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Indagine Anticimex:Emilia-Romagna al quinto posto nell’industria alimentare

forma di Parmigiano Reggiano

Anticimex, azienda specializzata nel Pest Management e nei servizi di igiene ambientale, ha elaborato una fotografia sull’industria e la sicurezza alimentare

di Giulia Gagliano

Sul territorio dell’Emilia-Romagna dal secondo trimestre 2010 al secondo trimestre 2019, l’industria manifatturiera ha registrato  un calo del numero di imprese attive del -12,7%, ma al suo interno ci sono alcuni settori, come quello alimentare, che invece resistono. Se si analizza il secondo trimestre 2019, si può vedere come le imprese attive nel comparto alimentare della nostra regione siano 4604, pari quindi al 10,7% sul totale industria della regione e posizionandosi al quinto posto in Italia, preceduta solo da Sicilia, Campania, Lombardia e  Puglia.

E a confermare, a livello nazionale, questa controtendenza del settore con l’andamento generale è la Coldiretti, su base dati Istat, la quale ha annunciato qualche giorno fa che la produzione alimentare fa segnare un aumento del 3% rispetto allo stesso periodo del 2018.

Anche per la nostra regione quello alimentare, in tutte le sue sfaccettature, è un settore in forte espansione, anche grazie all’export delle eccellenze regionali, dal Parmigiano Reggiano ai vini di qualità. Ma per tutelare la salute dei consumatori serve un’attenzione particolare sul tema della sicurezza e dell’igiene, e in particolare sul reale rischio rappresentato dagli infestanti.

Il dettaglio dei dati Anticimex

Dai dati elaborati da Anticimex emerge come l’attenzione delle aziende stia infatti crescendo: da un lato infatti, le aziende (+51%) stanno aumentando le richieste di controllo e monitoraggio dei roditori, che possono causare danni e problemi di salute ai consumatori e dall’altro cala l’uso di prodotti chimici grazie a una normativa più stringente e all’uso di tecnologie “intelligenti”. Scendendo nel dettaglio geografico, nel terzo trimestre del 2019 il numero più alto di aziende dell’industria alimentare si registra nelle province di Parma con 984 imprese attive (-2,3% sul II trimestre 2018) e Modena con 823 (-1,4%). Seguono poi Bologna con 629 (-0,8%), Reggio Emilia con 536 (-2,5%), Forlì-Cesena con 386 (-1,3%), Ravenna con 355 (-3,8%), Ferrara con 330 (+0,6%), Rimini con 281 (+1,4%) e Piacenza con 280 (-2,8%).

Ma ad aver registrato nel primo periodo del 2019 il boom maggiore sono le richieste di intervento con l’impiego di nuove tecnologie (+91% rispetto allo stesso periodo del 2018), che permettono di ridurre l’utilizzo di prodotti chimici e al contempo di rispettare l’ambiente circostante. Sistemi sempre più “intelligenti” che prevedono il monitoraggio e il controllo elettronico dei roditori, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e in grado di comunicare dati sull’attività in tempo reale, permettendo quindi di avere la situazione sempre sotto controllo e di intervenire prima che possano provocare danni.

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