Tecnopolo di Bologna CNR accelera l’innovazione

sede tecnopolo bologna

Prende il via dal Tecnopolo di Bologna CNR il reportage dedicato ai 10 Tecnopoli dell’Emilia-Romagna, infrastrutture create grazie al contributo dei Fondi europei Por Fesr per rafforzare l’ecosistema regionale dell’innovazione, della ricerca e del trasferimento tecnologico nell’ambito della Rete regionale dell’alta tecnologia

di Thomas Foschini 

Un ponte tra ricerca e imprese è una realtà al Tecnopolo di Bologna CNR dove l’esperienza di Mist E-R e Proambiente crea un team di ricerca per l’innovazione. Il Tecnopolo di Bologna CNR rappresenta l’infrastruttura di riferimento per il Manufacturing, i Materiali e l’Ambiente a livello regionale.  In pratica, si tratta di un modello che sfrutta le migliori opportunità di relazione tra mondo dell’accademia, della ricerca pubblica e privata, dell’impresa. 

Ne parliamo con Valeria Pignedoli, Manager del Tecnopolo e direttore generale di Mist E-R, che insieme a Proambiente, è soggetto gestore del Tecnopolo.

Come si struttura il Tecnopolo di Bologna-CNR?

Ha come soggetto attuatore il CNR che, insieme alla Regione Emilia-Romagna, ha cofinanziato la nascita dei due consorzi, MIST E-R e Proambiente, laboratori accreditati alla Rete Alta tecnologia dell’Emilia-Romagna, ai quali è in capo l’attività di ricerca industriale di trasferimento tecnologico verso le imprese”.

Ricercatori di Proambiente mentre allestiscono il sistema S.Wa.P. (Shallow Water Prospector) prima di un rilievo in campo
Ricercatori di Proambiente mentre allestiscono il sistema S.Wa.P. (Shallow Water Prospector) prima di un rilievo in campo

Spazi e facilities, ma non solo

Dispositivi OLED di 1cm2 di area fabbricati nei laboratori del Tecnopolo  con CNR ISOF

Oltre ad ospitare le sedi di Mist-ER e Proambiente, quali spazi e servizi offre il Tecnopolo di Bologna-CNR?

Dei complessivi 6mila mq, circa 3.500 mq sono spazi dedicati a facilities, strumentazioni e apparecchiature all’avanguardia  a disposizione delle attività del Tecnopolo ma anche delle imprese che vogliano avviare progetti di ricerca. Gli spazi destinati agli acceleratori d’innovazione del Tecnopolo (pari a 10 laboratori dedicati) sono tutti occupati ed ospitano attualmente 7 aziende che sviluppano progetti di ricerca applicata con le competenze del Tecnopolo e dell’area CNR. “Si tratta di realtà industriali estremamente diversificate che vanno dalle startup a grandi imprese, con una richiesta che supera di gran lunga la disponibilità degli spazi”, osserva la direttrice.

Un problema relativo in quanto, precisa Valeria Pignedoli, il Tecnopolo-CNR di Bologna “non affitta spazi, ma valuta progettualità. Per questo abbiamo attivato una manifestazione d’interesse permanente che consente alle imprese di proporre le proprie idee e progetti di ricerca con possibilità di valutare azioni mirate per consentire collaborazioni”.

Tecnopolo di Bologna CNR, le attività 

Dal punto di vista dei settori target, le attività del Tecnopolo di Bologna-CNR con gli acceleratori d’innovazione sono estremamente diversificate: “Si tratta di un ambito molto ampio di settori nel campo dell’ingegneria dei nuovi materiali, ambiti che coinvolgono il biomedicale, l’Ict, la meccanica e l’elettronica”.

Tra le altre, l’acceleratore ospita Prometheus, una startup che si occupa di ricerca per lo sviluppo di dispositivi innovativi fotonici che richiedono l’utilizzo di tecnologie di clean room. Un altra realtà, Medica, azienda già strutturata con sede nel distretto biomedicale mirandolese, sviluppa dispositivi elettromedicali per applicazioni nel settore della dialisi. Un contratto di ricerca attivo nel primo caso, la possibilità di delocalizzare a Bologna una vera e propria “branca di ricerca applicata” nel secondo, sono solo alcuni degli strumenti che hanno consentito di raggiungere risultati importanti anche in termini di sviluppo del business.

INFORMARE MOBILE – applicazione per dispositivi mobili nata nel progetto POR-FESR INFORMARE (coordinato da Proambiente). Permette di visualizzare previsione e dati in tempo reale per le spiagge

Esiste uno scambio continuo tra i ricercatori industriali – cioè i dipendenti delle aziende – e il team di ricerca dei laboratori Mist-ER e Proambiente, che si avvalgono di personale proprio ma anche di quello del CNR. Essere all’interno del Tecnopolo consente poi – sottolinea Valeria Pignedoli – di sviluppare rapporti privilegiati con le eccellenze della ricerca sviluppate da Università – in particolare gli atenei di Parma e Ferrara– e dal CNR arrivando in sostanza ad istituire un rapporto ed uno scambio virtuoso tra tre soggetti: l’impresa, la ricerca accademica e i due Consorzi, Mist E-R e Proambiente, che facilitano il dialogo”.

Uno dei vantaggi del “modello CNR” è quello di sviluppare progetti di ricerca, lavorando sempre su input reali delle imprese e del mercato. E i risultati si vedono, anche sul fronte “incubazione di start-up”. Abbiamo l’esempio di Cell Dynamics, una start up attiva nel settore dello studio delle cellule in vitro con applicazioni possibili in farmacologia, tecniche di fecondazione assistita.

In questo caso, abbiamo supportato ogni fase – rileva Valeria Pignedoli – dallo studio di fattibilità iniziale all’insediamento presso il Tecnopolo, dalla consulenza per la partecipazione a bandi start up e imprese, sino alle attività di crowfunding sviluppate insieme ad Aster”.

Un altro esempio di collaborazione con le imprese, è stato quello con Pollution, una impresa della provincia di Bologna che, grazie alla collaborazione con Proambiente, ha messo a punto uno strumento per rilevare la presenza di benzene nell’aria anche in bassissime concentrazioni, che funziona con pochissima energia e occupa pochissimo spazio. Il prodotto è già sul mercato.

Vantaggio non da poco per l’ecosistema Tecnopolo-CNR, la collaborazione con ASTER offre un valore aggiunto duplice, sia di networking sia, in particolare, di moltiplicatore di opportunità per l’accesso a bandi regionali e finanziamenti europei.

Tecnopolo di Bologna CNR : la promozione della formazione

Grazie a convenzioni specifiche con enti formativi riconosciuti come Ecipar-CNA e a rapporti con Università come il Politecnico di Milano o l’Alma Mater,  il Tecnopolo promuove inoltre l’attività di formazione di giovani ricercatori e offre la possibilità di un’esperienza all’interno delle proprie strutture a giovani diplomati e laureati in materie tecnico-scientifiche: Ingegneria, Fisica, Chimica, Geologia, Matematica, Biomedicina, Farmacia, Informatica. L’accreditamento dei laboratori del Tecnopolo come strutture idonee a seguire, in qualità di tutor scientifici, progetti di apprendistato di ricerca ha prodotto risultati molto incoraggianti.

Ricercatrice di MIST E-R in cleanroom del CNR ISMN durante la fabbricazione di dispositivi. (foto Francesco Pierantoni)
Ricercatrice di MIST E-R in cleanroom del CNR ISMN (foto Francesco Pierantoni)

Tra le esperienze di successo in questo ambito, il caso di Ecosurvey, che ha richiesto il tutoraggio per una risorsa chiamata a sviluppare 80 ore di formazione presso il laboratorio Proambiente per lo sviluppo di innovativi sistemi di analisi dei dati e simulazioni di impatto ambientale nella rimozione di composti organici dal suolo, dal sottosuolo e dalle acque. “Dobbiamo tenere conto – spiega Valeria Pignedoli – che richieste di questo tipo nascono da una esigenza di lungo periodo, ossia la formazione di una nuova figura specializzata a partire da una precisa esigenza dell’impresa. Ancora una volta la collaborazione sinergica tra mondo dell’impresa e mondo della ricerca non può che portare ad un aumento dell’innovazione e della competitività delle nostre imprese”.

Tecnopolo di Bologna CNR: il team

acceleratori di innovazione
Acceleratori di innovazione

I due consorzi del Tecnopolo CNR, strutturati come società consortili pubblico-private, si avvalgono di uno staff di circa 30 unità, (ricercatori assunti a tempo indeterminato, collaboratori e assegnisti di ricerca) a cui si aggiungono circa una ventina di risorse afferenti ai partner ed allo stesso CNR che mettono a disposizione le proprie competenze nell’ambito di percorsi specifici.

In tutto, quasi 50 persone che operano quotidianamente al servizio delle attività di trasferimento tecnologico delle imprese dell’Emilia-Romagna nel variegato ambito nel variegato ambito della meccanica, agrifood, biomedicale, energia e ambiente, Ict, industrie culturali e creative, edilizia e costruzioni.

Link utili:

Laboratorio Mist-ER

Laboratorio Proambiente

Tecnopolo di Bologna-CNR

 

La rete dei tecnopoli e i programmi di ricerca in Emilia-Romagna

Oltre 112 milioni di euro di contributo Por Fesr 2007-2013, cui si aggiungono 73 milioni investiti da università e centri di ricerca e quasi 9 milioni provenienti dagli enti locali, per un totale di 194 milioni di euro: con queste risorse sono stati finanziati i Tecnopoli e i programmi di ricerca industriale dei laboratori della Rete regionale dell’alta tecnologia, completando un percorso di riorganizzazione delle attività di ricerca industriale e trasferimento tecnologico che la Regione ha costruito nel corso di un decennio.

Organizzata in sei piattaforme tematiche – agroalimentare, costruzioni, energia e ambiente, Ict e design, meccanica materiali, scienze della vita – la Rete alta tecnologia si compone di 96 strutture, di cui 82 laboratori di ricerca industriale – 37 dei quali finanziati con risorse Por Fesr – e 14 centri per l’innovazione.

Con i Fondi europei Por Fesr 2007-2013 la Regione ha finanziato la realizzazione di 10 tecnopoli – dislocati su 20 sedi – che sviluppano attività di ricerca e trasferimento tecnologico nelle filiere produttive più rilevanti in Emilia-Romagna, in coordinamento con il sistema universitario e della ricerca.

I Tecnopoli sono sede di laboratori e ospitano strutture di servizio per attività di divulgazione, informazione e accoglienza per le aziende, oltre a spazi per spin off innovativi, ma soprattutto promuovono l’incontro tra imprese e ricercatori e l’accesso ad attrezzature scientifiche all’avanguardia, riducendo la distanza fra domanda e offerta. All’interno dei Tecnopoli sono ospitate anche le Aree S3, Smart Specialisation Strategy, spazi dedicati alla formazione nell’ambito del Piano Alte Competenze, progetto triennale integrato tra i diversi Fondi Fse, Fesr e Feasr la cui gestione è affidata ad Aster, società regionale per l’innovazione e il trasferimento tecnologico.

Per la ricerca e l’innovazione tecnologica, di cui i Tecnopoli sono sede elettiva, tramite il Por Fesr 2014-2020 la Regione ha stanziato investimenti per oltre 140 milioni di euro, dando un segnale concreto per il rafforzamento competitivo di questo ecosistema regionale dell’innovazione.

La Rete dei Tecnopoli dell’Emilia-Romagna è stata inclusa nel 2017 tra i 60 progetti promossi dall’Agenzia per la coesione territoriale in occasione dell’anniversario dei 60 anni dei Trattati di Roma.