La valle dell’idrogeno a Modena

auto a idrogeno

Distretto dell’Idrogeno a Modena che alza la mano: “Siamo disponibili”. Obiettivo, decarbonizzare l’economia e garantire una fornitura di energia sicura, competitiva e sostenibile. Vuole nascere qui il distretto per la mobilità verde e l’auto a idrogeno

di Antonella Cardone

Il distretto per la mobilità verde parla modenese: è il progetto “Idrogeno Valley” che a partire da tutte le innovazioni che stanno intorno alle auto a idrogeno si innesta nel tradizionale automotive e vuole diventare un nuovo importante cluster dell’economia emiliana. Obiettivo, decarbonizzare l’economia e garantire una fornitura di energia sicura, competitiva e sostenibile.

L’ambizioso progetto parte da Modena, dove da tempo si parla di auto a idrogeno e c’è l’idea di realizzare i primi distributori di idrogeno sulla A22, a Campogalliano. Sembra interessante anche l’idea di realizzarne in città come Modena o Carpi, utili, tanto per cominciare, per i taxi.

Regione Emilia-Romagna e Provincia di Modena aderiscono inoltre alla piattaforma europea “S3 Hydrogen valleys”, tavolo dell’Unione Europea dove si costruisce una proposta di sviluppo di percorsi di transizione energetica verso l’idrogeno assieme a spagnoli, olandesi e francesi.

L’adesione di Modena alla piattaforma europea siglata a Bruxelles il 25 giugno 2019 vede l’Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile di Modena (Aess) quale soggetto tecnico.

L’obiettivo del progetto è la promozione dell’uso dell’idrogeno per sostituire i combustibili fossili sia nel settore dei trasporti che in quello del riscaldamento domestico e dell’industria in generale.Aderiscono finora oltre a una trentina di regioni europee con quattro capofila: Aragon (Spagna),  Auvergne-Rhône Alpes e Normandia (Francia) e Olanda del nord.

Del tema si era già discusso nel 2018 a Spilamberto, durante un convegno dedicato alla diffusione dell’idrogeno e alla creazione di una infrastruttura condivisa in pianura Padana.

La proposta partita dal Comune di Spilamberto, si fonda sulla necessità di sviluppare un’energia alternativa pulita come l’idrogeno all’interno di un modello economico basato su combustibili fossili ad impatto negativo sulla qualità dell’aria (gasolio, benzine, in parte metano).

Il primo passo è stato di aggregare portatori di interesse pubblici e privati per arrivare ad un percorso sul “sistema idrogeno” in grado di migliorare gli aspetti ambientali, creare nuovi posti di lavoro; poi è stata organizzata con imprenditori e soggetti pubblici, una visita al centro idrogeno di Bolzano, pioniere in Italia su queste tematiche con la realizzazione tra l’altro, di una stazione di rifornimento pubblica di idrogeno e ora la partecipazione al progetto europeo delle regioni.

Gian Domenico Tomei, presidente Provincia di Modena

Come amministratori – dichiara Giandomenico Tomei presidente della Provincia di Modena, unica amministrazione pubblica italiana presente a Bruxelles nello scorso giugno, a fronte di 13 francesi e altre dalla Spagna- abbiamo il dovere di porci il tema della sostenibilità ambientale ed energetica dei nostri territori, in una fase storica in cui inquinamento e cambiamenti climatici diventano emergenza. L’opportunità di questo progetto, nato grazie al coinvolgimento del Comune di Spilamberto, è di far nascere una vera ‘valle dell’idrogeno’ nella nostra provincia. Basti pensare che Autobrennero, di cui siamo soci, ha intenzione di realizzare qui una stazione di rifornimento pubblica di idrogeno”. C’è poi tutto il fronte del trasporto pubblico, da incentivare prevedendo, ad esempio, nei bandi delle nuove gare del servizio anche la richiesta di nuovi bus a idrogeno.

Modena, luglio 2019, convegno alla Camera di commercio. Si riconoscono tra gli altri, il sindaco Gian Carlo Muzzarelli (a sinistra), il presidente della Provincia Giandomenico Tomei e il direttore di Aess Piergabriele Andreoli

Si tratta di un’opportunità anche per ridurre lo smog. E se c’è la volontà di fare qualcosa di concreto per favorire processi di crescita virtuosi e rispettosi dell’ambiente, l’unica strada è quella di investire in nuove tecnologie e in energie pulite e rinnovabili – aggiunge il presidente della Provincia di Modena – Gli enti locali devono creare le condizioni affinché sia conveniente fare impresa utilizzando questa tecnologia pulita che potrà contribuire a migliorare la qualità dell’aria, una criticità forte della Pianura Padana”.

Ribadisce ancora Tomei che è anche presidente di Upi (Unione Province) dell’Emilia-Romagna: “Possiamo ricoprire un ruolo strategico in questo piano di sviluppo Ed essere il baricentro di un vero e proprio distretto regionale dell’idrogeno. Per di più in una delle zone a maggior incidenza ambientale. Lo scopo è quello di arrivare ad un masterplan che concretizzi in regione un ‘sistema idrogeno’. Che migliori gli aspetti ambientali, crei nuovi posti di lavoro. Consolidi sul territorio una nuova conoscenza tecnica e gestionale. E una nuova coscienza pubblica”.

Perché la valley dell’idrogeno a Modena?

Per vocazione, sensibilità e geografia. E’ arcinota la passione dei modenesi per le auto, che si traduce in know how unico al mondo. C’è poi una sensibilità all’avanguardia per i temi ambientali, in questa fase in cui inquinamento e cambiamento climatico impongono scelte nuove.

La geografia, infine, parla chiaro. Siamo sulla direttrice della Germania e del Brennero, a pochi passi dalle eccellenze di Bolzano dove c’è la prima centrale europea di produzione di idrogeno da fonti rinnovabili. Non è un caso che Autobrennero voglia aprire il suo primo distributore di idrogeno proprio qui, a Campogalliano. 

Per il momento le aziende produttrici di auto continuano gli studi. In pole position ci sono Honda e General Motors, seguite a ruota da Toyota e Volkswagen.

Un modello per la transizione energetica

Di idrogeno si è parlato anche durante l’incontro informale dei Ministri dell’Energia tenutosi in Austria a settembre, al quale per l’Italia ha partecipato il sottosegretario allo Sviluppo economico Davide Crippa, durante il quale è stata siglata l’Hydrogen Initiative, un documento di indirizzo politico di sostegno allo sviluppo dell’idrogeno sostenibile.

Davide Crippa

Dobbiamo massimizzare il grande potenziale dell’idrogeno sostenibile –afferma il sottosegretario Davide Crippa – sia nello stoccaggio che nel trasporto di grandi quantità di energia come anche, nella mobilità e nelle industrie più energivore e difficili da decarbonizzare. Per fare questo –aggiunge Crippa – c’era bisogno di uno sforzo politico comune per avviare iniziative strutturali nella ricerca e nell’innovazione, nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica e nell’accettazione della tecnologia dell’idrogeno. Il documento che abbiamo siglato nasce da questa esigenza. Sono fiducioso che l’idrogeno possa fornire un contributo fondamentale alla transizione e che l’Italia possa fare la sua parte con i propri centri di ricerca e le aziende già attive da tempo in questo settore”.

L’incontro dei Ministri dell’Energia a settembre in Austria

La “valle dell’idrogeno” e lo sviluppo della tecnologia nel territorio regionale

Per le auto a idrogeno il mercato non manca. L’interesse c’è. I problemi di sicurezza paiono tutti risolti. Per partire serve la garanzia di una rete distributiva affidabile, ma forse anche una spinta pubblica più ampia per scegliere uno dei diversi possibili scenari per tentare la via di una transizione energetica in Emilia-Romagna e in tutta la pianura Padana.

La Comunità europea mette a disposizione dei territori risorse e progetti favorendo le aggregazioni di soggetti che voglio sviluppare questo tipo di tecnologie, tuttavia l’Italia, osserva Tomei è ancora indietro in questo percorso e i numeri lo confermano: la Germania ha 71 stazioni di rifornimento, l’Italia solo due; in Italia circolano dieci bus a idrogeno, mentre in Europa sono oltre mille; a breve circoleranno 600 taxi a idrogeno a Parigi”.

Occorre quindi fare rete, aggregare soggetti e realtà imprenditoriali per poter essere gli apripista, in Italia, in questo settore. E la Provincia di Modena è pronta, insieme a Regione e Agenzia per l’energia, per creare e agevolare processi di aggregazione con soggetti pubblici e privati e diventare il primo distretto dell’idrogeno in Italia.

L’idrogeno è un mondo che per certi versi risulta ancora misterioso: se ne parla tanto, ma quali sono i vantaggi ed i benefici di questa tecnologia che potrebbe far diventare il mondo dei trasporti più sicuro e sostenibile?

Dal sito del Comune di Spilamberto, ecco un po’ di contributi video per spiegarlo!Guarda tutti i video

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