Salvare vite umane: Aferetica cambia il mondo dei trapianti

Nata nel posto giusto e con i sostegni adeguati, la start up Aferetica, azienda del Tecnopolo di Mirandola, ha brevettato un innovativo sistema di trattamento degli organi per evitare il rigetto. La sua storia.

Ridurre il rischio di rigetto e aumentare la possibilità di trapiantare organi. Dall’idea alla start up, dalla start up ai brevetti, dai brevetti alla produzione, dalla produzione alle vite umane salvate. E’ l’obiettivo di Aferetica, una delle più interessanti realtà del nostro territorio sia per il luogo in cui è nata (la Bassa Modenese del terremoto 2012), sia per il modo (è figlia dell’incubatore del Parco scientifico e tecnologico di Mirandola), sia per la sua storia di impresa, essendo riuscita a guadagnarsi importanti risorse europee anche grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna.

Aferetica, l’azienda

Mauro Atti

Aferetica viene fondata nel 2014 a Mirandola da Mauro Atti e Stefano Rimondi, imprenditori di quel biomedicale che qui ha il suo distretto nazionale più importante, con 5 mila addetti, più di cento aziende e un giro d’affari che si attesta sul miliardo di euro.

Stefano Rimondi

Il terremoto del 2012 ha lasciato il suo strascico di lutto e distruzione, ma la voglia di ricominciare è tanta. Oggi ha un fatturato che si attesta sui 2,5 milioni di euro.
“In questo territorio – spiegano dall’azienda – sono presenti conoscenze, tecnologie, imprese, capacità produttive che ci possono consentire di sviluppare terapie e prodotti in maniera rapida ed efficiente senza la necessità di installare immediatamente nuove strutture produttive, ma permettendo di dare nuovo impulso e lavoro a quelle già esistenti.
Il più grande patrimonio cui attingere è il network di conoscenze, di saperi che si ramifica attorno al territorio della Bassa Padana, dalle università, agli enti di ricerca fino agli ospedali, dall’Emilia Romagna all’Italia, fino all’Europa. In quest’ambito stare all’interno del Tecnopolo, struttura che si forma con la missione di essere il punto di aggregazione delle competenze interdisciplinari del territorio è dunque una scelta caratterizzante per Aferetica”.

I prodotti Aferetica

Dialisi, neurologia, malattie autoimmuni, diabetologia, reumatologia, nefrologia e terapia intensiva, cardiologia, trapianti. Sono tanti gli ambiti clinici in cui le metodologie brevettate da Aferetica danno contributi migliorativi.

Tra i progetti più innovativi di questa impresa del biomedicale ce n’è uno che riguarda gli organi da trapiantare. “Aferetica” è ripreso dal greco aphairesis, rimozione, eliminazione: qui a Mirandola si studia come rimuovere e ripulire gli organi da trapiantare, di modo che si riduca il rischio di rigetto. In collaborazione con l’americana Cytosorbents i mirandolesi hanno sviluppato l’innovativo sistema terapeutico PerLifeTM. Si tratta del primo sistema integrato per il trattamento degli organi destinati al trapianto, mirato a purificare e a ricondizionare reni, polmoni e fegato. Obiettivo, aumentare fino al 30% la percentuale di successo dell’intervento chirurgico.

Oggi, infatti, i trapianti di organi non sono ancora sufficienti a soddisfare la richiesta. Ce ne sono poco meno di 140 mila l’anno, e in Italia solo un terzo dei pazienti in lista di attesa accede ogni anno al trapianto di organi, secondo i dati forniti da Aferetica. Per fare fronte al problema di scarsità degli organi idonei al trapianto occorre da una parte garantire l’utilizzo di ogni organo, anche di quelli marginali, compromessi da complesse reazioni biologiche e dai processi caratterizzanti il prelievo e la conservazione, dall’altra occorre ottimizzare quel che avviene dopo il trapianto.

 Con il nuovo dispositivo di Aferetica e Cytosorbents una volta che l’organo viene prelevato dal donatore, questo viene sottoposto a un lavaggio a temperature controllate (tra i 4 e i 37 gradi) e purificato attraverso l’assorbimento di molecole implicate nei processi di deterioramento. Questo intervento potrà contribuire al trapianto di organi “marginali”, generalmente considerati inutilizzabili e quindi scartati. Nello stesso tempo sono incrementate le probabilità che il trapianto vada a buon fine e l’organo non venga rigettato.

Lo sviluppo di Aferetica

E’ una bella storia di impresa quella di Aferetica, nata con i contributi regionali per incentivare la nascita di startup soprattutto nell’area del sisma, che grazie al contesto di ricerca offerto dal Tecnopolo di Mirandola è riuscita ad affermarsi. Ha ottenuto altri finanziamenti di sostegno a progetti innovativi e a catturare finanziamenti internazionali.

Aferetica è cresciuta anche grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna attraverso le risorse europee.

San Giovanni in Persiceto (BO) – Inaugurazione della nuova sede di Aferetica, Mauro Atti e Palma Costi

Nel 2013 oltre 95 mila euro del Por Fesr 2007-2013, col bando dedicato all’avvio di attività di start up innovative. A queste risorse si aggiungono quelle assegnate nel 2016, relative al Por Fesr 2014-2020 per il consolidamento delle start up (250 mila euro) ma anche per il consolidamento d’impresa (153 mila euro). L’azienda ha 12 ricercatori diretti un indotto che coinvolge una cinquantina di addetti.

L’ultima novità è stato il trasferimento a San Giovanni in Persiceto, in un palazzo storico dove in passato c’era un ospedale.

L’inaugurazione della nuova sede del bolognese è avvenuta con l’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi, l’a.d. Mauro Atti e Stefano Rimondi, ex presidente di Assobiomedica e socio fondatore di Aferetica, il sindaco del Comune di San Giovanni in Persiceto, Lorenzo Pellegatti, l’assessore del Comune di Mirandola, Milena Gavioli, il presidente di Democenter Sipe Gian Carlo Cerchiari, il consigliere regionale Stefano Caliandro, lo chief operation officer, CytoSorbents Corporation, Vincent Capponi.

 

Antonella Cardone