Terra di Motori tra lockdown e ripartenza

Sono state un esempio le aziende emiliano-romagnole della Terra di Motori durante il blocco delle attività, con l’ingegno riconvertito per studiare come mettersi a servizio della comunità. Poi nella ripartenza, quando c’è stato da tornare alla propria vocazione storica modificando le abitudini e adeguandosi alle nuove prescrizioni

di Antonella Cardone 

Nel cuore dell’Emilia, da Lamborghini a Pagani, passando per la Ferrari e il Motor Valley Fest  ecco come hanno dato il loro contributo nella gestione dell’emergenza Coronavirus e nella fase 2.

Un esempio per la ripartenza dopo il lockdown imposto dall’emergenza sanitaria, pronto, ove se ne presenti l’opportunità, a mettere in campo investimenti e a creare nuovi posti di lavoro: la Lamborghini conferma la qualità della intera filiera della Motor Valley in grado di mantenere rapporti con il mondo, creare lavoro e soprattutto proseguire con determinazione nel progettare il futuro”.  Così l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, durante la visita agli stabilimenti Lamborghini di Sant’Agata Bolognese (Bo) con l’amministratore delegato, Stefano Domenicali, imolese doc, che sarà presto il nuovo responsabile della Formula 1, passando alla guida di Liberty Media, che dal 2017 ha rilevato i diritti della Formula 1 da Bernie Ecclestone.

L’esperienza della Lamborghini

Fase 2: Ferrari riprende produzione a Maranello con il programma “Back on Track”

Nella Terra di Motori, fiore all’occhiello della fabbrica del Toro è la linea di assemblaggio del Suv Urus, modello per il quale l’azienda ha fortemente investito sia sul fronte industriale che di prodotto e assunto 700 persone in poco più di 3 anni. Una produzione, questa, che ha trovato anche il supporto della Regione, grazie ai finanziamenti previsti dalla Legge regionale 14 per sostenere l’attrattività e la promozione degli investimenti in Emilia-Romagna. Un passaggio è stato fatto inoltre al reparto dove, nei momenti più drammatici dell’emergenza sanitaria, sono state realizzate per il sistema sanitario dispositivi di protezione individuale come le mascherine.

L’azienda di Sant’Agata di recente è stata premiata con il Randstad Employer Brand 2020, il riconoscimento assegnato da Randstad rientrando tra le prime tre aziende del Paese in cui gli italiani vorrebbero lavorare. Le altre sono colossi come la Ferrero (alimentari) e Feltrinelli (editoria), e la “piccola” fabbrica di supercar della bassa bolognese giganteggia senza temere confronti.

Gli ordini vanno bene e il mercato si sta muovendo – ha spiegato Domenicali durante l’incontro con Colla, e ha posto il tema della necessità di -sostenere il reshoring e costruire nuove filiere competitive e innovative”. Il nuovo stabilimento è l’ultimo esempio concreto di innovazione, che prende il nome di Manifattura Lamborghini, ispirata ai principi della Factory 4.0, dove le competenze artigianali si sposano con le più avanzate tecniche produttive, quali l’utilizzo di robot collaborativi e un modernissimo sistema digitale di gestione e conservazione dei dati.
Ci siamo confrontati sul futuro e sulla strategicità di mettere in campo progetti innovativi. La Regione ha dato piena disponibilità nel fare la sua parte e a velocizzare i percorsi, confermando che continuerà anche la collaborazione sulla qualità dei sistemi formativi scuola-lavoro”, ha detto Colla, che in azienda ha visitato anche il Desi (Dual Education System Italy), il percorso professionale che coinvolge i ragazzi degli Istituti Aldini Valeriani. Automobili Lamborghini è inoltre una delle aziende consociate di Muner (Motorvehicle University of Emilia-Romagna), progetto universitario fortemente voluto dalla Regione e unico nel panorama italiano e straniero.

Quello dato dalla Lamborghini – ha concluso Colla – è un contributo importante, che dimostra tutta la forza e la peculiarità della manifattura emiliano-romagnola in grado di coniugare il lavoro artigianale alla piena innovazione digitale. È proprio questo indispensabile equilibrio tra manualità e tecnologia a rendere uniche le nostre aziende nel mondo”.

Lamborghini con SIARE per l’emergenza Covid

Durante l’emergenza sanitaria per la diffusione del Covid-19, nella Terra di Motori c’è stata Automobili Lamborghini che ha supportato SIARE Engineering International Group, il principale costruttore nazionale di respiratori polmonari, e ha messo a disposizione risorse e attrezzature del suo Dipartimento di Ricerca e Sviluppo per il co-engineering e produzione di simulatori polmonari.

In sole due settimane Lamborghini, all’interno del suo laboratorio di 3D printing, è stata in grado di progettare, produrre e validare il simulatore, ottimizzando i componenti e permettendo la produzione di 18 pezzi a settimana, in concomitanza con la produzione di visiere mediche in policarbonato, sempre con stampa 3D, servendosi di una HP Jet Fusion 3D 4200 con tecnologia MJF che consente di stampare con una precisione dell’ordine degli 0.08mm.

La capacità di collaborazione di due aziende del territorio emiliano, tecnologicamente ai vertici dei rispettivi settori, anche se diversi, è una riprova ulteriore del senso di responsabilità e coesione che sta caratterizzando le aziende italiane compatte nella battaglia alla pandemia.

E questo mentre durante i giorni del lockdown migliaia di appassionati da tutto il mondo vivevano il Motor Valley Fest on line 

Viaggio in Ferrari

C’è stato un altro esempio lodevole: quello della Ferrari, che durante il lockdown si è messa a produrre le valvole per i respiratori polmonari e raccordi per le maschere di protezione. Nella Fase 2, la casa del Cavallino rampante è stata tra le prime aziende a realizzare concretamente le prescrizioni teoriche di sicurezza.
Dopo la chiusura più lunga della sua storia a causa della pandemia del Covid-19, a inizio maggio la produzione delle auto è ripresa a pieno regime. La Ferrari ha preparato al meglio questo momento introducendo il programma “Back on Track“, “Torna in pista” che riflette il suo impegno nel dare priorità alle sue persone, attraverso nuove pratiche a tutela della salute e del benessere di tutti i dipendenti. Ad esempio, oltre a introdurre nuove regole per la condivisione delle aree comuni e la riorganizzazione dei suoi ambienti, durante le ultime settimane ai lavoratori sono stati offerti test sierologici su base volontaria. Ferrari ha deciso di anteporre all’avvio della produzione anche delle sessioni di formazione per i lavoratori sulla sicurezza, organizzate la scorsa settimana.

Ecco come è nato il piano di ripartenza

Dalla collaborazione con un pool di virologi ed esperti,  patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna è stato messo a punto il programma.
La prima fase è stata quella della riapertura delle sedi, seguendo il protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione di Covid-19 negli ambienti di lavoro del 14 marzo 2020, ulteriormente “personalizzato” sugli ambienti di lavoro Ferrari. La seconda fase è stata quella dello screening sanitario dei collaboratori Ferrari: su base volontaria vengono sottoposti a esami del sangue mirati a verificare eventuale contagio del coronavirus. In un momento successivo questo servizio sarà allargato anche a familiari conviventi dei collaboratori, se interessati, e ai fornitori. Nella terza fase Ferrari “offre l’opportunità” ai suoi collaboratori di servirsi di una app con cui ricevere supporto medico sanitario nel monitoraggio della sintomatologia del coronavirus. Previsto il tracciamento dei contatti delle singole utenze, nel rispetto della privacy individuale, grazie a una gestione della piattaforma esterna ed estranea a Ferrari. Con questo sistema in caso di positività al Covid-19 di un utente, i suoi contatti potranno essere ricostruiti dall’applicazione. Il progetto, specifica Ferrari, “potrà essere uniformato secondo gli eventuali standard che saranno definiti dalle autorità competenti“. Ferrari fornisce inoltre un servizio di assistenza sanitaria e psicologica, telefonica e domiciliare, alle proprie persone. In caso di positività al Covid-19, sarà messa a disposizione una copertura assicurativa specifica oltre a un alloggio adatto all’autoisolamento, con assistenza medica e infermieristica a domicilio e supporto di materiale sanitario.

Fase 2: Ferrari riprende produzione a Maranello con il programma “Back on Track”

Il protocollo di sicurezza per la ripartenza del Cavallino durante l’emergenza coronavirus può essere di esempio anche per le Pmi, lo hanno promosso i sindacalisti della Fim Cisl. Parola d’ordine: ripartire in sicurezza – commentano i sindacati –  Nulla è lasciato al caso. Il Protocollo sanitario Ferrari, Back on track, con quello di Fca rappresenta un progetto articolato di riferimento in questa fase per le aziende metalmeccaniche, poiché si è percepita con prontezza l’enorme portata dell’emergenza da coronavirus. La fase 2 è molto importante perché abbiamo l’occasione di costruire misure di sicurezza nuove, ripartendo con la massima attenzione agli ambienti di lavoro.

Una visita alla Pagani

Doveroso l’omaggio che la Terra di Motori  ha voluto fare l’azienda automobilistica Pagani a medici, infermieri e operatori sanitari per ringraziarli della dedizione mostrata durante l’emergenza Coronavirus: per tutti loro, visita gratuita negli stabilimenti di San Cesario Sul Panaro al Museo Horacio Pagani e Atelier di produzione fino a fine settembre.

Museo e stabilimento di produzione della Pagani hanno riaperto i battenti a fine maggio scorso.

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