La B.Braun di Mirandola rinasce e aumenta l’occupazione

A sei anni dal terremoto del 2012, con investimenti anche regionali, l’azienda biomedicale non ha abbandonato l’Emilia e ha vinto la sua sfida. Oltre trenta milioni di euro di investimenti, un fatturato cresciuto del 34,5% in cinque anni a partire dal 2012 e destinato, secondo le stime, ad un ulteriore aumento del 23,5% su base triennale (2017-2020) e un sensibile aumento dell’occupazione. Dal 2012 al 2016 sono stati investiti 14 milioni di euro

 

Oltre trenta milioni di euro di investimenti, un fatturato cresciuto del 34,5% in cinque anni a partire dal 2012 e destinato, secondo le stime, ad un ulteriore aumento del 23,5% su base triennale (2017-2020) e un sensibile aumento dell’occupazione che a breve porterà l’azienda a raddoppiare i numeri rispetto al 2012. Guardare oggi i numeri della B.Braun Avitum Italy di Mirandola significa porre lo sguardo su una sfida riuscita e nata proprio nel momento più difficile, quando la risposta più semplice, forse, sarebbe stata quella di abbandonare.  

Due date incancellabili: 20 maggio 2012, ore 4.04 e 29 maggio 2012, ore 9. La furia degli eventi, due diversi terremoti di magnitudo 5.8 e 5.9 Richter squassano la Bassa modenese, sbriciano secoli di storia, abbattono capannoni, sgretolano qualsiasi previsione sul futuro sociale ed economico dell’intera area.

All’indomani della tragedia il consiglio di amministrazione di B.Braun Avitum Italy – azienda leader del biomedicale, un nome che è sinonimo di tecnologia ed innovazione – si riunì per riorganizzare il proprio presente e il proprio domani: l’idea fu immediatamente quella di rilanciare, di cercare e ricreare opportunità laddove al momento si presentavano solamente paure ed incertezze. Nessuna delocalizzazione in vista, ma un nuovo piano ancora più ambizioso: il territorio di Mirandola, pur ferito a morte, aveva rappresentato il cuore pulsante del più importante distretto biomedicale italiano sino ad allora e tale sarebbe rimasto – possibilmente potenziato – anche nella visione della multinazionale tedesca, del cui ramo italiano amministratore delegato è Francesco Benatti, che della Bassa modenese è anche originario.

Detto, fatto. Sostenuta dalla Regione Emilia-Romagna, con uno sguardo di lungo raggio e capace di cogliere le occasioni di rinascita, B.Braun Avitum Italy si è imposta come esempio di best practice, ampliando e modernizzando i propri reparti produttivi, ricostruendo i magazzini inaugurati già sei mesi dopo il sisma e aumentando la forza lavoro. In numeri: dal 2012 al 2016 sono stati investiti 14 milioni di euro per la ricostruzione, l’ampliamento e la modernizzazione delle aree produttive; all’inizio del 2017 è stata inaugurata la seconda camera bianca che si sviluppa su una superficie di oltre 800 metri quadri e che ha richiesto un investimento complessivo di 4 milioni di euro; e a questi vanno aggiunti 16,5 milioni di investimenti per l’automazione dei processi produttivi, l’ampliamento delle aree produttive e il potenziamento delle nuove tecnologie per il biennio 2017-2018. E se nel 2012 i dipendenti erano 161, quattro anni più tardi erano diventati 268 e, secondo le stime, nel 2020 saranno 354.

Photo © Elisabetta Baracchi

Lo scorso 19 febbraio, infatti, l’azienda ha presentato un progetto per lo sviluppo di cateteri e contenitori speciali per farmaci e un nuovo laboratorio di ricerca denominato Performance e Usability – Human Factor all’interno dello stabilimento attualmente in fase di adeguamento. Nel 2016 l’azienda aveva partecipato al bando regionale previsto in attuazione della legge 14/2014 (“Accordo per l’insediamento e lo sviluppo delle imprese”), aggiundicandosi il finanziamento della Regione Emilia-Romagna per programmi di investimento che rispondano a obiettivi di elevato valore strategico, tali da accrescere la capacità competitiva delle filiere e del sistema produttivo regionale e la loro capacità innovativa. Nello svolgimento del progetto di ricerca e sviluppo legato alla legge 14 la quota di contributo è di 1.517.406 di euro su un investimento di 3.608.658 di euro, con 50 nuove assunzioni di cui 20 laureati.

E proprio in termini di filiera va letto inoltre il nuovo progetto per lo sviluppo di contenitori speciali, destinati ad essere riempiti da un’altra impresa italiana utilizzando un impianto sviluppato e prodotto per l’azienda di Mirandola dalla IMA di Ozzano dell’Emilia.

Il fatturato, dal canto suo, non smette di correre, trainato dall’export che incide per il 75%: nel 2017 ha sfiorato i 70 milioni e nel 2020 supererà quota 85, per un’azienda che da 26 anni ha investito su un territorio che non ha mai deciso di abbandonare.

Antonella Cardone

Il sito della B.Braun https://www.bbraun.it/it.html

La ricostruzione post terremoto in Emilia-Romagna http://www.regione.emilia-romagna.it/terremoto