Vetrina estera per lo Squacquerone di Romagna

Rinnovati sito e immagine per il formaggio che fa volano al territorio con tante idee per i gourmet e in cucina. L’associazione di produttori coinvolge le provincie di Bologna, Forlì, Cesena, Rimini, Ravenna e in parte Ferrara.

Missione compiuta e risultati postivi per l’evento promozionale promosso dalla Associazione Squacquerone di Romagna Dop a Francoforte, Amsterdam ed Anversa, all’interno di una associazione temporanea di impresa (ATI), costituita assieme a Consorzio Vini di Romagna e Consorzio Olio di Brisighella Dop.

Il formaggio più rappresentativo della Romagna, lo Squacquerone Dop, è stato “in tournée” alla fiera ProWein a Düsseldorf, e poi in altre tappe nell’ambito della progettualità nata per consolidare le eccellenze del territorio. Lo Squacquerone di Romagna Dop celebre “sposo” della piadina, è stato raccontato da Renato Brancaleoni, maestro affinatore di fama internazionale, direttore di Alma Caseus.

Lo Squacquerone Dop è stato molto apprezzato ad Amsterdam dove l’organizzatore locale ha dimostrato molto interesse. Ad Anversa la manifestazione si è svolta in un bellissimo museo con una clientela molto raffinata.  L’Associazione Produttori di Squacquerone di Romagna DOP in occasione di questa iniziativa sui mercati esteri, ha presentato il nuovo sito internet www.squacqueronediromagnadop.it che racconta tradizioni, storia e territorio di questo goloso formaggio, morbido per natura, dolce e dal sapore di latte.

I caseifici aderenti all’associazione sono sei: Caseificio Comellini, Caseificio Sicla, Caseificio Mambelli, Centrale del Latte di Cesena, Caseificio Pascoli, Caseificio Spadoni. Obiettivo dell’associazione è promuovere il valore della Dop, la qualità certificata da questo marchio europeo di grande prestigio, la sicurezza della filiera e la responsabilità etica.

“Acquistare uno Squacquerone Dop prodotto da uno dei caseifici aderenti all’associazione – sottolinea in una nota l’associazione – significa vedere garantita la certezza della filiera, la qualità del prodotto, la tutela del territorio e delle sue tradizioni: quasi un gioco di squadra a vantaggio della economia locale e del “Made in Italy”.