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Masa: l’auto del futuro senza guidatore, smart e connessa

auto a guida autonomia

Nell’ambito del progetto MASAModena Automotive Smart Area – ricercatori dell’Università di Modena e Reggio Emilia stanno mettendo a punto l’auto del domani –

di Antonella Cardone

obilità smart, connected car e guida autonoma e un laboratorio nazionale a cielo aperto sulla mobilità intelligente. Si chiama Masa, acronimo di Modena Automotive Smart Area, ed è il progetto che sta trasformando Modena in un laboratorio sulla mobilità pubblica e privata del futuro. In una città che rappresenta per antonomasia il cuore della Motor Valley emilianoromagnola, dove le tecnologie dell’automobile sono di casa, si poteva ipotizzare che si sarebbe cominciata anche a scrivere la storia di un nuovo concetto di mobilità. Un modalità di cui si intuiscono le potenzialità e si possono apprezzare chiaramente i significativi passi in avanti fatti dalla guida autonoma con intelligenza artificiale, ma che rappresenta, se potenziata, una vera e propria possibilità di cambiare il nostro modo di vivere la mobilità pubblica e privata.

Ma cos’è il Masa?

L’obiettivo è di rendere Modena il primo laboratorio urbano nazionale di sperimentazione, ricerca, standardizzazione e certificazione di tecnologie, metodi e processi per gestire la rivoluzione digitale applicata alla mobilita e all’automotive (connected car/autonomous car) per la sicurezza dei cittadini – con un occhio anche alla sicurezza dei dati e della privacy – nonché per la qualità della vita urbana e il risparmio energetico. Così, qualche settimana fa, Modena ha vissuto la sua festa digitale con Modena Smart Life 2018, rassegna dedicata alle tecnologie destinate a cambiare il mondo.

autoproveProprio qui è stata presentata l’auto a guida autonoma messa a punto dai ricercatori dell’Università di Modena e Reggio Emilia (Unimore) e che potrebbe arrivare in strada già nel 2020. Rilevatori di ostacoli, freni automatici, illuminazione che si adegua all’esterno: allo studio ci sono le tecnologie già esistenti che vanno raffinate e rese perfettamente integrate in un contesto di traffico che ancora per un po’ vedrà la maggioranza delle auto a guida umana. E dove il margine di errore deve essere zero.

Il progetto per lo sviluppo della mobilità smart, delle connected car e della guida autonoma, nasce dalla partnership fra Comune di Modena e Unimore con la collaborazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il supporto della Regione EmiliaRomagna, ma anche in partnership pubblico-privata, con Maserati prima fra le imprese firmatarie, e passa attraverso il potenziamento infrastrutturale della “Model Area”, il primo laboratorio nazionale urbano a cielo aperto per la mobilità smart che nascerà in città nella zona di via Canaletto, e della “Smart Dynamic Area”, l’area dedicata alla sperimentazione di veicoli connessi e vetture a guida autonoma presso l’Autodromo della frazione di Marzaglia: questi ultimi sono i punti centrali del protocollo d’intesa sottoscritto il 27 settembre scorso all’interno di “Smart Roads”.

illustrazione progetto Stiamo parlando della capacità del veicolo di comunicare con il sistema infrastrutturale e gli altri veicoli, al fine di migliorare la sicurezza, ma anche di offrire al cittadino che entra con il proprio veicolo all’interno della città alcuni servizi fondamentali, come il parcheggio automatico dell’auto, o lo scambio di informazioni rispetto alla manutenzioni delle strade. Questo perchè il veicolo è considerato anche un grande sensore che raccoglie informazioni le quali, scambiate con il sistema cittadino e possono permettere alla municipalità di intervenire dove serve”, ha spiegato Francesco Leali, docente di Metodi di progettazione per l’ingegneria industriale dell’Unimore, a margine di un evento nel quale agli intervenuti, addetti ai lavori e giornalisti, sono stati mostrati direttamente i progressi della tecnologia, nei test sull’asfalto dell’autodromo.

Quello di interconnessione, con tutti i suoi significati allargati, è il termine che meglio riassume un progetto che guarda al domani, ma che parla all’oggi, dal momento che è fondamentale, sotto tanti aspetti, non perdere tempo su uno dei programmi-cardine della mobilità futura. E a Modena, dove di automobili e tecnologia si vive, si sta già passando dall’idea alla sua prima e sperimentale realizzazione urbana.

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