Nell’area del cratere è ripartita l’economia

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Sette anni dopo il sisma, si rafforza l’economia nell’area del cratere. Crescono la dimensione delle imprese e il numero degli occupati, creando ricchezza per 38 miliardi di euro: circa il 27% del valore aggiunto regionale e il 2,4% del Pil nazionale. Dal 2012 concessi contributi per 4,6 miliardi per la ricostruzione di abitazioni e aziende


L’economia del “cratere” schiaccia sull’acceleratore. Anzi: a giudicare dai dati presentati in Regione, ha messo il turbo. A sette anni di distanza dalle terribili scosse del 20 e 29 maggio, infatti, l’Emilia colpita dal sisma si conferma più forte di prima. Nei 55 Comuni della pianura interessati dal terremoto (i capoluoghi sono esclusi) sono attive ben 145mila imprese, per un totale di 450mila lavoratori. Dal 2011 a oggi risultano 22mila posti di lavoro in più, pari ad un incremento del 5,1% che è in linea con il +5,6% regionale. E, soprattutto, il prodotto interno lordo vale 38 miliardi di euro, ossiaequivale al 27% del valore aggiunto regionale e rappresenta il 2,4% del Pil nazionale. Per fare un paragone, basti pensare che prima del terremoto arrivava “solo” al 2%.

enrico cocchi e palma costi
Enrico Cocchi e Palma Costi

La Bassa terremotata, insomma, è ripartita di slancio. O, per dirla con le parole dell’Assessore alla Ricostruzione, Palma Costi, in conferenza stampa con il direttore dell’Agenzia regionale per Ricostruzione-Sisma 2012, Enrico Cocchiha un’economia fortemente rafforzata“. La sfida della ricostruzione appare vinta, almeno da questo punto di vista. E, sottolineano da viale Aldo Moro, non era per nulla scontato: “Dopo il sisma temevamo delocalizzazioni. Non ci sono state, anzi abbiamo attratto altre imprese“. Il riferimento è al settore biomedicale, ma non solo. “Nel momento in cui le multinazionali hanno visto che si faceva sul serio, non ci hanno messo un minuto a decidere. E non è un caso che una grande azienda come Medtronic abbia scelto di venire qui nel 2015. O che Rigererand, spin off dell’Università di Modena e Reggio Emilia attivo nella ricerca oncologica, si sia insediato a Medolla”.

In preparazione una ricerca sull’economia dell’area del cratere

La Regione sta analizzando nel dettaglio l’economia della zona, e insieme ad Unioncamere Emilia-Romagna presenterà uno studio approfondito in autunno. “Servirà a capire quanto hanno inciso i fondi erogati per la ricostruzione e quanto hanno pesato invece altre variabili”. Dal 2012 ad oggi, infatti, sono stati concessi contributi per ben 4,6 miliardi di euro, il 70% dei quali già liquidato. Ben 1.980 i progetti delle aziende già conclusi (il 57% di quelli approvati), mentre sono quasi 5mila le attività economiche e commerciali ripristinate. Circa 15mila, inoltre, le abitazioni ripristinate tra prime e seconde case.

Area del cratere: cosa resta da fare

Innanzitutto, far tornare tutti sotto il proprio tetto. Delle 16.500 famiglie iniziali, infatti, 1.355 risultano ancora sfollate. “Abitavano nelle case che hanno subito i danni maggiori – spiega Costi – Nessuno risiede più nei moduli abitativi provvisori, chiusi già due anni fa, ma bisogna accelerare“. C’è poi il nodo delle opere pubbliche e dei beni culturali: dei 1.227 progetti previsti nei Piani, infatti, ne sono stati approvati solo 519. Infine, il grande capitolo dei centri storici, che faticano a tornare alla vita pre-sisma, tanto che la Regione ha stanziato ulteriori risorse ad hoc.

Fonte Agenzia

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La ricostruzione: a che punto siamo

Attività produttive

Nel merito della ricostruzione produttiva (industria, agricoltura e commercio), le domande di contributo approvate sono 3.499, per un totale di 1,9 miliardi di euro concessi. Prosegue a pieno regime l’avanzamento della fase di liquidazione dei contributi, con 1 miliardo e 4 milioni di euro liquidati. I progetti conclusi sono 1.980, il 57% di quelli approvati. A questi si aggiungono quasi 5.000 attività economiche e commerciali ripristinate600 negli ultimi dodici mesi, dai negozi alle botteghe artigiane collegate alle abitazioni. Inoltre, per la messa in sicurezza degli immobili produttivi sono stati concessi contributi, con fondi messi a disposizione dall’Inail, per oltre 60 milioni di euro a 1.549 imprese, di cui oltre il 65% è già stato liquidato. Le ulteriori domande in corso di istruttoria sono 67, per un importo richiesto di oltre 9 milioni. 

Le case

Per quanto riguarda la ricostruzione delle case e delle piccole attività economiche, il totale dei contributi concessi dal 2012 ammonta a 2,7 miliardi, di cui già liquidati 2 miliardi. Gli edifici e i condomini completati sono oltre 6.900, per quasi 15 mila abitazioni (prime e seconde case) rese di nuovo agibili (980 nell’ultimo anno).
Quindi, complessivamente, la ricostruzione privata (abitazioni, attività economiche e aziende) ha visto contributi concessi per oltre 4,6 miliardi di euro, cresciuti nell’ultimo anno di 300 milioni, di cui 3,4 miliardi liquidati a cittadini e imprese, 500 milioni negli ultimi 12 mesi. Sono oltre 15 mila le famiglie rientrate nelle proprie abitazioni, ben oltre nove su dieci di quelle costrette a lasciare le proprie case nel 2012 dopo le scosse. A oggi, degli oltre 16.500 assistiti nel 2012 dopo le scosse beneficiano delle misure di aiuto previste nel percorso di rientro (collocazione in altra abitazione o sostegno all’affitto) 1.353 nuclei familiari, il 90% dei quali ha subìto un danno pesante alla propria abitazione (di livello E), per i cui tempi di ripristino rimangono ovviamente più lunghi. Nessuno risiede comunque nei Moduli abitativi provvisori, tutti chiusi già due anni fa.

Opere pubbliche e beni culturali


Per il Programma delle opere pubbliche e dei beni culturali (municipi, teatri, strutture di bonifica, ospedali, edifici a uso pubblico e storici ed edifici religiosi) sono disponibili quasi 1,4 miliardi di euro. Gli interventi finanziati dal Commissario sono definiti nei Piani, nei quali è programmata la ripartizione delle risorse disponibili.
Ad oggi, i Piani comprendono 1.227 progetti per 1,1 miliardi di euro. Di questi, sono stati approvati 741 progetti per un totale di 519 milioni di euro. Gli altri progetti contenuti nel Programma delle opere pubbliche, finanziati da altre risorse (assicurazioni, donazioni e risorse proprie degli enti locali), sono complessivamente 432 per 210 milioni di euro.
Ma ci sono anche le chiese nel Programma delle opere pubbliche e dei beni culturali. Per gli edifici di culto dell’Emilia danneggiati sono stati stanziati 312 milioni di euro, di cui 273 milioni del Commissario e 39 milioni provenienti da cofinanziamenti. Nei mesi successivi alle scosse erano stati subito riaperte al culto 54 chiese (con una spesa di oltre 15 milioni di euro), con interventi di messa in sicurezza: inoltre erano stati realizzati, per assicurare la continuità di culto, 15 edifici provvisori con una spesa di quasi 6,3 milioni di euro.

Si riduce ancora il cratere

A partire dal 2 gennaio scorso, lo Stato di emergenza è cessato in 29 dei 59 comuni colpiti dal terremoto. In questi comuni, che sono i più periferici e meno colpiti dagli eventi sismici, la ricostruzione è terminata, e sono quindi usciti dal cratere in quanto. Lo stato di emergenza rimane attivo nei 30 comuni più colpiti e danneggiati dal sisma, che formano dunque il “cratere ristretto”. Prosegue con determinazione e impegno l’opera per la rinascita dei centri storici ricompresi nel perimetro del “cratere ristretto”: per questi, sono state stanziate ulteriori risorse. Sono state previste, già dal 2018, specifiche misure volte alla rivitalizzazione dei centri urbani e delle frazioni, con l’obiettivo di creare nuovi poli di servizi, di attrattività e aggregazione affinché gli spazi possano ospitare funzioni addirittura migliori rispetto a quelle antecedenti al sisma. Così come gli interventi (a disposizione 35 milioni di euro erogati attraverso tre tranche fino al 2020) per sostenere il ripopolamento e la rivitalizzazione dei centri storici, agevolando processi di insediamento, riqualificazione e ammodernamento delle attività commerciali. Inoltre, per i centri storici, in aggiunta a 18 milioni erogati dalla Regione nel 2018 (25 interventi di cui circa i due terzi sono giunti alla fase di esecuzione dei lavori o sono in procinto di affidare l’appalto), vengono assegnati con queste nuove misure ulteriori 30 milioni destinati ai Comuni del cratere ristretto, per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria.

Nuove risorse per ulteriori bandi

Sul fronte economico, inoltre, proprio quest’anno sono state stanziate, con bandi aperti, ulteriori risorse per 6 milioni di euro a sostegno di progetti della ricerca e innovazione di piccole e medie imprese e per le startup innovative nell’area del “cratere ristretto”. Considerevole anche lo stanziamento  al tecnopolo di Mirandola (un milione di contributo su 1 milione 250mila euro di budget) per la realizzazione dell’ultimo step di creazione dell’European biomedical hub (Ebh), per rendere pienamente operativo il ‘Biomedical village’ anche a livello internazionale, che si si colloca nel piano di sviluppo e rilancio dell’area mirandolese dedicata alla filiera biomedicale.

I 30 Comuni dell’area “cratere ristretto”

I Comuni rimasti nell’area definita “cratere ristretto” sono: nel bolognese, Crevalcore, Galliera, Pieve di Cento, San Giovanni in Persiceto; nel ferrarese, Bondeno, Cento, Ferrara, Mirabello-Sant’Agostino, Poggio Renatico, Vigarano Mainarda; nel modenese, Bastiglia, Bomporto, Camposanto, Carpi, Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Finale Emilia, Medolla, Mirandola, Novi di Modena, Ravarino, San Felice sul Panaro, San Possidonio, San Prospero, Soliera; nel reggiano, Fabbrico, Guastalla, Luzzara, Reggiolo, Rolo.

Il Sisma e la Rinascita in Emilia-Romagna, la ricostruzione a 7 anni dal terremoto del 2012 VIDEO