Ecco l’incubatore Golinelli

Fondazione Golinelli presenta G-Factor, 5.000 mq e un milioni per chi innova, bando per 10 team

Dalla scienza per i piccolissimi, alla creazione di imprese innovative. Si aggiunge un’altra tessera al grande mosaico dell’innovazione e della ricerca progettato da Marino Golinelli attraverso la fondazione che porta il suo nome.
L’Opificio di Santa Viola si allarga e conquista altri 5.000 metri quadrati per far spazio ad un acceleratore-incubatore d’impresa, G-Factor, per realtà imprenditoriali emergenti. Il nuovo edificio, alle spalle di quello attuale, sarà pronto per l’inizio del prossimo anno, ma già oggi è stato pubblicato il bando internazionale da un milione di euro per ricercatori e studenti nel settore delle life sciences. Con il nuovo edificio, la cittadella della scienza di Marino Golinelli, raggiunge i 14.000 metri quadrati. Le risorse destinate da Fondazione Golinelli al bando ammontano a un milione di euro, di cui 750.000 erogate in denaro e 250.000 in servizi tramite G-Factor, la nuova società dedicata all’avvio di nuove realtà imprenditoriali. Le candidature dovranno pervenire entro l’11 dicembre e la loro valutazione è affidata a una commissione composta da esponenti di rilievo nei settori dell’innovazione, della ricerca e business. La commissione selezionerà 10 team, cinque senior e cinque junior, che potranno accedere a fondi e servizi (compreso un alloggio per i tre mesi del periodo di incubazione). “Si concretizza nell’incubatore l’idea di futuro in cui non ci sarà più posto per una frammentazione tra la parte ideativa, sperimentale e produttiva poichè i luoghi della conoscenza, della sperimentazione e della produzione dovranno necessariamente integrarsi per riuscire a far fronte alla velocità del progresso nel quale oggi siamo immersi”, spiega il presidente di Fondazione Golinelli Andrea Zanotti. È una vocazione, questa, che peraltro sta nelle corde della tradizione di questa città: bisogna avere la freschezza ed il coraggio di riconoscerla e di re-interpretarla nel presente rideterminando, con creatività, una nuova agenda dell’innovazione che proprio a Bologna conosce condizioni ideali di sviluppo”, sottolinea Zanotti. Del resto, come ricorda il rettore Francesco Ubertini, Bologna, in un paese scarsamente attrattivo, è la città italiana con più ‘appeal’ per i giovani talenti. “L’Italia è 36esima in questa graduatoria, ma Bologna è tra le prime 50 città al mondo, 47esima, prima tra le italiane”, ricorda, riconoscendo al bando pubblicato oggi dalla Fondazione di “rafforzare l’ecosistema” dell’innovazione territoriale. “Fare le cose, non solo guardarle, coinvolgendo i giovani questa è l’unica strada per superare la difficoltà economica del Paese”, è l’omaggio di Maurizio Marchesini, ex numero uno degli industriali bolognesi ed emiliano-romagnoli agli sforzi di Marino Golinelli. “La fondazione sta dimostrando di aver gettato le basi per progettare il 2065, ma ha una responsabilità che non ha una scadenza nel tempo: dare ai giovani quello che io ho avuto dalla scuola e dall’università, la passione di fare qualcosa per gli altri”, conclude Golinelli. L’Opificio dalla sua apertura tre anni fa ha già superato le 300.000 presenze e il mezzo milione di ore di formazione erogate complessivamente: dalla formazione ed educazione dei giovani in età prescolare, scolare e post-scolare, a progetti di ricerca e sostenibilità per nuove idee imprenditoriali. 
Fonte Agenzia DIRE