Mercatone Uno fallimento bis via social

Dichiarata fallita Shernoon holding la società che aveva rilevato il marchio di Mercatone Uno, 55 punti vendita di cui 9 in Emilia-Romagna. Accumulati 90 milioni di debiti in nove mesi. Licenziamenti ai 1800 dipendenti via Whatsapp senza preavviso. La posizione dell’assessore attività produttive Emilia-Romagna Palma Costi 

“Nuovo fallimento per il Mercatone Uno ed ennesima odissea per i lavoratori”. Lo scrivono in una nota congiunta Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil: “Questa notte si e’ appreso che il tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento della societa’ e i direttori hanno comunicato ai lavoratori il divieto di accedere ai locali aziendali”, aggiungono. Per questo i lavoratori insieme alle tre sigle sindacali si sono trovati in presidio questa mattina davanti le porte del punto vendita di Bertinoro (Forli’-Cesena), ormai chiuso. Questa, lamentano i confederali, “e’ solo l’ennesima disavventura che i lavoratori si trovano ad affrontare ed iniziata ormai 7 anni fa. Dopo anni di contratti di solidarieta’, cassa integrazione, amministrazione straordinaria e un altro fallimento di cui, a distanza di 3 anni, sono ancora in attesa di poter ricevere le loro spettanze”. Insomma, “e’ una vergogna e chiediamo chiarezza in quanto tutto quello successo negli ultimi 8 mesi con la gestione Shernoon holding risulta inspiegabile. Ad oggi non ci sono certezze per il futuro occupazionale di 27 lavoratori, delle loro famiglie e delle loro retribuzioni”. E “non si sa cosa succedera’ ai dipendenti e se i prossimi giorni potranno riaprire i punti vendita. Si chiede chiarezza e certezza”, conclude il comunicato. (Red/ Dire) 12:15 25-05


 Mercatone Uno fallimento bis

Il fulmine a ciel sereno e’ comparso ieri sera sui monitor dei pc: sul portale del creditore e’ apparsa la sentenza del Tribunale di Milano che decreta il fallimento di Mercatone Uno. Tanti saluti al progetto di rilancio con il concordato preventivo e lavoratori che gia’ da stamattina si sono ritrovati con le serrande dei negozi abbassati. “Non e’ stato consentito neppure di andare avanti con l’attivita’ ordinaria…”, riferisce Stefano Biosa, della Filcams-Cgil di Bologna, che questa mattina ha parlato con i lavoratori rimasti spiazzati dalla novita’. “Si apre un enorme buco nero sulla loro sorte, c’e’ un punto di domanda gigantesco: non possono essere tenute nel limbo 1.800 persone”, avverte il sindacalista. Gia’ perche’ Mercatone viene da una amministrazione straordinaria dopo la quale per due anni non si puo’ aprire una procedura di licenziamento, ma nel frattempo non si sta neanche dando la possibilita’ di lavorare. Insomma: “Chi paga gli stipendi di queste persone? Chi si fara’ carico del loro destino?”. In ballo, appunto, ci sono 1.800 dipendenti di 55 negozi rilevati, otto mesi fa da Shernon, assieme al marchio. E tra Bologna, Imola e San Giorgio di Piano ci sono almeno 200 persone in bilico, piu’ quelle dell’appalto della logistica. “E’ una situazione tremenda” dopo tanti sacrifici e dopo le promesse che il concordato avrebbe ridato slancio al progetto di Mercatone targato Shernon. Macche’: il verdetto di ammissione al concordato era atteso per il 10 giugno, il Tribunale di Milano ha fatto prima, “ha appurato che lo stato debitorio e l’incosistenza del progetto di rilancio sono tali da decretare il fallimento”, dice Biosa. E ora la palla passa al ministero dello Sviluppo economico. 
Per il 30 maggio era gia’ fissato a Roma un tavolo al ministero retto dal vicepremier pentastellato “e noi chiediamo che a questo punto ci venga Luigi Di Maio in persona; e’ il ministero che ha trovato Shernon era deve assumersi la responsabilita’ politica di quanto sta succedendo. Non possiamo permettere che il destino di 1.800 persone sia lasciato alle aule di Tribunale”, afferma il sindacalista. La prossima tappa in Tribunale a Milano su Mercatone e’ infatti fissata per dicembre: troppo tempo, troppo in la’ rispetto all’urgenza-emergenza che si e’ aperta ieri. “I tempi di un fallimento sono lunghissimi… E il Tribunale non e’ un organismo che ha funzione sociale. Tocca al ministero agire e non farci ricominciare daccapo; deve dare risposte, strumenti per la continuita’ di reddito, serve un ammortizzatore… Il ministero e’ l’unico soggetto che ora puo’ sciogliere i nodi”, insiste Biosa. E infatti e’ a Roma che andranno i lavoratori la prossima settimana per presidiare la riunione al ministero dello Sviluppo economico. Ma non sono escluse iniziative anche nel bolognese per dare visibilita’ allo showdown di Mercatone. Anche tecnicamente non sara’ facile uscire dalla situazione che si e’ aperta: “C’e’ un ingorgo di procedure, c’era l’amministrazione straordinaria e ora c’e’ la procedura di fallimento”, analizza Biosa registrando anche come, in questo ulteriore passaggio traumatico per Mercatone, sia “mancata la comunicazione e la collaborazione con il sindacato. (Mac/ Dire)

Fonte Agenzia Dire

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Mercatone Uno: la posizione dell’assessore regionale Palma Costi

Una decisione sconcertante, un comportamento davvero inaccettabile da parte della società proprietaria Shernon Holding.  Non solo per le modalità con la quale è stata annunciata ai lavoratori, ma anche perchè è arrivata a pochi giorni dalla riunione prevista per giovedì prossimo, 30 maggio, a Roma nella sede del Ministero dello Sviluppo economico e convocata per studiare insieme ai sindacati un piano di salvataggio e rilancio dell’azienda che al tempo stesso potesse offrire  le più ampie garanzia di tutela dei diritti dei lavoratori e di salvaguardia degli attuali livelli occupazionali. E sconcerta vedere il Governo, dopo mesi passati a garantire l’impegno a fare qualcosa senza che succedesse nulla, fare solo e ancora parole, come quelle di oggi del vicepremier Salvini, improvvisamente deciso a occuparsi lui della cosa, per avere qualche titolo sui giornali alla vigilia del voto“.

Così l’assessore alle Attività produttive della Regione Emilia-Romagna, Palma Costi, dopo la decisione del Tribunale di Milano che ha dichiarato il fallimento della Mercatone Uno, la nota catena della grande distribuzione di mobili, con 55 punti vendita e 1.800 dipendenti in tutt’Italia.

Non possiamo restare inerti – prosegue Costi – di fronte ad una decisione che cancella anni di impegno e di sforzi per il rilancio di un marchio storico dell’Emilia-Romagna e faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per intervenire in difesa dei diritti dei lavoratori. Intanto giovedì prossimo sarò al Mise per partecipare in prima persona all’incontro convocato dal ministero. Ci sarò in primo luogo per conoscere da parte della procedura dell’amministrazione  straordinaria come sia stato possibile che solo dopo pochi mesi dall’assegnazione dei punti vendita a Shernon Holding si sia precipitati in un nuovo fallimento. Nei prossimi giorni sarà mia cura incontrare i Comuni dove si trovano i negozi acquisiti da Shernon per valutare assieme agli amministratori locali la gravissima situazione di crisi che si apre con il fallimento dell’azienda e il conseguente rischio di perdita di posti di lavoro, oltre  all’assoluta mancanza di rispetto dei clienti”.

Andrò a Roma – conclude Costi – per chiedere al ministro Di Maio come intende intervenire a tutela della rete dei punti vendita e dei lavoratori che da troppi anni vivono  nell’incertezza, nonostante i tanti sacrifici fatti per sostenere una fase di procedura concorsuale. Una procedura che puntava al rilancio dei punti vendita e alla  salvaguardia dell’occupazione e che sembra finita nel peggiore dei modi dopo nemmeno un anno dal passaggio di proprietà. Saremo al fianco dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali e cercheremo come sempre di fare fino il fondo il nostro lavoro per trovare una soluzione a questa vicenda”./ G.Ma

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