lnclusione lavorativa persone con disabilità: il punto

Temi chiave della conferenza regionale sulla inclusione lavorativa: continuità tra scuola e lavoro, l’integrazione dei servizi per il lavoro, sociali e sanitari e l’uso dei nuovi strumenti tecnologici. Sempre al centro le persone.

Si è tenuta a Bologna la terza “Conferenza regionale per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità”. Prevista dall’art.18 della Legge Regionale n.17/2005, la Conferenza ha l’obiettivo di verificare periodicamente l’attuazione degli interventi di integrazione lavorativa delle persone con disabilità, attraverso il confronto con i destinatari diretti e indiretti per acquisire pareri, condividere strategie e formulare proposte per il futuro. Temi chiave sui cui si è lavorato in tre gruppi di lavoro in due giorni di confronto tra le associazioni e le parti sociali sono stati la continuità tra scuola e lavoro, l’integrazione dei servizi per il lavoro, sociali e sanitari e l’uso dei nuovi strumenti tecnologici che permettono di mitigare le situazioni di svantaggio.

Le conclusioni mettono nero su bianco progetti concreti per il prossimo piano di azione regionale, ma innanzitutto prima qualche numero: in Emilia-Romagna le persone in età lavorativa (15-64 anni) che hanno una disabilità sono oltre 85.600, pari al 3% della popolazione della stessa classe di età.

I posti di lavoro, messi a disposizione da oltre 14.500 imprese, sono più di 40.000 e corrispondono al 2,6% dell’intera base occupazionale regionale alle dipendenze. Quelli effettivamente scoperti sono quasi 4.000, il 9,9% del totale. Tra il 2013 e il 2017 più di 17.400 persone sono state avviate al lavoro con una media di 3.500 l’anno, pari ai livelli pre-crisi.

La spesa regionale per l’attuazione delle misure di inclusione lavorativa delle persone con disabilità è stata, tra il 2013 e il 2015, di 39,3 milioni di euro. A questa si è aggiunto nel biennio 2016-2017 un finanziamento dedicato allo sviluppo di politiche attive del lavoro di 19,7mln più ulteriori 18mln per interventi rivolti alle persone, al rafforzamento e alla qualificazione dei servizi. Per il 2018 sono stati programmati 14,7 milioni di euro.

“La disabilità – ha dichiarato il sindaco metropolitano Virginio Merola – è un tema determinante e delicato: il lavoro è alla base della dignità di ogni persona e le Istituzioni hanno il dovere di lavorare per non lasciare indietro nessuno. Stiamo facendo tanto con le aziende ma non basta. E nel dicembre 2016 abbiamo promosso la firma dell’accordo metropolitano di programma per l’inclusione scolastica di bambini e studenti con disabilità. Perché prima del diritto al lavoro c’è il diritto all’istruzione”.

E proprio qui si apre un altro dei temi toccati dalla Conferenza.

Nel sistema educativo regionale ci sono oltre 16.500 allievi certificati pari al 3% del totale degli studenti, in costante aumento rispetto agli anni scorsi (sei anni fa erano il 2,5%). Gli insegnanti di sostegno sono oltre 8.600, in aumento anch’essi, ed è lievemente migliorato anche il rapporto numerico tra allievi e docenti (1,9 alunni in media per insegnante). “Ma l’inclusione sociale è ancora largamente arretrata negli effetti e nella sua concretezza. – sottolinea Stefano Versari, direttore generale Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna –Il tema dei servizi, una volta terminata la scuola, è problematico. Per questo, l’alternanza scuola-lavoro è un’occasione di reale integrazione che richiede però l’impegno di tutti”.

Non si tira indietro Marco Lombardo, assessore politiche per il terzo settore del Comune di Bologna secondo il quale anche dotarsi di un disability manager come ha fatto il capoluogo può essere un passo avanti per cambiare il punto di vista e crescere. “La forza di una catena – ha affermato – dipende dalla resistenza del suo anello più debole. Se ciascuno di noi si prende un pezzo di questa responsabilità cresciamo tutti insieme”.

“Insieme. La parola chiave di questa regione” secondo Patrizio Bianchi, assessore allo sviluppo, scuola, formazione, università, ricerca e lavoro della Regione Emilia-Romagna. “Qual è il diritto fondamentale di cui stiamo parlando? – si è chiesto – Avere un quotidiano semplice: poter realizzare il proprio progetto di vita senza troppi ostacoli. I lavori svolti dai tre gruppi di lavoro sui tre macro temi affrontati ci dicono cose importanti: quando parliamo di transizione scuola-lavoro parliamo di persone e per questo dobbiamo parlare di progetti personalizzati e allungare il percorso di accompagnamento. Il secondo gruppo ci racconta lo sforzo che stiamo facendo nella direzione dell’integrazione dei servizi con l’amministrazione che si piega ai bisogni delle persone. Il terzo gruppo propone la costruzione di un “repertorio/catalogo” delle tecnologie reperibili sul mercato adattabili e personalizzabili. A quanto corrisponde il numero di persone a cui abbiamo parlato oggi? Il 3% della popolazione. Ripartiamo da loro”.

Rossella Pressi

Prossima conferenza già fissata: appuntamento al 2021.

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