Ultima Farete per Alberto Vacchi

L’avvio di Farete e le dichiarazioni di Alberto Vacchi, alla sua ultima assemblea da presidente di Confindustria Emilia. Allarme sulle carenze infrastrutturali 

Standing ovation per Alberto Vacchi, pronto al passaggio di consegne in Confindustria Emilia (3.142 imprese affiliate delle province di Bologna, Ferrara e Modena per un fatturato complessivo da 50 miliardi). Il presidente uscente è stato applaudito in piedi dall’assemblea di Farete al termine del suo intervento, una sorta di congedo in anticipo (il mandato scade a marzo 2019) dalla guida dell’associazione. Un riconoscimento glielo ha tributato anche il presidente nazionale Vincenzo Boccia: “un galantuomo” lo ha definito, manifestandogli “gratitudine e riconoscenza”. In questi anni Confindustria Emilia, ha detto Boccia, “ha dimostrato che nella nostra casa comune si può fare sistema”.

Tutto da decifrare, compresa l’ipotesi di una nuova eventuale corsa alla guida dell’associazione nazionale. il futuro di Vacchi, che ammonisce: “Lo scenario internazionale ci offre spunti di crescita importanti, l’ export trainerà il paese ancora per poco, servono politiche volte a mantenere la nostra credibilità in Europa”.

LEGGE BILANCIO. VACCHI: NO A SFORAMENTO UNILATERALE PARAMETRI UE

Confindustria ammonisce il Governo sul rispetto dei parametri europei in fase di stesura dalla manovra economica. “Il Governo cercherà di fare alcuni provvedimenti che ha dichiarato. Per quanto ci riguarda, l’elemento fondante per il contesto italiano e per la credibilità che l’Italia ha livello internazionale è che i parametri che tu avevi accettato e facevano parte delle regole in cui eri entrato, li devi rispettare”, afferma Alberto Vacchi, presidente di Confindustria Emilia Centro, una delle federazioni regionali più importanti, per consistenza numerica, a livello nazionale. “Questo è un must: poi puoi decidere e concordare assieme agli altri se questi parametri li sfori, ma devi concordarli. Attivarli a prescindere è una manovra molto forte che non ci gioverebbe”, avverte Vacchi. “Il rispetto dei parametri è molto importante, il che non significa che non si debba migliorare di molto il rapporto con l’Europa e cambiare insieme agli altri partner alcuni parametri stringenti, ma lo devi fare in accordo- ribadisce il numero uno degli industriali emiliani a margone dell’assemblea annuale dell’associazione in corso a Bologna- non possiamo derogare verso un percorso al buio di contrasto a prescindere con il contesto internazionale.

L.BILANCIO. VACCHI: NON FACCIA FARE UN BALZO ALLO SPREAD

I contenuti della manovra economica non provochino un’altra impennata dello spread. L’auspicio è del presidente di Confindustria Emilia Centro, Alberto Vacchi. “Lo spread non ha un ruolo fine a se stesso, è indice di uno scenario complessivo che porta a un maggiore disinteresse nei confronti dei mercati italiani, a un maggiore disinteresse nei confronti di investimenti esteri in Italia, oltre a tutte le conseguenze che ci saranno sul debito pubblico e, a cascata, sulle tasche dei cittadini”, avverte Vacchi a margine dell’assemblea dell’associazione che apre, di fatto, i lavori di Farete. “È ovvio che tutti noi ci preoccupiamo. Speriamo che l’atteggiamento da parte del Governo nella prossima manovra sia tale da non indurre lo spread a fare un ulteriore balzo”, chiude Vacchi.

IMPRESE. VACCHI: VESSATE DA FAKE NEWS, ISTITUZIONI CI TUTELINO

Le aziende tra le realtà più vessate dalle fake news. Lo dice il presidente di Confindustria Emilia Alberto Vacchi, nel corso della sua relazione introduttiva all’assemblea di Farete, in corso alla Fiera di Bologna. “Penso di poter affermare con un buon livello di certezze che l’industria, con molti dei suoi prodotti, sia stata e resti tra i bersagli preferiti delle cosiddette fake news, ben da prima che il fenomeno diventasse di grande attualità”. Su questo tema, aggiunge Vacchi, “chiediamo che le autorità incaricate di legiferare e controllare si attrezzino per affrontare tutte le devianze di nuova generazione che la società dell’informazione porta con sè, siano al nostro fianco- è l’invito di Vacchi– per presentare ai mercati e sostenere un paese in cui gran parte delle imprese rispettano le regole, spesso severe, e dove le istituzioni sono presenti per far sì che tali regole siano rispettate da tutti”.

 STRADE. VACCHI RILANCIA ALLARME SU CISPADANA E PASSANTE

Dal palco di Farete, il leader di Confindustria Emilia Alberto Vacchi rilancia l’allarme sulle infrastrutture, a partire da Cispadana e Passante di Bologna. Eppure, “parlare di infrastrutture in Italia in questa fase storica mi fa quasi paura. Nulla è appropriato per descrivere il sentimento di insicurezza, confusione ed impotenza se pensiamo al disastro del viadotto Morandi a Genova”. Ma in Emilia in problema resta. “Da ormai troppi anni il nostro territorio- dice Vacchi nella sua relazione- si posiziona nelle classifiche come secondo polo manifatturiero d’Europa senza adeguate infrastrutture”. Perchè, chiede il presidente di Confindustria Emilia, “dobbiamo fare passare dal nodo di Bologna tutto il traffico che dal corridoio veneto sale a Sassuolo? Primario distretto europeo per la produzione di ceramica, che beneficerebbe della Cispadana se ci fosse. Perchè parliamo del Passante nord dal 2005 e non ci sono cenni di inizio cantiere?”.

FIERE. VACCHI: VEDREMO HOLDING, MA BOLOGNA E RIMINI NON DA SOLE

Ovunque porti la discussione sul futuro delle fiere dell’Emilia-Romagna, il presidente di Confindustria Emilia, Alberto Vacchi, ha una certezza: “Sia Bologna che Rimini non possono permettersi nel prossimo futuro di andare avanti da sole, hanno bisogno di alleanze forti, perchè hanno una dimensione importante, ma non sufficiente a contrastare gli scenari internazionali”, sostiene Vacchi, che, dunque, apre alla rinata ipotesi di holding regionale a patto che a guidare il processo di alleanza tra i quartieri di Bologna, Rimini e Parma siano logiche economiche. Stesso discorso per l’ipotesi di un asse con Milano. “La valutazione se andare con Rimini o con Milano è figlia di una pianificazione industriale: la convenienza industriale deve prevalere nella scelta finale. Sono molto asettico da questo punto di vista. Valutiamo le opportunità che possono dare una holding o un’alleanza regionale oppure una partnership con Milano. Vediamo gli impatti industriali che i progetti hanno”, afferma Vacchi a margine dell’assemblea di Confindustria Emilia, riconoscendo i “problemi politici” che rendono “l’operazione con Milano non fattibile”. Quanto allo scorporo immobiliare allo studio del cda della Fiera di Bologna, Vacchi non sembra scaldarsi. “Credo che tutto sia strettamente correlato con cosa si vuol fare con il business: una volta fatto qualcosa con il business, poi puoi ragionare di scorporare gli immobili. Prima di ragionare sullo scorporo degli immobili credo sia importante decidere quale sia la strada industriale che si vuole percorrere, che, ripeto, è opportuno sia in partnership con un’altra fiera”, conclude.

STRADE. BOCCIA CON VACCHI: EMILIA QUESTIONE NAZIONALE

 Da Bologna, Vincenzo Boccia alza la voce sulle infrastrutture, chiedendo che vengano abbandonate le “pregiudiziali ideologiche” sulle grandi opere. Le parole di Boccia dal palco di Farete arrivano dopo quelle di Alberto Vacchi, il leader emiliano degli industriali che nella sua relazione aveva riaperto il capitolo delle Infrastrutture al palo in regione, a partire da Cispadana e Passante di Bologna. “Le questioni infrastrutturali di questa regione non sono locali ma diventano nazionali”, riprende l’argomento Boccia nelle conclusioni. Per il presidente di Confindustria infatti le infrastrutture “sono la precondizione per una società inclusiva. Chi non le vuole ha l’idea di una società che non include ma esclude”. In ogni caso, scandisce in un altro passaggio, “almeno i cantieri aperti non possiamo bloccarli”. Su questo fronte “con questo Governo siamo partiti in salita”.

 

Fonte Agenzia Dire