GAL: ambizioni da LEADER

I sei Gruppi di Azione locale investono sul territorio con un ruolo di presidio grazie al Programma Europeo

Finanziare con 15mila euro una parrucchiera, un meccanico o utilizzare questi soldi per far aprire un distributore di carburanti nell’Appennino emiliano. Sono interventi che in teoria e apparentemente non hanno niente a che fare con lo sviluppo rurale dei nostri territori. Eppure con il programma LEADER – un acronimo francese che si traduce con “collegamento fra azioni di sviluppo rurale” – questi investimenti hanno piena legittimità perché la loro finalità non è solo la creazione diretta di occupazione o il decollo di nuove attività economiche, ma significa far nascere servizi nei piccoli paesi in via di spopolamento e senilizzazione. In altri termini, l’Europa permette di finanziare imprese non originali e non innovative, ma che permettono una migliore qualità della vita nei piccoli borghi emiliano-romagnoli. Queste piccole attività sono fondamentali per attirare nuovi cittadini, in particolare giovani, e non far scappare i residenti. Se resistono i piccoli paesi, sopravvive la loro economia.

Finanziare negozi o artigiani è uno dei tanti progetti individuati dai Gal, sigla che sta per Gruppo di Azione Locale, che investono anche sulla valorizzazione di agricoltura e allevamento, sull’accoglienza turistica rurale, sulla tutela ambientale e l’accesso ai servizi sociali. Ma ci si è concentrati – un’iniziativa del Gal L’Altra Romagna – anche sull’installazione di centinaia di antenne Wi Fi nei paesi perchè le aree LEADER – dove si applica il programma – devono essere competitive. Non può mancare, quindi, la connessione e l’accesso al web.

I numeri del Programma in Emilia-Romagna

In regione si sono formati e sono stati finanziati sei Gruppi di Azione Locale che devono spendere circa 66 milioni di euro del PSR (Piano di Sviluppo Rurale) 2014-2020. Risorse assegnate ai Gal emiliano-romagnoli che hanno scelto i temi principali dove concentrare le risorse. Nella nostra regione tre Gal su sei – Antico Frigano e Appennino Reggiano, L’Altra Romagna, Gal del Ducato – hanno scelto di investire soprattutto su “Sviluppo e innovazione delle filiere e dei sistemi produttivi locali ovvero in azioni e finanziamenti a favore del sistema agricolo, manifatturiero ed artigianale locale. Come si legge nei PAL (Piano di azione locale) gli obiettivi sono: consolidamento della struttura produttiva esistente: promozione e creazione di nuove imprese con incremento dell’occupazione qualificata, in particolare femminile e giovanile; favorire il ricambio generale. In concreto per il settore agroalimentare si punta sulla vendita diretta dei prodotti in circuiti “corti” (il chilometro zero) e la prima trasformazione. Il Gal Appenino Bolognese e Gal Delta 2000 puntano le loro carte soprattutto sul Turismo Sostenibile con la creazione di itinerari, l’ accessibilità alle aziende agricole in chiave turistica, l’organizzazione di eventi. Il Gal Valmarecchia ha optato su “Cura e tutela del paesaggio, dell’uso del suolo e della biodiversità”, un programma con un taglio più ambientale con azioni di riduzione del dissesto idrogeologico e incremento della qualità delle produzioni attraverso l’uso sostenibile del suolo.

La diversità dei PAL (i piani di azione locale dove sono contenute le azioni e le linee di spesa) rispecchia la filosofia LEADER basata sul potenziamento delle vocazioni produttive del territorio con innovazioni che permettano di far coesistere il finanziamento alla parrucchiera con la sfida digitale o le azioni di tutela dei boschi per limitare il dissesto idrogeologico.

I bandi in corso e in via di pubblicazione

I Gal esistono dagli anni ‘90 da quando è stato avviato il programma rivolto alle aree rurali ed i finanziamenti del LEADER sono stati importanti per lo sviluppo di alcuni territori. Pensiamo al ferrarese e in particolare all’area del Parco del Delta del Po dove ha avuto una forte incidenza l’azione del Gal locale con gli interventi ambientali, quelli di valorizzazione dell’accoglienza turistica e gli investimenti in marketing territoriale. Ora la zona è una delle più conosciute a livello internazionale per la pratica del birdwatching, l’osservazione degli uccelli. Una risorsa latente che valorizzata negli anni ha contribuito a creare una filiera del turismo naturalistico che si nutre di escursioni, visite guidate, degustazioni, eventi.

Oggi tutti i Gal in funzione sono impegnati nella pubblicazione dei bandi, nella selezione dei beneficiari, nella promozione del territorio. Stanno attuando le “cose” scritte nei Pal.

Il Gal Valli Marecchia e Conca ha messo a disposizione degli operatori del territorio 900mila euro – il bando scade il 6 giugno – per l’aiuto all’avviamento di imprese extra agricole in zone rurali che nella pratica significa: interventi di recupero, ristrutturazione e ampliamento di fabbricati esistenti, strutture all’aria aperta, nuove costruzioni da destinare a servizi accessori, sistemazione aree esterne, allestimento camere, bagni…. L’intervento è vantaggioso per i beneficiari visto che può arrivare al 50% delle spese e con un tetto di 150mila euro.

Il Gal Ducato – scadenza 20 giugno – ha un bando aperto su “Creare nuove opportunità per vivere il bosco”, mentre quello Appennino Bolognese dà tempo fino al 28 maggio per presentare proposte legate alla valorizzazione degli ecosistemi forestali.

I finanziamenti non mancano e in questi mesi si sta attuando la strategia attraverso l’animazione sui territori e la pubblicazione dei bandi che finanziano le imprese. Opportunità da non perdere.

GAL: la carta di identità

La sigla GAL si traduce con gruppo di azione locale e si tratta di società composte da soggetti pubblici e privati nati con l’obiettivo  di favorire lo sviluppo locale di un’area rurale.

Sono finanziati con risorse del programma d’iniziativa comunitaria LEADER che rientra all’interno del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020, più in specifico con la Misura 19 – Sostegno allo sviluppo locale LEADER. I GAL elaborano una strategia attraverso il metodo bottom-up (dal basso verso l’alto) che coinvolge imprese, associazioni, cittadini del territorio interessato. Individuati gli obiettivi si costruisce un PAL (Piano di Azione Locale) che li traduce in azioni concrete che poi vengono negoziate con la Regione.

I territori che fanno parte dei GAL devono rispondere a determinate caratteristiche: aree rurali con problemi di sviluppo (Zone D); limitatamente alle zone di collina, le aree rurali intermedie (Zone C) e le aree rurali ad agricoltura intensiva e specializzata (Zone B); i comuni già interessati dall’approccio LEADER nel PSR 2007–2013. Questi i settori d’intervento: Sviluppo e innovazione delle filiere e dei sistemi produttivi locali (agroalimentari, forestali, artigianali e manifatturieri); Sviluppo della filiera dell’energia rinnovabile (produzione e risparmio energia); Turismo sostenibile; Cura e tutela del paesaggio, dell’uso del suolo e della biodiversità (animale e vegetale); Valorizzazione di beni culturali e patrimonio artistico legato al territorio; Accessibilità ai servizi sociali.

Gian Basilio Nieddu