’Italia.

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Sono loro i tre vincitori ex-aequo della sesta edizione del Premio Fabbri per l’Arte.

I premi sono stati assegnati a Palazzo Pepoli Campogrande in occasione del vernissage della mostra 13 anni e un secolo – Fotografia, che ospita le diciannove opere dell’edizione 2018 del Premio, istituito da Fabbri 1905 tredici anni fa in occasione delle celebrazioni per il centenario dell’azienda.

A fare gli onori di casa, Umberto Fabbri, presidente di Fabbri 1905, e il curatore della mostra Nino Migliori, un grande della fotografia internazionale.

Paola Binante ha vinto per il dittico Marena, composto da una Polaroid e da una stampa da negativo Polaroid, che accosta il vaso di Amarena Fabbri a elementi antichi e a una mano femminile: quel vaso così iconico, sembra ricordarci la fotografa, è anche un prodotto del lavoro, ha una sua materialità.

Alessia De Montis, invece, sale sul podio grazie a LAYERS-Fabbri, fotografia giclée su carta baritata che diventa poetica evocazione di ricordi d’infanzia: sulla decorazione del vaso di Amarena Fabbri, blu su fondo bianco, compare la scritta “Ricorda me da piccola” in lettere di carta ritagliate.

Infine Rui Wu si piazza fra i vincitori con .txt, opera composta da quattro fotografie su stampa digitale: Wu è partito da una riproduzione fotografica del vaso Fabbri, ha ritagliato particolari e frammenti e prospettive curvilinee del motivo decorativo; e ha ricomposto questi “finti ideogrammi” per fotografarli di nuovo. Il vaso diventa così oggetto artistico decontestualizzato e rinnovato attraverso il mezzo fotografico.

Un palmarès quanto mai significativo, che ben “fotografa” l’anima di Fabbri e lo spirito con cui l’azienda ha dato vita a questa sesta edizione del Premio.

Le due donne sul podio sembrano ideale richiamo alla precedente edizione del Premio Fabbri per l’Arte, nel 2015, quando fu celebrato il centenario di Amarena Fabbri anche attraverso un riconoscimento all’importanza della figura femminile, nell’azienda come nella società. A creare la famosa “marena con frutto” fu Rachele Buriani, moglie del fondatore dell’azienda Gennaro Fabbri: così, per quella quinta edizione, furono invitate solo artiste donne.

La Cina, invece, è da sempre nel DNA di Fabbri, che si è insediata a Shanghai quando pochissime società italiane sceglievano di farlo e che negli anni ha sempre promosso in Oriente la cultura del made in Italy agroalimentare. Un impegno che, nel 2017 e nel 2018, è valso all’azienda la vittoria del Panda d’Oro, riconoscimento assegnato dalla Camera di Commercio Italiana in Cina.

Per questo il riconoscimento assegnato dalla giuria del Premio Fabbri per l’Arte all’opera di Rui Wu è ancora più significativo per l’azienda.

Premio Fabbri, gli artisti selezionati

In rigoroso ordine alfabetico, i loro nomi: Angelo Anzalone, Linda Bertazza, Paola Binante, Massimiliano Camellini, Silvio Canini, Alessia De Montis, Vincenza De Nigris, Franco Fontana, Giovani Gastel, Piero Gemelli, Mataro da Vergato, Stefano Mazzali, Brigitte Niedermair, Joe Oppedisano, Pierpaolo Pagano, Gianni Pezzani, Stefano Scheda, Pio Tarantini, Rui Wu.

Le loro personalissime interpretazioni di Amarena sono protagoniste e le  diciannove opere resteranno esposte a Palazzo Pepoli Campogrande fino al 17 febbraio: una mostra che sorprende e fa sognare, capace di aprire diciannove finestre su un mondo in cui la golosità ha la consistenza onirica di un bel sogno

(apertura al pubblico dalle 9 alle 19, lunedì escluso – ingresso libero)

Fabbri 1905 in breve

L’azienda, simbolo di italianità, conta oggi 300 dipendenti, 1.300 prodotti, 17 linee di produzione e 11 sedi in tutto il mondo. Una holding familiare che distribuisce in più di 100 nazioni, guidata dalla quarta generazione Fabbri: Nicola, Paolo e Umberto. La quinta generazione, rappresentata da Camilla, Carlotta, Stefania, Federico e Pietro Fabbri, ha già fatto il suo ingresso in azienda. Seguendo le orme del fondatore  Gennaro: l’etica e la filosofia della prima generazione permea ancora oggi la storia aziendale e familiare. La produzione è divisa in tre settori distinti. La pasticceria e la gelateria artigianale, con prodotti per tutte le esigenze degli artigiani del dolce, e il mondo del fuoricasa, con un’offerta rivolta ai professionisti della ristorazione e del bar. Tutto il know-how espresso sui mercati professionali viene portato anche nel largo consumo, dove Fabbri è leader indiscusso di mercato con prodotti come la sua Amarena e gli sciroppi.

Fabbri verso il futuro

L’azienda di Borgo Panigale sta mettendo in campo non pochi progetti. Probabilmente entro il 2021, sarà attivo un museo di oltre 1500 metri quadrati aperto al pubblico che consentirà il recupero di uno spazio industriale., nell’area degli ex opifici. “Ora è un archivio che possono visitare solo i clienti, composto da bottiglie, pezzi pubblicitari, vasi – dice l’amministratore delegato Nicola Fabbri – C’è in campo il progetto di creare questo  ambiente,  accanto a una scuola di formazione e a una sala conferenze

 

 

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