Si chiama Poggipolini, è bolognese ed è la “Ferrari delle viti”

Nata negli anni 50 a San Lazzaro di Savena dove ha tuttora la sede e diversi siti produttivi la Poggipolini è un’azienda metalmeccanica specializzata nella lavorazione del titanio con il quale realizza viti e componenti per l’industria automobilistica, aeronautica e aerospaziale.

di Rossella Pressi

Azienda metalmeccanica specializzata nelle lavorazioni di precisione, la Poggipolini è un’impresa storica bolognese che ha il suo quartier generale e diversi stabilimenti tutti dislocati a San Lazzaro di Savena. A sentire l’assessore regionale alle attività produttive Palma Costi, in azienda in occasione di Emilia-Romagna OPEN, l’iniziativa della Regione che apre le porte delle aziende ai privati cittadini, alla scoperta del patrimonio industriale e di ricerca, siamo dentro alla “Ferrari delle viti” e una volta entrati nel reparto produzione, si capisce che la definizione è perfetta per spiegare in estrema sintesi quello che succede dietro quelle porte: a farla da padrone è il titanio, materiale leggerissimo ma dalle altissime prestazioni tecniche, con il quale la Poggipolini produce viti e altre parti indispensabili per i motori dei bolidi di Formula 1, le auto di lusso, gli aerei, gli elicotteri, i droni e perfino per andare nello spazio.




In azienda per Emilia-Romagna Open, da sinistra: Rosanna Masi, Stefano Poggipolini, l’Assessore regionale Palma Costi, Michele Poggipolini

Eccellenti clienti della Poggipolini

Ci sono nomi importanti: Ferrari, McLaren, Leonardo, Boeing, solo per citarne alcuni. Ma la strada per arrivare qui è stata lunga. Nel 1950 l’azienda iniziò a lavorare puntando sulla meccanica di qualità che si concentrava su prodotti di nicchia. Calisto, il fondatore capì che per affermarsi sul mercato serviva una grande specializzazione e così intraprese quella strada entrando nel mercato delle poltrone meccanizzate per dentisti. Intanto il figlio Stefano, appassionato di motocross scoprì durante le sue trasferte all’estero che il titanio poteva essere utile alle sue prestazioni sportive e così negli anni Settanta convinse il padre a produrgli pezzi leggeri da montare sulle sue moto. I successi sportivi portarono gli avversari a richiedere gli stessi materiali e il resto è storia. Facendo del titanio il loro punto di forza, con costanza e una visione del mercato che li ha portati negli anni a fare anche tante scommesse risultate poi vincenti, la Poggipolini è arrivata al 2019 con numeri di tutto rispetto.

Un dettaglio viti Poggipolini

“Quest’anno il fatturato è cresciuto del 35% rispetto all’anno scorso – spiega il direttore esecutivo Michele Poggipolini, terza generazione in azienda –, assumiamo in media due persone al mese e investiamo il 30% del fatturato in ricerca e sviluppo”. Investimenti importanti tra i quali rientra anche il nuovo stabilimento resosi necessario per l’industrializzazione dei prodotti, che si prevede sarà pronto a marzo 2020: 7mln di euro per 20mila metri quadrati che ospiteranno sì la produzione per gli aerei commerciali e consentiranno, a regime, di triplicare la produzione ma che potrebbe essere anche la sede di un laboratorio di ricerca e sviluppo per settori ancora da esplorare.

Le viti Poggipolini

“Siamo un’azienda giovane – spiega Michele – con un’età media che non supera i 35 anni e lavoriamo costantemente per prevedere la direzione futura dei nostri mercati di riferimento. Noi investiamo oggi ma, in alcuni casi, i risultati del nostro lavoro li vediamo a distanza di anni. Solo allora possiamo dire se abbiamo vinto la scommessa”. Qualità, affidabilità, ambizione e visione. Caratteristiche che hanno portato la Poggipolini dov’è ora con tanto potenziale ancora da esprimere.

Addetto al lavoro in Poggipolini

“Negli anni ho incontrato migliaia di imprenditori, ognuno con la sua storia alle spalle. La maggior parte sono state belle storie che secondo me meritavano di essere conosciute anche dalle persone comuni. – afferma l’assessore regionale Palma Costi spiegando la genesi dell’iniziativa che consente ai cittadini di poter conoscere in maniera più approfondita le aziende del territorio, quelle le cui insegne vedono ogni giorno sulla strada di casa o quelle delle quali leggono solo sui giornali –Ecco perché abbiamo pensato a questa iniziativa che ha riscosso un bel successo”.

Interno in Poggipolini

Tante le aziende che hanno aderito e che si sono aperte ai moltissimi cittadini che hanno risposto con entusiasmo. Quindi iniziativa confermata anche per l’anno prossimo, ma non solo.

“Emilia-Romagna Open è un’occasione per tante persone – spiega l’assessore – e già pensiamo di legarla ad altri eventi come per esempio la Notte dei Ricercatori dell’Università o di coinvolgere le scuole trovando la modalità giusta per farlo. È importante infatti che anche i giovani conoscano le realtà del territorio per essere pronti nel momento in cui gli viene chiesto di scegliere quale indirizzo intraprendere per il loro futuro. E poi, perché no, estenderla anche all’estero per dare la possibilità di vedere da vicino il nostro Made in Italy anche a cittadini di altri Paesi”.

Un’apertura che può avere anche ricadute commerciali perché poter far “toccare con mano” le nostre eccellenze equivale anche a promuoverle in maniera straordinaria e a renderle più attrattive.

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Emilia-Romagna OPEN

Poggipolini

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