Da San Patrignano il modello per una economia sostenibile

Due giornate di riflessioni, spunti, idee scaturite nella prima edizione del Sustainable Economy Forum. Oltre 60 relatori nazionali e internazionali, tra imprenditori, economisti, rappresentanti delle istituzioni e intellettuali, si sono confrontati di fronte ad una platea di circa 500 spettatori ogni giorno, sul futuro del pianeta e sui temi dettati dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Rafforzamento del partenariato fra privati, fra privato e non profit, lancio dei green bonds. Sono alcune tra le proposte emerse nella due giorni di dibattiti e tavole rotonde promosso da San Patrignano e Confindustria per i 40 anni dalla fondazione della comunità di recupero 

Sostenibilità e responsabilità sociale sono le parole che sintetizzano i lavori anche nelle parole di Letizia Moratti, co-fondatrice della Fondazione San Patrignano e Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria.

Si guarda a un modello di crescita nuovo rispetto al passato che possa ridurre i divari, rispetti l’ambiente e consideri il risparmio energetico un fattore di sviluppo. Tutto questo mettendo al centro la persona e ripensando la struttura del welfare, in uno scenario in cui bisogna fare i conti con l’allungamento della vita media, l’aumento demografico, le disponibilità di finanza pubblica.

Moratti e Boccia hanno indicato i tre pilastri del ‘nuovo modello’. Innanzitutto, la realizzazione di progetti di partenariato privato per favorire la crescita di un sistema basato sul principio della sussidiarietà e premiando chi agisce con obiettivi sociali sul territorio. Quindi, l’inclusione declinata come formazione e lavoro. La gestione dei flussi migratori rappresenta una questione su cui è necessaria una risposta di sistema, in particolare sul tema dell’integrazione dei migranti. Così l’obiettivo diventa sostenere corsi di formazione e progetti di inserimento all’interno delle imprese italiane di una quota di migranti. I lavoratori formati in questo modo uomini e donne, potranno meglio integrarsi all’interno del nostro Paese, ma potranno essere anche delle risorse importanti e di assoluto valore nel caso decidano di tornare nei paesi di provenienza. Infine il tema della finanza sociale a sostegno dei Paesi in via di sviluppo.

La comune volontà di  Confindustria e San Patrignano, è di supportare green bonds in Africa e per questo si stanno confrontando anche con la Un Economic Commission for Africa perché possa sposare il progetto.  Promuoveranno l’emissione di green bond (obbligazioni finalizzate ad azioni socialmente utili) dedicati a finanziare investimenti volti a favorire la sostenibilità ambientale, il risparmio energetico ed un efficiente utilizzo di materie prime nel continente africano.

“Sul fronte mondiale e internazionale oggi dobbiamo pensare a un futuro diverso, a un futuro che dobbiamo costruire bene sui concetti di sostenibilità e responsabilità – ha spiegato Letizia Moratti– Sostenibilità che è finanziaria, ambientale e economica, per cui serve un nuovo modello di sviluppo economico e sociale. Un modo potrebbe essere quello dei green bond, che oggi in Francia raggiungono 60 miliardi e in Italia solo 5″. Questo Forum – ha concluso – vuole essere un richiamo all’azione: non dobbiamo più essere bloccati in responsabilità chiuse ma a una responsabilità diffusa che metta insieme cittadini, imprese, istituzioni”.

A sostenere l’importanza del concetto di comunità il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia: “Negli ultimi anni abbiamo smarrito nel nostro Paese il senso di comunità, invece dovremmo ritornare allo spirito del Dopoguerra, in cui c’era la certezza del futuro”. Boccia ha parlato di “soggetti diversi che si alleano per una visione comune di valori e questo significa trasformare le parole in azioni. Dobbiamo costruire un modello italiano. Siamo chiamati a fare un salto di qualità come Paese e San Patrignano può insegnarci come”.

Una nuova sfida che si è data Sanpa per ripartire dopo la scomparsa di Gian Marco Moratti, il «capitano coraggioso» come lo hanno definito nella comunità. Una sfida che proietta nel futuro, da giocare al fianco delle più grandi imprese del Paese. “La comunità di San Patrignano sarà utilizzata come modello di economia sostenibile – ha ribadito il presidente Antonio Tinelli – Siamo gli unici a poterlo fare. La comunità con i sui 1.300 ragazzi potrebbe non essere il solo esempio”.

Numerosi i momenti di confronto sui temi dello sviluppo del welfare, i nuovi modelli bancari, l’empowerment delle donne, la trasformazione digitale e la vivibilità urbana, la centralità della cultura e dell’arte come strada per superare i conflitti e alimentare l’innovazione. Si sono affrontati inoltre temi quali l’implementazione del benessere e delle cure mediche a livello globale, la produzione legata ad un consumo responsabile con focus sull’industria della moda e il modello dell’economia circolare come scelta sostenibile per massimizzare il profitto delle imprese per una crescita intelligente.

Il Forum, alla sua prima edizione, proseguirà in futuro. E dovrà avere risvolti concreti, su cui si comincerà subito a lavorare, in vista del 2019. Ci saranno tavoli tra Confindustria, Comunità di San Patrignano e Onu, ha detto il presidente degli industriali. “Vogliamo costruire un modello italiano da sottoporre anche a Business Europe. Una collaborazione che si potrebbe concretizzare prendendo il modello delle nostre Pmi per stimolare nuova micro imprenditorialità nei paesi in via di sviluppo, a partire dall’ Africa. Proprio allo sviluppo del continente africano è dedicata parte del dibattito, con la partecipazione, tra gli altri, di Vera Songwe, segretario esecutivo della Commissione economica delle Nazioni Unite per l’ Africa.

Tra i temi sul tappeto, la tecnologia che può e deve essere sempre più a sostegno dei cittadini. Su questo tema è intervenuto Nicolas Negroponte, fondatore di “One laptop per Child Association”: “La tecnologia è importante, ma prima che insegnare a creare app dobbiamo far sì che i bambini e i giovani apprendano e siano in grado di formulare un pensiero. In questo la tecnologia ci può venire in aiuto. E’ grazie ad essa che abbiamo permesso in sei mesi a un villaggio africano di apprendere l’inglese. E per questo è ancor più importante che la connettività arrivi ovunque e possa esser parte del bagaglio dei diritti umani”.

Tra le testimonianze dei due giorni, quella di John McKinley, director dell’americano BlackRock il gestore di denaro più imponente al mondo, quotato alla Borsa di New York. Se volesse, potrebbe comprare tutto il debito pubblico italiano tre volte. Ipotesi irrealizzabile e neppure pensabile, tuttavia BlackRock ha intenzione di aumentare gli investimenti in Italia, e guarda in questo momento soprattutto al mondo dell’energia “pulita”, quindi anzitutto nell’eolico e nel solare, ma probabilmente anche in altri comparti innovativi no-carbon.

A San Patrignano, Mc Kinley ha raccontato di come l’energia rinnovabile sia stata imboccata dal gigante newyorchese nella convinzione che un investimento “responsabile”, che subito presenta un rendimento inferiore alle altre scelte, ma a lungo termine produrrà delle soddisfazioni superiori, proprio per la solidità della scelta: “Non c’ è uno scontro di interessi tra le due strade, -ha detto Mc Kinley – e la nostra scelta di imboccare questa strada negli ultimi quattro anni lo ha dimostrato.  Le imprese a basso impatto di carbonio sono più efficienti, hanno una migliore gestione, «sono aziende più performanti nel medio e lungo termine».

A chiudere il Forum una tavola rotonda sulla finanza e l’investimento socialmente responsabile con l’intervento di Mario Nava, direttore nominato di Consob, che ha anticipato i commenti conclusivi di Letizia Moratti, e Vincenzo Boccia.

L’appuntamento è per il 2019 per la seconda edizione del Sustainable Economy Forum. E’ possibile rivedere on line le tavole rotonde e rimanere aggiornati sulle novità consultando il sito 

Gis