Sempre più “Bio” sulla tavola degli italiani.

60mila le aziende certificate. La certificazione approda nel Registro delle Imprese:
più trasparenza  per mercato e consumatori.

Roma, 4 gennaio 2018 – Più consumatori attenti a salute e ambiente, più richiesta di prodotti biologici, più aziende che scelgono di produrre in modo più naturale e, da pochi giorni, più trasparenza per conoscere meglio un universo in forte espansione. A oggi sono circa 60mila le aziende italiane con certificazione “Bio”, 24mila delle quali (quasi il 40% del totale) accreditate dal sistema di certificazione nazionale solo negli ultimi tre anni. Da pochi giorni – a seguito dell’intesa tra ACCREDIA, Unioncamere e InfoCamere – la ‘mappa’ aggiornata degli operatori con certificazione Bio è ancora più accessibile grazie all’inserimento delle informazioni nelle visure rilasciate dalle Camere di Commercio.

La novità rientra nel processo di continuo miglioramento di qualità, completezza e trasparenza delle informazioni presenti nelle banche dati delle Camere di Commercio, perseguito attraverso l’integrazione di informazioni sulle imprese gestite da altre Pubbliche Amministrazioni.

La mappa delle imprese “Bio”

A inizio dicembre 2017, le imprese in possesso di una certificazione Bio erano 59.461. Per la maggioranza, si tratta di realtà localizzate nel Mezzogiorno (il 55,8%), più del doppio di quelle con sede al Nord (il 23,4%) e quasi tre volte quelle del Centro Italia (il 20,8%). Più della metà (il 56%) delle imprese certificate si concentra in sole cinque regioni con la Sicilia in testa (15,9), seguita dalla Calabria (13,4), dalla Puglia (11,6), dalla Toscana e dall’Emilia Romagna (7,7). I numeri del biologico nel Belpaese raccontano di un settore che si è fortemente trasformato e irrobustito negli ultimi anni, passando da tendenza rivolta a mercati di nicchia a vero e proprio stile di vita per milioni di consumatori italiani. Al tempo stesso, il biologico sta rivestendo un ruolo sempre più importante come opportunità di rilancio per molte aziende del nostro agro-alimentare. Mentre nell’agricoltura tradizionale ogni anno numerose imprese chiudono, cedendo il passo a realtà più grandi e strutturate, il settore del biologico sta andando in controtendenza, a dimostrazione che anche aziende di dimensioni più piccole, grazie all’applicazione dei principi dell’agricoltura biodinamica, possono stare con successo sul mercato.

Tornando ai dati, con riferimento all’attività svolta l’81% opera direttamente nel settore agricolo e circa il 7% nel commercio. In particolare, le aziende che svolgono esclusivamente produzione Bio sono 44.482 (il 75% dell’universo delle certificate) e di esse una su tre ha sede in due sole regioni del Mezzogiorno: Calabria o Sicilia. Approfondendo l’analisi delle imprese Bio per forma giuridica, l’11% (6.490) è costituito da società di capitale. Di queste, oltre il 90% è una PMI ovvero con un volume d’affari uguale o inferiore ai 50 milioni di euro. Più della metà (il 55,2%) rientra nella definizione di micro impresa (con un fatturato non superiore ai 2 milioni di euro), e la metà ha un capitale sociale inferiore ai 50mila euro.

Cos’è la certificazione biologica

In una parola (per giunta ormai abbreviata) si celano significati complessi, qualcosa di più di un nome su un’etichetta e più vicina a una filosofia che ha l’ambizioso obiettivo di tutelare la salute salvaguardando l’ambiente.

L’agricoltura biologica sfrutta infatti la naturale fertilità del suolo con lo scopo di rispettarla e favorirla ricorrendo a interventi limitati. Questa particolare tipologia di agricoltura, inoltre, ha lo scopo di promuovere la biodiversità ed escludere l’utilizzo di prodotti di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere) e di organismi geneticamente modificati (OGM).

L’agricoltura biologica è disciplinata a livello comunitario dal Regolamento CE 834/2007 e dai successivi regolamenti di applicazione relativi alla produzione biologica e all’etichettatura per le seguenti categorie di prodotti:

  • Prodotti agricoli vivi o non trasformati;
  • Prodotti agricoli trasformati destinati a essere usati come alimenti;
  • Mangimi;
  • Materiale da propagazione vegetativa e sementi per la coltivazione.

La certificazione “Bio” è un attestato che garantisce il rispetto di rigidi requisiti atti a evitare o ridurre la “contaminazione” da parte dell’uomo. L’organismo di certificazione di prodotto è responsabile per la verifica della conformità del prodotto ai requisiti fissati per la certificazione, alle norme tecniche volontarie o ad altri riferimenti normativi. La certificazione di prodotto è basata sulla fiducia sullo specifico processo di fabbricazione. Questo assunto implica l’estensione di tale situazione di conformità nel tempo.

Tab. 1 – Imprese con certificazione BIO: distribuzione regionale

 

REGIONE

Imprese cerificate BIO

Incidenza ogni 10mila

 

REGIONE

Imprese con certificate BIO

Incidenza ogni 10mila

SICILIA

9.444

204

 

TRENTINO-ALTO ADIGE

1.827

166

CALABRIA

7.978

428

 

SARDEGNA

1.793

106

PUGLIA

6.873

181

 

BASILICATA

1.724

286

TOSCANA

4.608

111

 

ABRUZZO

1.563

105

EMILIA-ROMAGNA

4.567

100

 

UMBRIA

1.333

141

LAZIO

3.720

57

 

FRIULI-VENEZIA GIULIA giuliagiuGIULIA

576

56

CAMPANIA

3.414

58

 

MOLISE

410

116

MARCHE

2.727

158

 

LIGURIA

391

24

PIEMONTE

2.401

55

 

VALLE D’AOSTA

48

38

LOMBARDIA

2.185

23

    

VENETO

1.879

38

 

ITALIA

59.461

98

Fonte: elaborazioni InfoCamere su dati Registro Imprese – ACCREDIA dicembre 2017

 

Tab. 2 – Imprese con certificazione BIO: distribuzione per macro-settore di attività economica

 

Macro-settore economico

Imprese cerificate BIO

Peso % sul totale BIO

Imprese BIO ogni 10mila imprese

Agricoltura, silvicoltura pesca                             

47.934

80,6%

635

Commercio

3.963

6,7%

26

Manifattura                                     

3.164

5,3%

55

Alloggio e ristorazione                

1.797

3,0%

40

Altro

2.603

4,4%

9

TOTALE                                                      

59.461

100,0%

98

Fonte: elaborazioni InfoCamere su dati Registro Imprese – ACCREDIA dicembre 2017

 

Tab. 3 – Società di capitale con certificazione BIO: distribuzione per capitale sociale – valori %

 

Tipo di impresa

Peso %

fino a 10mila euro

25,2%

tra 10mila e 50mila

25,4%

tra 50 e 100mila

17,8%

100mila – 250mila

7,3%

250mila – 500mila

4,0%

500mila – 1milione

4,8%

oltre 1milione

15,5%

Fonte: elaborazioni InfoCamere su dati Registro Imprese (6.490 società)  – ACCREDIA dicembre 2017

Tab. 4 – – Imprese con certificazione BIO: distribuzione per anno di certificazione – valori %

 

Anno di certificazione

Peso %

ante 2000

6,6%

tra 2000 e 2004

9,7%

tra 2005 e 2009

14,3%

tra 2010 e 2014

30,5%

tra 2015 e 2017

38,9%

Fonte: elaborazioni InfoCamere su dati Registro Imprese – ACCREDIA dicembre 2017

Tab. 5 – – Imprese con certificazione BIO: distribuzione per tipologia dimensionale – valori %

 

Tipo di impresa

Peso %

Grande

8,9%

Media

16,8%

Piccola

19,1%

Micro

55,2%

Fonte: elaborazioni InfoCamere su dati Registro Imprese – ACCREDIA dicembre 2017

 


Redazione Econerre

Econerre è una rivista di attualità e analisi economica dedicata all’Emilia-Romagna che offre un panorama completo e aggiornato dell’economia emiliano-romagnola, esperienze aziendali, scenari evolutivi, settori produttivi, internet, innovazione, ricerca, internazionalizzazione, POR FESR Emilia-Romagna 2014-2020. attività della Regione Emilia-Romagna e delle Camere di commercio. La pubblicazione on line propone approfondimenti, studi e indagini dell’Ufficio Studi di Unioncamere Emilia-Romagna come l’indagine congiunturale trimestrale, export, agro-alimentare, turismo.